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LITTLE PHIL: L’HIP HOP TRIONFA AD ACADEMY

Da sogno a realtà. Morena e Stefano con il loro maestro Little Phil si aggiudicano i primi due posti sul podio alla prima edizione di Academy. E’ proprio il caso di dirlo che qualcosa è cambiato. Per chi conosce la cultura urbana che lo stile hip hop sia arte a pieno titolo è storia. Ma in questo caso i riflettori sono quelli della Rai, il palco è uno studio televisivo e il pubblico votante è abituato al pop più che all’hip hop.

littlephil 300x200 LITTLE PHIL: LHIP HOP TRIONFA AD ACADEMY Per questo non si può parlare semplicemente di vittoria, ma di un vero e proprio trionfo per chi quello stile rappresenta un tatuaggio permanente, una ragion d’essere e motivo d’orgoglio. Stiamo parlando di Little Phil, che con grande serietà e vera passione, ha trasmesso in tv i valori della danza hip hop. Non succede certo tutti i giorni e per questo ci teniamo in questa sede a confrontarci con il maestro.

Abbiamo seguito in programma e lo abbiamo criticato positivamente perchè ha fatto emergere  tutto quello che non dovrebbe mancare in un talent show: l’insegnamento, i percorsi, la crescita, sconfitte, vittorie, trionfi e confronti. Sì perchè, se è vero che il canale è quello televisivo, la posta in gioco è la realtà e il futuro di questi giovani che vi partecipano. Non è un gioco e Academy ha avuto la consapevolezza e l’obiettivo di raccontare e far evolvere due ambiti meravigliosi dell’arte: la danza e la tenacia dei ballerini.

Il livello dei partecipanti era ottimo e con i loro insegnanti hanno segnato una vera e propria crescita. E’ importante per noi, pur complimentandoci con tutti gli artisti del programma, esprimere quello che potrebbe aver fatto la differenza, quel fattore Academy in più. Stiamo parlando della personalità e dell’espressività di alcuni talenti. I finalisti hip hop, Morena (vincitrice di Academy) e Stefano hanno vinto con il loro stile, con l’umiltà e una nota di carattere davvero esclusivo. Come coppia hanno convinto perchè come è noto, non è facile entrare in sintonia nella danza e loro per chi non ha seguito il programma si sono, prima incontrati per caso, poi plasmati break dopo break, step dopo step, fino a fondersi in un’unica cosa. In totale sincronia di movimento ed emozioni si sono esibiti, tenendo fede al loro stile, ma mettendosi a disposizione della scuola e della danza.

Ci hanno colpito molto per motivi affini anche Giordano e Carlo, che pur non avendo vinto, hanno lasciato un segno intenso nel pubblico.

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E allora Little Phil in persona ci racconta questa esperienza, attraverso il botta e risposta di MagMusic.

1)     E’ stata la tua prima esperienza di talent show Academy? E’ stata l’esperienza più importante per me. Precedentemente avevo partecipato ad un talent in Belgio, durato solo una settimana. Un’esperienza positiva Academy e non immaginavo tra l’altro che la mia coppia finalista avrebbe trionfato. Ancora non ci credo.

2)     A quali principi e valori fa fede Little Phil quando insegna? Disciplina e concentazione sono le prime cose che insegno. Sono importanti se si vuole fare della danza una professione ed emergere.

3)     Pregi dello stile Hip Hop? La ritmica, la voglia di fare e l’interpretazione.

4)     Come sei riuscito ad Academy e nel corso della tua esperienza a far appassionare al tuo stile ballerini di classico? L’hip hop è qualcosa che non si insegna, come per gli altri stili. Nasce da dentro. E’ una danza spontanea e fatta di verità. Per questo i ballerini di classico che si avvicinano al mio stile, lo fanno perchè in qualche modo fa già parte di loro.

5)     Quando siedi sul tavolo di una giuria, quale/i fattori di fanno cogliere un talento in mezzo a tanti? Il cuore e la passione con cui si esprime un ballerino. Possono essere tanti i ballerini, ma spicca subito chi si muove partendo da quello che ha dentro. E lo riconosci partendo da lì il talento in questo tipo di danza.

6)     La professione del ballerino è fatta di momenti difficili da affrontare. Come riescono secondo i giovani, come Morena e Stefano, ad andare avanti, e come ci sei riuscito tu? Credere in se stessi sempre e comunque. Lo hanno fatto loro e hanno convinto anche me che potevano vincere nel caso di Academy. Anni fa io mi sono fatto male e il dottore mi disse che non potevo più ballare, ma sono andato avanti comunque. Non dico che sia stato facile in quel periodo, ma la volontà ha avuto la meglio.

7)     Come si è attuato secondo te un confrono costruttivo tra stili diversi come il classico e l’hip hop ad Academy? Con il rispetto tra noi insegnanti, che automaticamente lo abbiamo trasmesso anche ai ballerini.

8)     Nel rapporto tra ballerino e insegnante, cosa secondo te ha fatto crescere voi insegnanti? Che tipo di scambio c’è stato? Lo scambio c’è stato sicuramente. E i miei ragazzi mi hanno insegnato a essere ancora più duro con me stesso, disciplinato, grintoso (in finale, loro ci credevano nella vittoria) e a non fare preferenze.

9)   In generale cosa pensi del format televisivo Talent Show? In america e ora anche in altri paesi apre delle possibilità concrete ai giovani. Sono contento in questo caso di aver permesso a un genere, troppo spesso criticato, di vincere.

10) Progetti futuri? Un tour in Europa, Grecia e Russia saranno due tappe importanti.


Servizio a cura di Francesca Avallone

Fotografie a cura di Emanuele Barboni

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