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Sanremo 2010: spartiti che volano

sanremo1 Sanremo 2010: spartiti che volano

Ogni anno qualche temerario afferma: “Stasera non esco. C’è Sanremo”. Puntualmente la risposta arriva inesorabile “Ma sei fuori…….!?”. 40/50 % di share e locali vuoti. E anche quest’anno ha vinto Sanremo contro l’ipocrisia. Questo stesso fenomento accade di rito per il Grande Fratello, nessuno lo guarda, ma tutti ne parlano. Vergogna vs Curiosità. E anche quest’anno ha vinto la curiosità.

Questa premessa per parlare dei fatti: Enrico Ruggeri e “il Mondo delle fate”.

Lo staff di Mag Music si è riunito per decretare il podio, nella prima serata della lunga serie. Ognuno di noi, come voi ha il proprio bagaglio di gusti e di ascolti. Enrico Ruggeri è passato a pieni voti nel nostro gruppo d’ascolto. E invece…la sua canzone non è passata in finale. Assurdo, ma vero. Viene lasciato posto sul podio agli altri artisti in gara. Malika Ayane, Irene Grandi e Povia in primis. Le possibilità di salvezza per non varcare la soglia del cattivo gusto c’erano. E invece…ci ritroviamo i professori d’orchestra che stracciano gli spartiti, il pubblico che con i fischi fa il coro alla vergogna e la Clerici che rimpiange le Tagliatelle di nonna Pina.

Siamo ai minimi storici.

Tanto baccano per nulla, dove il nulla è ben rappresentato dalla canzone finalista, proposta dal trio composto da Pupo, dal ballerino Emanuele Filiberto e dal tenore Luca Canonici. “Italia Amore Mio”, la lettera agli Italiani, rispedita al mittente dagli stessi cittadini, senza ricevuta di ritorno. Generalmente le polemiche sanremesi sono poco costruttive. In questo caso invece sono state utili. Le telecamere hanno inquadrato un’ orchestra in rivolta, una cosa mai vista. Il loro dissenso è servito a comunicare che quella in corso era una farsa, non un Festival della canzone Italiana.

Per intenderci, se a Sanremo quest’anno non ci fossero state canzoni valide, avremmo compreso il secondo posto del trio. Il punto è proprio questo. Quello che l’orchestra ha contestato è l’esclusione delle più belle canzoni di questa edizione del Festival e la salvezza di un brano che non è all’altezza di un palco così importante in Italia.

Parliamo dei fatti. La canzone incriminata incorpora un plagio inqualificabile. Rispetto per Pupo c’è sempre stato, ma in questo caso ha commesso due errori impareggiabili: citare nel suo pezzo “Somewhere Over the Rainbow” (il Classico dei Classici della melodia moderna) significa pensare che siano tutti scemi. A Sanremo andrebbe portata la farina del proprio sacco. Ammiccare durante l’esecuzione con il Principe e lasciare in disparte (prima serata in ombra, ma per davvero: occhio di bue spento sino al refrain) l’unico grande talento di tutta la performance è poco professionale. Luca Canonici ha scelto cosa fare nella vita, su Emanuele Filiberto cosa dire, un giorno fa il ballerino e il giorno dopo il cantante. Non è un gioco l’Arte.

Voleva scrivere una lettera agli Italiani? Perché non ha aperto un blog come fanno tutti? In questo caso non si vuole puntare il dito contro la persona di Emanuele Filiberto, ma improvvisarsi cantante per godere della stessa visibilità riservata agli altri artisti, è una cosa poco seria.

Principe, nostro caro principe, le ricordiamo che in Italia c’è la Repubblica, e che lei vive di rendita da quando è nato, quindi la smetta di predicare bene e razzolare male.

Caro Pupo, basta marchette, per cortesia, sul suo programma tv “I Raccomandati”: in questa circostanza, oltre che fastidiose, hanno creato nel pubblico un certo imbarazzo.

Almeno lei, Maestro Canonici, non si attenga al gioco sporco (ammesso, tra le altre cose, dai due: una canzone per far parlare, dice Pupo al “dopofestival”) dei suoi due colleghi: lei di talento ne ha, eccome. Come le è venuto in mente di partecipare ad un simile golpe musicale?

