Corre l’anno 2009 in Italia e Kee Marcello è arrivato direttamente dagli anni ottanta per suonare la chitarra, accompagnandosi con la sua voce rock. Gli anni ottanta, il periodo musicale in cui è esploso il fenomeno Bands, quelle originali, senza paura, senza compromessi, e con la voglia di sperimentare continuamente sonorità, poi passate alla storia come pop/rock, hard rock, synth pop, psichedelia. Degli anni settanta rimane ancora quell’animo punk e libertino, che porta un musicista a vivere per la musica, a lavorare per la musica e a soffrire, a volte in silenzio, per portare la musica sui grandi palchi, di fronte a un pubblico estasiato.
In quel periodo anche le radio e il mondo della promozione musicale erano di stampo libertino. Se eri un vero musicista in radio passavi, senza troppe discussioni, perchè era la tua arte musicale a parlare per te. I pezzi superavano I 3 minuti canonici, andavano avanti finchè c’era da suonare e da emozionare. Il live, soprattutto nell’ambiente britannico e americano, non era riservato a pochi, ma era il mondo dei musicisti, post registrazione album. Una storia romantica della musica, che hanno contribuito a scrivere anche gli Europe.
E dopo quel periodo di emozioni musicali garantite, qualcuno è andato avanti. Per esempio Kee Marcello che in questi giorni si trova in Italia, per il suo primo tour del 2009. Lo abbiamo intervistato per voi e in poche domande ne abbiamo decretato un animo musicale originale, lontano da compromessi tipici del pop e un artista che nelle sue canzoni mette pezzi di vita e di cuore.
Cosa ti ha avvicinato ai locali Italiani live, come il Blanco Cafè?
Conosco l’Italia fin da quando ero bambino e, oltre ai motivi professionali che mi hanno portato qui nel tempo, dell’Italia ho sempre amato quello che noi percepiamo dall’estero e sentiamo nostro ogni volta che arriviamo qui: il clima, l’architettura, la cultura, ma anche il cibo, le donne bellissime e il pubblico caloroso.
Ci sono sempre grandi ispirazioni che portano un artista ad andare in sala prove. Cosa sente interiormente Kee Marcello ogni volta che comincia a comporre?
I viaggi e le persone. Durante i miei viaggi osservo e conosco tante tipologie di persone, mi avvicino e mi affeziono alle loro storie, ai loro racconti. In quel momento sento che ho bisogno di mettere tutte le mie sensazioni dentro un pezzo e comincio.
La musica Italiana: pregi e difetti.
Amo il rock Italiano e mi capita spesso di conoscere durante i tour artisti italiani. Come mi è capitato con i The Lorean (band pop/rock milanese), ora in tour con me, come supporter e di cui apprezzo il suono emozionale. Non amo il vostro pop e tutto quello che ne consegue. Regole e poca libertà sonora.
Dagli Europe a Kee Marcello. E adesso cosa succederà?
Los Dragons, il mio prossimo progetto musicale. Si tratta di una nuova formazione, che punta tutto su un hard rock moderno. Il 16 aprile 2009 cominciamo e viaggeremo molto, soprattutto nel Nord Europa. Crediamo molto in queste sonorità e siamo in attesa di scoprire se il pubblico apprezzerà questa nuova band, che conterà su artisti come Don Roxx, Mike Terrana, Jacopo Meil e ovviamente il sottoscritto.
Francesca Avallone
