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Povia, Scanu, Baccini, Lost: report Rho Alive 2010

L’estate come sappiamo è stagione propizia per concerti, sagre e momenti di sana aggregazione. Da qualche anno a questa parte il comune di Rho e la fiera sono diventati uno spazio pronto ad accogliere iniziative ed eventi che abbiano come protagonista la musica. “Rho città della musica”, quindi, come sostiene a gran voce in apertura il primo cittadino. Questa volta a darci appuntamento il 27 giugno 2010 è Radio Reporter, sponsor del Rho Alive, un micro festival giunto alla sua terza edizione.

Ci concentriamo sul palco centrale, dove si svolge il “Reporter Alive”, un evento nell’evento, una diretta capitanata da Alberto Zanni (Radio Reporter) e Elena di Cioccio (Radio Due), pronti dalle nove e trenta a presentare gli ospiti in scaletta.

4741655333 fc93500703 Povia, Scanu, Baccini, Lost: report Rho Alive 2010Giuseppe Povia

“Danza intorno al sole” è il brano che apre la serata, scritto da Nada e Carmen Consoli per Paola Turci e la sua chitarra. Sul palco appare infatti solo lei, sempre aggraziata e gentile, in compagnia della sua sei corde acustica. Elena Di Cioccio in apertura anticipa la sorpresa: “Il prossimo artista non ha bisogno né di band né di orchestra”. A ricordarci che la cantante ha una lunga carriera alle spalle è il brano “Bambini” (1989), che il pubblico accompagna con un bel coro. A fine esibizione, come avverrà per tutti gli artisti, c’è tempo per due battute su progetti presenti e futuri. La Turci esprime il suo orgoglio per il nuovo album “Giorni di Rose”, nato dalla collaborazione di parte della quota rosa della musica italiana (Marina Rei, Fiorella Mannoia, Nada e Carmen Consoli e molte altre).

Si cambia completamente registro e sul palco viene accolto il rapper ZeusOne, paffuto cittadino di Rho, che fa cantare le giovanissime con il brano “Su Facebook” (in realtà sono stati avvistati anche diversi adulti canticchiare il ritornello “Su Facebook, su Facebook, mi voglio innamorare su Facebook”). Il tenore è quello che accompagna oramai da qualche anno il panorama del rap nostrano: sintetizzatore un po’ tamarro, base tutta cassa e testo tormentone d’attualità (vedi, ad esempio, “Quelli che” dei Flaminio Maphia, e qui vien da chiedersi se sia nato prima l’uovo o la gallina). Niente di nuovo, nessuna magia, ma non per questo ci sentiamo di dare un’insufficienza al ragazzo che è riuscito a tenere il palco in maniera decisa e simpatica.

Presentato con grande enfasi dalla Di Cioccio, è giunto il momento dell’esibizione di Martino Corti, il nuovo “discepolo” di Frau Mara Maionchi (etichetta “Non ho l’età”). Si crea aspettativa per lui come è normale. Malelingue a parte, Mara è stata tra le prime donne discografiche in Italia, ha lavorato con Battisti e Mogol, scoperto e creduto in Gianna Nannini, Mango e Tiziano Ferro. E di questo le siamo grati. Certo che essere presentati come “pupilli” di un produttore fa pensare ad un sistema musicale che dà spazio a chi conosce chi. Forse è solo un’impressione, ma se venissi presentato come “pupillo di” davanti ad una platea folta come quella di stasera, non sarei certo la persona più orgogliosa e felice del mondo, passando per il raccomandato di turno. Pare che più che produttori si parli di protettori. Insomma, potevano evitare queste eccessive auto-celebrazioni da raccomandati. Tornando alla musica,  come avvenuto a Sanremo con Tony Maiello, la gente e gli addetti ai lavori dalla scuderia Maionchi si aspettano grandi prestazioni. Martino è talentuoso, educato e chiaramente devoto alla musica, per cui ha lottato affinchè diventasse anche il suo mestiere. Il suo brano è “Stare qui”, e porta in seno qualche melodia e arrangiamento in stile Nomadi. Questo artista riteniamo sia destinato ad imporsi sulla scena gradualmente e in modo pacato, come il suo stile vuole.

Siamo pronti a stimoli diversi con le nuove leve del panorama musicale nostrano. Gli Ultima ci regalano un’energica versione di “Non abbiam bisogno di parole” (cover di Ron), mentre gli Zero 2 con “Vivere Da Adesso” e la cover “Un’estate al mare”raccolgono unanimi consensi nonostante la prestazione vocale non proprio al top.

Una bella rivelazione di quest’anno è la giovanissima Jessica Brando. “Il colore del cuore” viene interpretato con molta intensità, così come “Dove non ci sono ore”, il brano presentato all’ultima edizione del Festival di Sanremo. Jessica è sicura ed emozionata, così da assicurare un trasferimento di energie al pubblico, che la ascolta con molta ammirazione. Questa fanciulla ha esordito come cantante a nove anni e il 29 giugno 2010 è uscita la sua prima biografia, “Io canto da sola”, che racconta come ha realizzato il suo sogno e messo a frutto le sue indiscutibili doti canore. Una bambina prodigio che speriamo non  bruci le sue doti troppo presto.