Altro tema importante da affrontare. La categoria “Giovani” di Sanremo è sempre stata gradita, ma soprattutto ben distinta da quella dei “Big”. Era stimolante scommettere da casa su un nuovo talento. Giorgia, Eros Ramazzotti, Bocelli, Masini, Pausini, solo alcuni dei cognomi che hanno cominciato a Sanremo e la carriera l’hanno fatta dopo una lunga gavetta. Da un paio d’anni a questa parte si sente dire che il Festival di Sanremo si sta aprendo ai giovani in modo diretto e interattivo.

Anche se sei un musicista indipendente puoi inviare il tuo pezzo, che gli utenti potranno ascoltare sul sito di Sanremo e tramite una classifica mandare in gara. Sarebbe più elegante e onesto non affermare una cosa simile riguardo all’apertura ai giovani, perché è tutta finzione.

Gli artisti indipendenti a casa (tranne Maiello, sotto contratto con l’etichetta di Mara Maionchi) e ampio spazio alle Major anche per la categoria “Nuove Generazioni”. Fonti attendibili riferiscono che i primi giorni per qualche problema tecnico molte canzoni degli indipendenti non si riuscivano ad ascoltare dal sito, mentre le canzoni delle Major erano perfettamente fruibili. Che strana casualità. Cari ragazzi fate prima a bombardare con le vostre demo le case discografiche o ancor meglio, partecipare ai casting di Amici e X-Factor.

Parliamo dei fatti. Chi ha vinto il festival? Valerio Scanu from Amici. Chi si è classificato al terzo posto? Marco Mengoni from X-Factor. Il problema non è che per il secondo anno consecutivo ha vinto un concorrente di Amici, né tanto meno che a Marco Mengoni il posto a Sanremo spettava di diritto. Il punto è che entrambi i ragazzi avrebbero dovuto partecipare nella categoria “Giovani”. Ma quanta arroganza c’è nel definirli Big?

Bisogna essere onesti fino in fondo. Il talento c’è, su questo non si discute. Valerio Scanu è un bravo interprete, con interessanti variazioni vocali, e Marco Mengoni fa giochi di voce encomiabili e la sua penna scorre bene nel raccontare i contrasti della vita. Un atto irresponsabile eleggerli big a priori, anche perché vengono automaticamente buttati al centro di una polemica annunciata, sul tema delle raccomandazioni e dei facili accessi in gara. Questo non li aiuta a costruirsi una carriera duratura. E’ da apprezzare molto Fabrizio Moro, quando dice di considerarsi un interprete emergente perché sono solo due anni e mezzo che vende dischi.

Insomma, la solita solfa del “ti piace vincere facile?”.

La responsabilità non è di due cantanti giovani come Scanu e Mengoni. Questo è chiaro. La canzone di Scanu è stata scritta da un cantautore esordiente di Amici, Pierdavide Carone e il brano ha tutte le carte in regole per gareggiare su quel palco o per passare in radio. Stesso discorso vale per il brano di Mengoni.

La logica del tutto e subito, non è mai stata cosa buona nella vita in generale. Pensate a un ragazzo che si è appena laureato, manda in giro il proprio CV e dopo qualche mese diventa Direttore Commerciale di un’azienda o Direttore Artistico di una radio. Questo è impossibile per chiunque di noi e meno male. Se ottenessimo subito una carica importante nel nostro mestiere, senza aver percorso la strada per acquisirne le competenze, sarebbe un massacro per il mondo del lavoro.

Nessuno di questo staff si è mai accanito contro i talent show, li difendiamo quando sfornano talenti, come nel caso di Noemi o Alessandra Amoroso. Non ci si rende però conto che facendo saltare le tappe formative fondamentali a questi talenti li si penalizza nel tempo. A noi quest’anno rimane il rimpianto di non aver visto premiato il “Mondo delle fate” di Enrico Ruggeri, nemmeno dalla stampa. Ci dispiace per “La Verità” di Povia, per “Ricomincio da qui” di Malika, per “Tutta la Vita” di Noemi, per la “Cometa di Halley” di Irene Grandi, per “Il Mondo che piange” di Irene Fornaciari. Queste erano canzoni dagli ottimi arrangiamenti e con testi efficaci e ben interpretati.

