E’ il 15 luglio 2010 a Milano e siamo all’Arena Civica per il Milano Jazzin’ Festival, l’appuntamento estivo giunto alla sua quarta edizione. Il MJF è un evento musicale promosso dall’assessorato agli Eventi del Comune di Milano, che prevede ogni anno numerose esibizioni di artisti dall’indiscussa qualità. Il problema è sempre il solito, il volume, ma gli artisti di questa sera decideranno di fare uno strappo alla regola, alzandolo gradualmente e con molta nonchalance. Nessuno oppone resistenza, visti i risultati.
Peter Kruder, Richard Dorfmeister, Earl Zinger, Ras T-Weed e Fritz Fitzke. Questi gli ingredienti per uno show memorabile, che fa passare in secondo piano il caldo e le zanzare meneghine.
Kruder & Dorfmeister festeggiano quest’anno sedici anni di onorata carriera e un pubblico variegato li acclama e si abbandona completamente ai loro suoni. Il duo austriaco è fautore della “Scena di Vienna” e grazie a continue sperimentazioni ha contribuito a far crescere un genere musicale, un tempo considerato di nicchia: l’electronica. Questo è un genere che nel tempo si è evoluto dando vita a numerose sfaccettature diventate a loro volta generi musicali. Per questo sarebbe interessante ogni tanto recuperare le origini di questo immenso e variegato mondo. In questa ricerca vanno sicuramente contemplati K&D, che hanno gettato le basi e dato vita per esempio al Downtempo e alle sue sonorità da atmosfera. Per essere meno teorici, quando bevete un aperitivo con sottofondi musicali rilassanti pensate anche o soprattutto a loro. Il potere della loro musica si può constatare proprio nell’elemento dell’abbandono, per questo una copia di “K&D Sessions” andrebbe ascoltata non solo agli aperitivi, ma sul proprio divano con gli occhi chiusi e il cellulare spento. Per l’ascoltatore la musica di K&D è terapeutica e leggera, per K&D è frutto di un attento e minuzioso lavoro durato anni. La loro tecnica è sofisticata, ma il risultato che ne scaturisce è adatto a tutti.
Pochi ma ottimi gli album all’attivo, svariati e da far gola alle migliori star internazionali i remix del duo austriaco. Nelle loro tracce si incontra un’ampia gamma di suoni, passando dai ritmi più soft a quelli più estremi (dalla musica ambient alla drum n’ bass per intenderci). Per questo il loro dj set dal vivo assume le sembianze di un’ascesa, sonora, fisica e mentale, il tutto, in questo caso, amplificato dalle installazioni visuali dell’artista Fritz Fitzke e dalle luci di scena. La torta (uno dei temi dei visuals proiettati) vuole la sua ciliegina e per questo ci sono gli mc Earl Zinger e Ras T-Weed, volitivi e passionali, ad accompagnare diversi momenti dello show, portandolo al culmine. In particolare Zinger regala agli spettatori non poche risate grazie alle sue buffe mossette e ai suoi ingressi sul palco fuori dalle righe (si nasconde dietro a K&D e sbuca dalla console praticamente a gattoni). Indimenticabile i ritornelli “Everybody go boooo” e “Milano step in time” loopati all’infinito.
I primi tre pezzi del dj set creano le premesse per uno spettacolo impeccabile a livello sonoro e visivo, passando dai toni freddi e rilassanti a quelli caldi e travolgenti, in un crescendo di sequenze battenti e di sonorità che spaziano dal Trip Hop al Big Beat più spinto. Appena si conclude il terzo pezzo esce in scena Mr Zinger che presenta ufficialmente i due artisti incorniciati improvvisamente da un rettangolo di schermi con proiezioni ipnotiche. Effetti rigeneranti e musica che minuto dopo minuto diventa un unico battito di cuore, fino a scatenare il pubblico in danze energiche, spontanee e prive di coreografie. Gli MC dirigono solo il mood dei movimenti e delle espressioni dei presenti con giochi vocali, acuti e loop alternati. Distogliendo per una attimo lo sguardo dallo spettacolo si possono notare volti imperturbabili nel pubblico. L’atmosfera che si è venuta a creare è delle migliori, complici location, immagini, luci, colori e musica toccante. Il finale del dj set è imprevedibile, in quanto comico. Per festeggiare il loro anniversario Kruder & Dorfmeister si abbracciano sulle note di una “Let it be”, dove il ritornello diventa K&D e il logo degli artisti viene incorniciato da innumerevoli cuoricini. Un’ intesa perfetta che dura da anni e un connubbio artistico che ha dato i suoi frutti con continuità. Kruder & Dorfmeister amano Milano e noi non possiamo che consigliarvi di non perdervi le loro future esibizioni.
Francesca Avallone
Grafica di copertina: Zonk Volta

