Le voci, la musica e l’intrattenimento. Lucia Schillaci è capace di ascoltare, oltre che a farsi ascoltare. Per questo rappresenta bene la radio del futuro, la radio che interagisce in rete e arriva in tutto il mondo. La radio che ti ascolta. Mag Music è andato a citofonarle a Radio SNJ.
Lucia Schillaci, ma preferiamo chiamarla Skilly, come tutti i suoi ascoltatori. Definirla Speaker radiofonica sarebbe riduttivo ora che abbiamo avuto modo di ripercorrere con lei tanti momenti della sua carriera e vedere quello che fa in radio. Possiamo tranquillamente raccontarvi che oltre la voce, la Skilly per la radio (Radio SNJ) e per i suoi ascoltatori, mette a disposizione tutta la sua cultura musicale e professionale, la regia del programma, la programmazione musicale e quel trascinante entusiasmo che la caratterizza.
Citofonare Skilly, il programma chedalle 16.00 alle 18.00 conduce a Radio SNJ, che il 9 marzo cambierà nome e format per diventare Skilly in black, uno dei programmi del nuovo canale musicale e di intrattenimento interattivo. Provare per credere….www.radiosnj.com
Lucia Schillaci racconta a Mag Music il suo rapporto con la Music Culture:
1) Come ti sei costruita negli anni I tuoi percorsi d’ascolto e la tua cultura musicale? Lavoro da anni in radio, e ho studiato otto anni pianoforte, diciamo che la musica è sempre stata una mia compagna, con mio padre che da piccole ci faceva ascoltare musica classica e jazz… Il mio percorso quindi è stato certamente facilitato da molti imput che mi sono arrivati, ma onestamente credo che se non avessi avuto una buona dose di curiosità forse non avrei avuto l’occasione di crearmi una mia cultura musicale .
2) Come dovrebbe essere il tuo mezzo di comunicazione ideale? Il mio mezzo di comunicazione ideale dovrebbe essere libero; mi spiego: la radio negli anni ha perso la sua funzione primaria, quella di stimolare la conoscenza, di proporre nuovi o vecchi artisti, di incuriosire chi ascolta; un tempo lo speaker arrivava in radio con la valigetta di dischi, e riusciva a trasmettere ed emozionare raccontando la sua musica, quella che amava, quella che aveva scoperto in qualche negozietto o in una rivista musicale per caso. Adesso la radio non la fa più lo speaker, c’è un ufficio programmazione che decide la scaletta, che decide quante volte un pezzo deve passare in un giorno, ma dietro la scelta non c’è il proprio gusto non c’è il desiderio di sperimentare e offrire stimoli, ma il più delle volte c’è solo un discorso legato alle case discografiche, o a quello che la gente vorrebbe ascoltare…..quantità di ascoltatori a discapito della qualità nelle proposte.
3) Cosa rende SNJ, network del futuro? Radio snj, è la radio del futuro perchè guarda al passato con intelligenza. Il fatto che sia sul web che possa arrivare a chiunque nel mondo, che sia fruibile in modo semplice con un click,che sia capace di creare una comunity di persone che si riconoscono negli stessi gusti musicali la rende al passo con i tempi, ma nello stesso tempo è riuscita a coniugare il vero concetto di radio, riscoprendo la vera funzione dello speaker, non un annunciatore con una voce gradevole e dizione perfetta, ma un amante e conoscitore della musica che parla attraverso i dischi che sceglie che riesce ad emozionare portando gli ascoltatori nel suo mondo fatto di note e storie….
4) Sappiamo che credi molto nella terapia musicale. Come ti fai aiutare dalla musica nella tua quotidianità? Io vivo immersa nella musica. Non è solo terapia è compagna di viaggio; la musica ha la grande capacità di fermare i momenti, di creare una magia di sottolineare attimi e situazioni, quante volte riascoltando una canzone ci viene in mente un preciso istante? una storia d’amore un momento triste che abbiamo vissuto? In questo senso è terapia, e credo non ne potrei fare a meno.
5) Se la musica fosse una sera a cena con te, cosa le chiederesti di fare per migliorare alcuni aspetti del tuo periodo storico? La musica è sempre stata capace di analizzare in pochi minuti momenti importanti nei vari periodi storici, ha cantato le ribellioni, per sensibilizzare sull’aids o in difesa dei più deboli, è stata accanto a chi manifestava contro il razzismo, o in favore di politici…..La musica è un meraviglioso strumento per parlare alla gente, per arrivare a scuotere gli animi, e unisce…Ecco se fosse una sera a cena con me le chiederei di far risvegliare le coscienze, di far sentire ognuno di noi parte di una stessa storia, le chiederei di far sentire uniti tutti i popoli.
6) Cosa ti aspetti da House of Funky e da coloro che prenderanno parte a questo momento musicale e di intrattenimento? Grazie a Francesca si sta realizzando un mio grande sogno: House of Funky mi piacerebbe fosse la casa, il punto di incontro di tutti quelli che amano la musica, che amano divertirsi e condividere le stesse emozioni, una casa in cui i musicisti hanno uno spazio per potersi esprimere, un momento in cui divertendoci pensiamo anche a chi ha bisogno e ha perso il sorriso…inutile dirvi che so già che sarà questo e molto di più.
Intervista di Francesca Avallone
Foto: Lucia Schillaci ©