Analisi del meccanismo del televoto. Posto che chi lo conosce supporta Valerio Scanu, era comunque difficile, per come aveva affrontato le prime performance, che vincesse (questo ovviamente se il parametro di giudizio fosse strettamente connesso alla musica). Due episodi ben precisi hanno aiutato Valerio Scanu a salire sul podio, dopo che la sua canzone era addirittura stata esclusa. Primo: il duetto con Alessandra Amoroso di giovedì sera, che ha presentato al pubblico una canzone completamente stravolta a livello interpretativo. Il brano è stato affrontato con maggiore intensità, non sostenibile dal solo Scanu, emozionato e con uno sguardo smarrito. Secondo: nella puntata di sabato pomeriggio di Amici, vengono mandati in onda dei cartelli per invitare il suo pubblico (già avvezzo al televoto massiccio) a sostenere Scanu. Il pubblico di Amici è più ampio di quanto si possa immaginare e se è il televoto a decretare il podio del Festival, ecco risolto l’enigma della vittoria per il secondo anno consecutivo di un concorrente di Amici.

Al secondo posto arriva il Principe, già vincitore di un’ edizione di “Ballando sotto le stelle”, quindi anche lui già forte al televoto. Una canzone che una giuria di musicisti aveva scartato fin da subito rientra in gara e rischia di vincere, c’è qualcosa che non va. Quello che non va è il meccanismo del televoto perché non garantisce equità. Chi televota (noi no, e voi?) è uno che già lo fa di consuetudine e non premia necessariamente la canzone più bella, ma il suo personaggio televisivo preferito, quello ai suoi occhi più forte perché più presente in video. Andrebbe proposto un meccanismo simile a quello dell’Auditel con degli apparecchi per registrare il voto, distribuiti alle famiglie campione, che cambiano di anno in anno e che potrebbero essere per fatalità anche la nostra e la vostra. Inoltre in settimana Emanuele Filiberto ha implorato la gente di essere ripescato, in particolare durante programmi radiofonici seguiti da tantissime persone.

Ribadiamo il concetto. Scanu e Mengoni vincitori sì, ma nella categoria “Nuove Generazioni”. Soddisfatti per la vittoria di Tony Maiello nella categoria appena citata, ma assolutamente contrari all’esclusione immediata del gruppo “La Fame di Camilla”, che ha portato un brano che si faceva ascoltare con molto piacere. Enrico Ruggeri e il Mondo delle Fate, imparare dai migliori.

Ruggeri, appunto. Emblema della perdita cultural musicale avvenuta negli ultimi dieci anni in Italia. Artista completo, vero, arrangiatore sopraffino, voce inimitabile, originale. Ha sempre avuto stile da vendere, il caro vecchio Enrico. E vediamo come un personaggio di questo calibro viene snobbato dai più, perché in Italia paga il “tutto e subito”, non la coerenza artistica. Grande rimpianto per il suo brano, eccelso, originale, strumentalmente rock con accessi sinfonici. Insomma, tra i migliori, ma forse in questo caso squisitamente italiano quello che paga non è il talento, ma la fretta di creare prodotti vendibili.

I voti:

  1. Enrico Ruggeri: 10
  2. Povia: 9
  3. Irene Grandi: 8
  4. Marco Mengoni: 7
  5. Malika Ayane: 7
  6. Fabrizio Moro: 7
  7. Valerio Scanu: 6.5
  8. Noemi: 6.5
  9. Irene Fornaciari e i Nomadi: 6.5
  10. Simone Cristicchi: 6.5
  11. Sonohra: 6
  12. Arisa: 5
  13. Nino D’Angelo: 5
  14. Toto Cutugno: 5
  15. Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici: 4


Per chiudere, citiamo Marino Bartoletti, in una puntata de “l’Arena” andata in onda la domenica successiva alla premiazione:

l’unica notizia buona di questo Sanremo, è che tra qualche mese avremo un piccolo Ruggeri”

Enrico aveva appena annunciato la gravidanza della moglie, aspettando il termine della manifestazione per non generare interesse sulla cosa.

Che stile, ragazzi. Uomo d’altri tempi.