4741654869 319c9c7b90 Povia, Scanu, Baccini, Lost: report Rho Alive 2010Lost

E visto che la musica può avere anche un ruolo importante nel sociale, con Barbara Monte, approda sul palco una grande causa: “Mare senza Memoria” è la canzone scelta dall’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), come colonna sonora della campagna estiva contro l’abbandono degli animali. Tutti gli introiti ricavati dalla vendita del brano verranno devoluti all’Associazione. Lato nostro abbiamo apprezzato molto il testo e non possiamo che consigliarvi di ascoltarlo ed eventualmente appoggiare questa iniziativa.

Presa di posizione anche per Mitch & Squalo che si esibiscono con “Boom Boom”, schierandosi contro la droga, fatto anomalo nell’ambiente dell’Hip Hop Italiano. Il brano è legato a “Boom Boom– Strategia globale di contrasto alle tossicodipendenze e promozione del benessere”, progetto voluto dall’associazione Centro Studi Parlamento della Legalità. Il pezzo non è male, ma la cosa importante è la tematica affrontata. Un plauso ad occhi chiusi solo per questo. Mitch & Squalo si sono fatti conoscere nel settore, grazie a una sana gavetta, che li ha visti coinvolti nelle esperienze professionali più disparate. Dai media tradizionali (Sky Sport, MTV e Rai) ai new media (Alice Live, Hit Channel), dalla Radio ai social network. Per gli speaker e dj di Radio 105 è in uscita un nuovo disco “Su le mani”, cui dovrebbero seguire anche alcune iniziative che li vedranno impegnati nelle scuole. Bravi, diamoci da fare.

Arrangiamenti retrò e testi d’amore per gli Studio 3. “Amore incontenibile” e “Il mio respiro” (feat Noemy Nicole) i pezzi presentati in questa occasione dalla boy band che ricorda da vicino BSB e Take That, con sonorità e tematiche già sentite ma doti canore notevoli. Sul palco sono disinvolti e parlano con i loro fan come se fossero al baretto, e questo gli fa onore. Ecco cosa di questo gruppo colpisce, la qualità e l’essere realmente spontanei.

Il pubblico pullula di giovanissimi e il prossimo gruppo è pan per i loro denti. Arriva quindi il primo dei tre urli fatali che sentiremo in questa serata, il primo è per i Finley, che cominciano con “Il tempo di un minuto” per proseguire con “Un’altra come te”. Il loro bassista li ha da poco lasciati per intraprendere altri progetti e probabilmente la formazione rimarrà a quota tre, ma questa sera il basso si sentirà al sicuro, grazie al tocco di Dan Persoglio, energico e appassionato come sempre. È da poco uscito il loro ultimo disco “Fuori” e questa sera ci siamo trovati di fronte a una band più matura e professionale. Ricordiamo che i Finley al loro esordio tra i grandi della musica sono stati letteralmente travolti da un successo improvviso, probabilmente inaspettato anche per chi credeva in loro. Il sistema musicale italiano non sempre riserva belle sorprese. Per fortuna, nel loro caso questo successo non è stato effimero.

C’è chi sostiene che Loredana Errore debba lasciarsi andare completamente sul palco. Vedere una ragazza bella, probabilmente dolce e con un talento raro quasi posseduta mentre canta canzoni che parlano di sentimenti, non è comunque una bella scena. La quota rosa di MAGMUSIC! l’ha seguita con attenzione durante il talent show “Amici”, ha cercato di capirla mentre si dimenava, saltellava a sproposito e si mangiava le note per quella rabbia vocale sempre in agguato. Da ribadire che questa ragazza ha una voce meravigliosa, ma un’interpretazione che troppo spesso ne offusca la luce. “L’ho visto prima io” e “Ragazza occhi cielo”, il pezzo scritto per lei da Biagio Antonacci. Con la speranza che Loredana, con il tempo, metta da parte un pò di rabbia, per lasciar emergere solo il suo talento.

4742291034 9eccd8a375 Povia, Scanu, Baccini, Lost: report Rho Alive 2010Francesco Baccini

Paolo Meneguzzi monta sul palco con “Imprevedibile” il singolo che ha segnato il suo ritorno sulla scena italiana. In questi ultimi anni infatti il buon Meneguzzi, come il collega Tiziano Ferro fece a suo tempo, si è fatto conoscere anche negli Stati Uniti e in America Latina, ricevendo tra l’altro dei buoni riscontri, sia a livello radiofonico, che dalla critica. Un ritorno al passato con “Musica” e un saluto davvero caloroso con il pubblico. Su di lui non si può che dir bene, in particolare riguardo all’interpretazione dei brani. Dai toni più sofferti a quelli più giocosi, Meneguzzi canta in modo sentito anche le virgole.