Francesca Avallone, Luca Zanoncelli e Emanuele Barboni

thanks to: Eleonora Lamonarca

Sanremo 2010: spartiti che volano

Ogni anno qualche temerario afferma: “Stasera non esco. C’è Sanremo”. Puntualmente la risposta arriva inesorabile “Ma sei fuori…….!?”. 40/50 % di share e locali vuoti. E anche quest’anno ha vinto Sanremo contro l’ipocrisia. Questo stesso fenomento accade di rito per il Grande Fratello, nessuno lo guarda, ma tutti ne parlano. Vergogna vs Curiosità. E anche quest’anno ha vinto la curiosità.

Questa premessa per parlare dei fatti: Enrico Ruggeri e il Mondo delle Fate.

Lo staff di Mag Music si è riunito per decretare il podio, nella prima serata della lunga serie. Ognuno di noi, come voi ha il proprio bagaglio di gusti e di ascolti. Enrico Ruggeri è passato a pieni voti nel nostro gruppo d’ascolto. E invece…la sua canzone non è passata in finale. Assurdo, ma vero. Viene lasciato posto sul podio agli altri artisti in gara. Malika Ayane, Irene Grandi e Povia in primis. Le possibilità di salvezza per non varcare la soglia del cattivo gusto c’erano. E invece…ci ritroviamo i professori d’orchestra che stracciano gli spartiti, il pubblico che con i fischi fa il coro alla vergogna e la Clerici che rimpiange le Tagliatelle di nonna Pina.

Tanto baccano per nulla, dove il nulla è ben rappresentato dalla canzone finalista, proposta dal trio improponibile composto da Pupo, dal ballerino Emanuele Filiberto e dal tenore Luca Canonici. “Italia Amore Mio”, la lettera agli Italiani, rispedita al mittente dagli italiani, senza ricevuta di ritorno. Generalmente le polemiche sanremesi sono poco costruttive. In questo caso invece sono state utili. Le telecamere hanno inquadrato un’ orchestra in rivolta, una cosa mai vista. Il loro dissenso è servito a comunicare che quella in corso era una farsa, non un Festival della canzone Italiana. Per interderci, se a Sanremo quest’anno non ci fossero state canzoni valide, avremmo compreso il secondo posto del trio. Il punto è proprio questo. Quello che l’orchestra ha contestato è l’esclusione delle più belle canzoni di questa edizione del Festival e la salvezza di una brano che non è all’altezza di una palco così importante in Italia.

Parliamo dei fatti. La canzone incriminata incorpora un plagio inqualificabile. Rispetto per Pupo c’è sempre stato, ma in questo caso ha commesso due errori impareggiabili: citare nel suo pezzo “Over the Rainbow” significa pensare che siano tutti scemi. A Sanremo andrebbe portata la farina del proprio sacco. Ammicare durante l’esecuzione con il Principe e lasciare in disparte (prima serata in ombra) l’unico grande talento di tutta la performance è poco professionale. Luca Canonici ha scelto cosa fare nella vita, su Emanuele Filiberto cosa dire, un giorno fa il ballerino e il giorno dopo il cantante. Non è un gioco l’arte. Voleva scrivere una lettera agli Italiani? Perchè non ha aperto un blog come fanno tutti? In questo caso non si vuole puntare il dito contro la persona di Emanuele Filiberto, ma improvvisarsi cantante per godere della stessa visibilità riservata agli altri artisti, è una cosa poco seria.

Altro tema importante da affrontare. La categoria “Giovani” di Sanremo è sempre stata gradita, ma soprattutto ben distinta da quella dei “Big”. Era stimolante scommettere da casa su un nuovo talento. Giorgia, Eros Ramazzotti, Boccelli, Masini, Pausini, solo alcuni dei cognomi che hanno cominciato a Sanremo e la carriera l’hanno fatta dopo una lunga gavetta. Da un paio d’anni a questa parte si sente dire che il Festival di Sanremo si sta aprendo ai giovani in modo diretto e interattivo. Anche se sei un musicista indipendente puoi inviare il tuo pezzo, che gli utenti potranno ascoltare sul sito di Sanremo e tramite una classifica mandare in gara. Sarebbe più elegante e onesto non affermare una cosa simile riguardo all’apertura ai giovani, perchè è tutta finzione. Gli artisti indipendenti a casa (tranne Maiello, sotto contratto con l’etichetta di Mara Maionchi) e ampio spazio alle Major anche per la categoria “Nuove Generazioni”. Fonti attendibili riferiscono che i primi giorni per qualche problema tecnico molte canzoni degli indipendenti non si riuscivano ad ascoltare dal sito, mentre le canzoni delle Major erano perfettamente fruibili. Che strana casualità. Cari ragazzi fate prima a bombardare con le vostre demo le case discografiche o ancor meglio, partecipare ai casting di Amici e X-Factor.

Parliamo dei fatti. Chi ha vinto il festival? Valerio Scanu from Amici. Chi si è classificato al terzo posto? Marco Mengoni from X-Factor. Il problema non è che per il secondo anno consecutivo ha vinto un concorrente di Amici, ne tanto meno che a Marco Mengoni il posto a Sanremo spettava di diritto. Il punto è che entrambi i ragazzi avrebbero dovuto partecipare nella categoria “Giovani”. Ma quanta arroganza c’è nel definirli Big?

Bisogna essere onesti fino in fondo. Il talento c’è, su questo non si discute. Valerio Scanu è un bravo interprete, con interessanti variazioni vocali, e Marco Mengoni fa giochi di voce encomiabili e la sua penna scorre bene nel raccontare i contrasti della vita. Un atto irresponsabile eleggerli big a priori, anche perchè vengono automaticamente buttati al centro di una polemica annunciata, sul tema delle raccomandazioni e dei facili accessi in gara. Questo non li aiuta a costruirsi una carriera duratura. E’ da apprezzare molto Fabrizio Moro, quando dice di considerarsi un interprete emergente perchè sono solo due anni e mezzo che vende dischi.

La responsabilità non è di due cantanti giovani come Scanu e Mengoni. Questo è chiaro. La canzone di Scanu è stata scritta da un cantautore esordiente di Amici, Pierdavide Carone e il brano ha tutte le carte in regole per gareggiare su quel palco o per passare in radio. Stesso discorso vale per il brano di Mengoni.

La logica del tutto e subito, non è mai stata cosa buona nella vita in generale. Pensate a un ragazzo che si è appena laureato, manda in giro il proprio CV e dopo qualche mese diventa Direttore Commerciale di un’azienda o Direttore Artistico di una radio. Questo è impossibile per chiunque di noi e meno male. Se ottenessimo subito una carica importante nel nostro mestiere, senza aver percorso la strada per acquisirne le competenze, sarebbe un massacro per il mondo del lavoro.

Nessuno di questo staff si è mai accanito contro i talent show, li difendiamo quando sfornano talenti, come nel caso di Noemi o Alessandra Amoroso. Non ci si rende però conto che facendo saltare le tappe formative fondamentali a questi talenti li si penalizza nel tempo. A noi quest’anno rimane il rimpianto di non aver visto premiato il “Mondo delle fate” di Enrico Ruggeri, nemmeno dalla stampa. Ci dispiace per “La Verità” di Povia, per “Ricomincio da qui” di Malika, per “Tutta la Vita” di Noemi, per la “Cometa di Halley” di Irene Grandi, per “Il Mondo che piange” di Irene Fornaciari. Queste erano canzoni dagli ottimi arrangiamenti e con testi efficaci e ben interpretati.

Analisi del meccanismo del televoto. Posto che chi lo conosce supporta Valerio Scanu, era comunque difficile, per come aveva affrontato le prime performance, che vincesse (questo ovviamente se il parametro di giudizio fosse strettamente connesso alla musica). Due episodi ben precisi hanno aiutato Valerio Scanu a salire sul podio, dopo che la sua canzone era addirittura stata esclusa. Primo: il duetto con Alessandra Amoroso di giovedì sera, che ha presentato al pubblico una canzone completamente stravolta a livello interpretativo. Il brano è stato affrontato con maggiore intensità, non sostenibile dal solo Scanu, emozionato e con uno sguardo smarrito. Secondo: nella puntata di sabato pomeriggio di Amici, vengono mandati in onda dei cartelli per invitare il suo pubblico (già avvezzo al televoto massiccio) a sostenere Scanu. Il pubblico di Amici è più ampio di quanto si possa immaginare e se è il televoto a decretare il podio del Festival, ecco risolto l’enigma della vittoria per il secondo anno consecutivo di un concorrente di Amici.