E’ il momento del secondo urlo corale con i Lost. presentano due singoli tratti dall’ultimo album “Allora sia un buon viaggio“, vale a dire “L’applauso del cielo” e “Il cantante”, singoli che gli stanno garantendo il mantenimento del successo, soprattutto in ambiente teen, sinora raggiunto. Il primo brano è in perfetto stile Lost, il secondo davvero originale e trascinante, anche per la scelta di strumenti insoliti nel loro genere, leggi alla voce cornamuse.

Zucchero raccontava qualche tempo fa di credere nel talento della figlia, che però si sarebbe dovuta dare da fare parecchio per intraprendere la sua stessa carriera in questo periodo storico. Adesso non è più l’unico a credere in lei e Irene Fornaciari sta rendendo ancora più grande questo cognome. Una ragazza che al suo esordio ha fatto dell’umiltà una virtù, permettendo al pubblico di conoscerla e ammirarla in qualità di Irene, e non per essere la “figlia di…”. “Messin’ With My Head” viene interpretata utilizzando tutte le sfumature e i colori della black music. Irene ha una voce divina. Chiude con la straordinaria, eccelsa, strappalacrime “Il mondo piange”, quella che per noi rimane tra più belle canzoni ascoltate quest’anno in Italia.

E’ il turno di Selma Hernandez. Forse questo nome non vi dirà molto perchè si tratta di una cantante brasiliana che l’Italia ha conosciuto più che altro per “Remedios”, pezzo contenuto nella colonna sonora del film di Ozpetek “Saturno Contro” e diventato nel 2007 un singolo e un remix di successo. Se siete appassionati di pop latino o semplicemente avete voglia di energie positive, date un ascolto al suo primo inedito “Musica Para Dançar”, che ha garantito un momento danzereccio al pubblico di Rho.

Valerio, Valerio, Valeriooooo…”. Ecco il terzo urlo under sedici in scaletta, ma primo per intensità. E anche il momento di Valerio Scanu è arrivato. Interpreta “Per tutte le volte che”, “Credi in me” e “Ricordati di noi”. Da spendere una nota di merito sul secondo brano, fautore di atmosfere e cariche emotive. La sua esibizione si commenta da sola: “Valerioooooo”. Valerio piace e forse se lo merita. Anche lui canta da quando aveva nove anni, dopo il successo ottenuto con il talent “Amici” si è impegnato per migliorare alcuni aspetti sia interpretativi, che caratteriali. Nel live tutto questo emerge, anche se viene da chiedersi quanto di tutto questo successo sia stato merito dalla massiccia esposizione televisiva donatogli dal talent e da Sanremo, e quanto dalle sue effettive doti interpretative.

Preferiamo dirlo subito. Francesco Baccini è un poeta della musica, un cantautore d’altri tempi. Quindi vi preghiamo, se non lo conoscete perchè bombardati quotidianamente da altre meteore, di approfondirne l’ascolto. Se credete nella musica e nella sua storia, gli sarete grati per aver contribuito a scriverla. Questi i pezzi della serata:Ci devi fare un Goal”, “Ho voglia di innamorarmi” e “Sotto questo sole”.

Siamo giunti così all’ultimo artista, Povia. Dopo un duetto con Mitch e Squalo in “Insegui i sogni tuoi” è il momento di “La verità”, un brano ineccepibile, che fa riflettere e in cui l’artista crede molto. “Luca era Gay”, che aveva suscitato una marea di polemiche, viene cantata da tutto il pubblico con grande felicità del cantautore. Segue “Ci sei solo tu”, brano con il quale l’artista stabilisce una grande vicinanza con gli spettatori, coinvolgendoli dall’inizio alla fine. Grande trascinatore. Ed ecco arrivare il pezzo cardine della sua discografia, “I bambini fanno ooh”. Povia si conferma autore ricercato ed interprete riuscito. Il suo animo rock dirige le sue esibizioni live mentre il suo lato lirico e poetico trasmettono emozioni a non finire. Ogni suo testo è chiaramente studiato ed articolato attorno ad un tema forte, tema che viene sviscerato sino a rendere il più grande dei concetti di immediata comprensione. Poche metafore, pochi giochi di parole, i testi di Giuseppe Povia giungono dritti all’obbiettivo. Possono piacere o meno, possiamo essere o meno d’accordo con le sue parole, ma di questo artista va premiata di certo la capacità espressiva decisamente fuori dal comune, in grado di raccontare grandi storie senza mai sbilanciarsi.

In questo forse sta il suo talento: sta poi a noi decidere se schierarci a favore, contro, o semplicemente chiudere gli occhi e ascoltare la storia che questa sera ha deciso di raccontarci.


Articolo di Francesca Avallone e Emanuele Barboni

Foto di Zonk Volta

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