Al secondo posto arriva il Principe, già vincitore di un’ edizione di “Ballando sotto le stelle”, quindi anche lui già forte al televoto. Una canzone che una giuria di musicisti aveva scartato fin da subito rientra in gara e rischia di vincere, c’è qualcosa che non va. Quello che non va è il meccanismo del televoto perchè non garantisce equità. Chi televota (noi e voi?) è uno che già lo fa di consuetudine e non premia necessariamente la canzone più bella, ma il suo personaggio televisivo preferito, quello ai suoi occhi più forte perchè più presente in video. Andrebbe proposto un meccanismo simile a quello dell’Auditel con degli apparecchi per registrare il voto, distribuiti alle famiglie campione, che cambiano di anno in anno e che potrebbero essere per fatalità anche la nostra e la vostra. Inoltre in settimana Emanuele Filiberto ha implorato la gente di essere ripescato, in particolare durante programmi radiofonici seguiti da tantissime persone.

Ribadiamo il concetto. Scanu e Mengoni vincitori sì, ma nella categoria “Nuove Generazioni”. Soddisfatti per la vittoria di Tony Maiello nella categoria appena citata, ma assolutamente contrari all’esclusione immediata del gruppo “La Fame di Camilla”, che ha portato un brano che si faceva ascoltare con molto piacere. Enrico Ruggeri e il Mondo delle Fate, imparare dai migliori.

I voti:

Enrico Ruggeri: 10

Povia: 9

Irene Grandi: 8

Marco Mengoni: 7

Malika Ayane: 7

Fabrizio Moro: 7

Valerio Scanu: 6.5

Noemi: 6.5

Irene Fornaciari e i Nomadi: 6.5

Simone Cristicchi: 6.5

Sonohra: 6

Arisa: 5

Nino D’Angelo: 5

Toto Cutugno: 5

Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici: 4

Sanremo 2010: spartiti che volano

Ogni anno qualche temerario afferma: “Stasera non esco. C’è Sanremo”. Puntualmente la risposta arriva inesorabile “Ma sei fuori…….!?”. 40/50 % di share e locali vuoti. E anche quest’anno ha vinto Sanremo contro l’ipocrisia. Questo stesso fenomento accade di rito per il Grande Fratello, nessuno lo guarda, ma tutti ne parlano. Vergogna vs Curiosità. E anche quest’anno ha vinto la curiosità.

Questa premessa per parlare dei fatti: Enrico Ruggeri e il Mondo delle Fate.

Lo staff di Mag Music si è riunito per decretare il podio, nella prima serata della lunga serie. Ognuno di noi, come voi ha il proprio bagaglio di gusti e di ascolti. Enrico Ruggeri è passato a pieni voti nel nostro gruppo d’ascolto. E invece…la sua canzone non è passata in finale. Assurdo, ma vero. Viene lasciato posto sul podio agli altri artisti in gara. Malika Ayane, Irene Grandi e Povia in primis. Le possibilità di salvezza per non varcare la soglia del cattivo gusto c’erano. E invece…ci ritroviamo i professori d’orchestra che stracciano gli spartiti, il pubblico che con i fischi fa il coro alla vergogna e la Clerici che rimpiange le Tagliatelle di nonna Pina.

Tanto baccano per nulla, dove il nulla è ben rappresentato dalla canzone finalista, proposta dal trio improponibile composto da Pupo, dal ballerino Emanuele Filiberto e dal tenore Luca Canonici. “Italia Amore Mio”, la lettera agli Italiani, rispedita al mittente dagli italiani, senza ricevuta di ritorno. Generalmente le polemiche sanremesi sono poco costruttive. In questo caso invece sono state utili. Le telecamere hanno inquadrato un’ orchestra in rivolta, una cosa mai vista. Il loro dissenso è servito a comunicare che quella in corso era una farsa, non un Festival della canzone Italiana. Per interderci, se a Sanremo quest’anno non ci fossero state canzoni valide, avremmo compreso il secondo posto del trio. Il punto è proprio questo. Quello che l’orchestra ha contestato è l’esclusione delle più belle canzoni di questa edizione del Festival e la salvezza di una brano che non è all’altezza di una palco così importante in Italia.

Parliamo dei fatti. La canzone incriminata incorpora un plagio inqualificabile. Rispetto per Pupo c’è sempre stato, ma in questo caso ha commesso due errori impareggiabili: citare nel suo pezzo “Over the Rainbow” significa pensare che siano tutti scemi. A Sanremo andrebbe portata la farina del proprio sacco. Ammicare durante l’esecuzione con il Principe e lasciare in disparte (prima serata in ombra) l’unico grande talento di tutta la performance è poco professionale. Luca Canonici ha scelto cosa fare nella vita, su Emanuele Filiberto cosa dire, un giorno fa il ballerino e il giorno dopo il cantante. Non è un gioco l’arte. Voleva scrivere una lettera agli Italiani? Perchè non ha aperto un blog come fanno tutti? In questo caso non si vuole puntare il dito contro la persona di Emanuele Filiberto, ma improvvisarsi cantante per godere della stessa visibilità riservata agli altri artisti, è una cosa poco seria.

Altro tema importante da affrontare. La categoria “Giovani” di Sanremo è sempre stata gradita, ma soprattutto ben distinta da quella dei “Big”. Era stimolante scommettere da casa su un nuovo talento. Giorgia, Eros Ramazzotti, Boccelli, Masini, Pausini, solo alcuni dei cognomi che hanno cominciato a Sanremo e la carriera l’hanno fatta dopo una lunga gavetta. Da un paio d’anni a questa parte si sente dire che il Festival di Sanremo si sta aprendo ai giovani in modo diretto e interattivo. Anche se sei un musicista indipendente puoi inviare il tuo pezzo, che gli utenti potranno ascoltare sul sito di Sanremo e tramite una classifica mandare in gara. Sarebbe più elegante e onesto non affermare una cosa simile riguardo all’apertura ai giovani, perchè è tutta finzione. Gli artisti indipendenti a casa (tranne Maiello, sotto contratto con l’etichetta di Mara Maionchi) e ampio spazio alle Major anche per la categoria “Nuove Generazioni”. Fonti attendibili riferiscono che i primi giorni per qualche problema tecnico molte canzoni degli indipendenti non si riuscivano ad ascoltare dal sito, mentre le canzoni delle Major erano perfettamente fruibili. Che strana casualità. Cari ragazzi fate prima a bombardare con le vostre demo le case discografiche o ancor meglio, partecipare ai casting di Amici e X-Factor.

Parliamo dei fatti. Chi ha vinto il festival? Valerio Scanu from Amici. Chi si è classificato al terzo posto? Marco Mengoni from X-Factor. Il problema non è che per il secondo anno consecutivo ha vinto un concorrente di Amici, ne tanto meno che a Marco Mengoni il posto a Sanremo spettava di diritto. Il punto è che entrambi i ragazzi avrebbero dovuto partecipare nella categoria “Giovani”. Ma quanta arroganza c’è nel definirli Big?

Bisogna essere onesti fino in fondo. Il talento c’è, su questo non si discute. Valerio Scanu è un bravo interprete, con interessanti variazioni vocali, e Marco Mengoni fa giochi di voce encomiabili e la sua penna scorre bene nel raccontare i contrasti della vita. Un atto irresponsabile eleggerli big a priori, anche perchè vengono automaticamente buttati al centro di una polemica annunciata, sul tema delle raccomandazioni e dei facili accessi in gara. Questo non li aiuta a costruirsi una carriera duratura. E’ da apprezzare molto Fabrizio Moro, quando dice di considerarsi un interprete emergente perchè sono solo due anni e mezzo che vende dischi.

La responsabilità non è di due cantanti giovani come Scanu e Mengoni. Questo è chiaro. La canzone di Scanu è stata scritta da un cantautore esordiente di Amici, Pierdavide Carone e il brano ha tutte le carte in regole per gareggiare su quel palco o per passare in radio. Stesso discorso vale per il brano di Mengoni.

La logica del tutto e subito, non è mai stata cosa buona nella vita in generale. Pensate a un ragazzo che si è appena laureato, manda in giro il proprio CV e dopo qualche mese diventa Direttore Commerciale di un’azienda o Direttore Artistico di una radio. Questo è impossibile per chiunque di noi e meno male. Se ottenessimo subito una carica importante nel nostro mestiere, senza aver percorso la strada per acquisirne le competenze, sarebbe un massacro per il mondo del lavoro.

Nessuno di questo staff si è mai accanito contro i talent show, li difendiamo quando sfornano talenti, come nel caso di Noemi o Alessandra Amoroso. Non ci si rende però conto che facendo saltare le tappe formative fondamentali a questi talenti li si penalizza nel tempo. A noi quest’anno rimane il rimpianto di non aver visto premiato il “Mondo delle fate” di Enrico Ruggeri, nemmeno dalla stampa. Ci dispiace per “La Verità” di Povia, per “Ricomincio da qui” di Malika, per “Tutta la Vita” di Noemi, per la “Cometa di Halley” di Irene Grandi, per “Il Mondo che piange” di Irene Fornaciari. Queste erano canzoni dagli ottimi arrangiamenti e con testi efficaci e ben interpretati.

Analisi del meccanismo del televoto. Posto che chi lo conosce supporta Valerio Scanu, era comunque difficile, per come aveva affrontato le prime performance, che vincesse (questo ovviamente se il parametro di giudizio fosse strettamente connesso alla musica). Due episodi ben precisi hanno aiutato Valerio Scanu a salire sul podio, dopo che la sua canzone era addirittura stata esclusa. Primo: il duetto con Alessandra Amoroso di giovedì sera, che ha presentato al pubblico una canzone completamente stravolta a livello interpretativo. Il brano è stato affrontato con maggiore intensità, non sostenibile dal solo Scanu, emozionato e con uno sguardo smarrito. Secondo: nella puntata di sabato pomeriggio di Amici, vengono mandati in onda dei cartelli per invitare il suo pubblico (già avvezzo al televoto massiccio) a sostenere Scanu. Il pubblico di Amici è più ampio di quanto si possa immaginare e se è il televoto a decretare il podio del Festival, ecco risolto l’enigma della vittoria per il secondo anno consecutivo di un concorrente di Amici.

Al secondo posto arriva il Principe, già vincitore di un’ edizione di “Ballando sotto le stelle”, quindi anche lui già forte al televoto. Una canzone che una giuria di musicisti aveva scartato fin da subito rientra in gara e rischia di vincere, c’è qualcosa che non va. Quello che non va è il meccanismo del televoto perchè non garantisce equità. Chi televota (noi e voi?) è uno che già lo fa di consuetudine e non premia necessariamente la canzone più bella, ma il suo personaggio televisivo preferito, quello ai suoi occhi più forte perchè più presente in video. Andrebbe proposto un meccanismo simile a quello dell’Auditel con degli apparecchi per registrare il voto, distribuiti alle famiglie campione, che cambiano di anno in anno e che potrebbero essere per fatalità anche la nostra e la vostra. Inoltre in settimana Emanuele Filiberto ha implorato la gente di essere ripescato, in particolare durante programmi radiofonici seguiti da tantissime persone.

Ribadiamo il concetto. Scanu e Mengoni vincitori sì, ma nella categoria “Nuove Generazioni”. Soddisfatti per la vittoria di Tony Maiello nella categoria appena citata, ma assolutamente contrari all’esclusione immediata del gruppo “La Fame di Camilla”, che ha portato un brano che si faceva ascoltare con molto piacere. Enrico Ruggeri e il Mondo delle Fate, imparare dai migliori.

I voti:

Enrico Ruggeri: 10

Povia: 9

Irene Grandi: 8

Marco Mengoni: 7

Malika Ayane: 7

Fabrizio Moro: 7

Valerio Scanu: 6.5

Noemi: 6.5

Irene Fornaciari e i Nomadi: 6.5

Simone Cristicchi: 6.5

Sonohra: 6

Arisa: 5

Nino D’Angelo: 5

Toto Cutugno: 5

Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici: 4

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