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Live report: 3rd Hip Hop TV Birthday party

Il 13 Ottobre 2011 all’Alcatraz di Milano si è celebrato il 3° compleanno di Hip Hop TV, unica emittente televisiva dedicata al genere, in onda sul canale 720 di Sky. Come nelle precedenti edizioni la regia della serata è stata impeccabile e ha garantito l’esibizione di oltre quaranta esponenti dell’hip Hop Italiano per cinque ore di show. Sold out è riduttivo in questo caso, considerando la quantità di persone rimaste fuori dall’Alcatraz. Ogni anno è questo il trend. Lo staff di Hip Hop TV ha pensato anche a loro e ha messo on line un sito www.hiphoptv.it, dove poter consultare video e foto della serata.

La location ha creato quell’atmosfera da club underground che si addice a questo evento per natura. Dall’altra parte pubblico esteso, attesa, palco scenografico e bollente, hanno costruito una scena tipica dei grandi concerti delle star.

Cronaca dello show.

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Fedez

Esibizioni repentine, presentate da Rido, Max Brigante e Michele Wad Caporosso. Rapper che danno sempre più importanza al contenuto, oltre che al mezzo.Vediamo alcuni momenti significativi di questo compleanno tutto live. Al via lo show con sei talenti della breakdance per la crew Natural Force, di cui fa parte anche Dj Herca subito in consolle per preparare il pubblico al lunghissimo show. Herca conduce “Urban Charts” proprio su Hip Hop TV. Le esibizioni entrano nel vivo con Izio Sklero, che proprio quest’anno è uscito con il suo primo album ufficiale dal titolo “Inizio”, ricco di collaborazioni con numerosi esponenti dell’Hip Hop Italiano.

Maxi B propone il pezzo “Claustrofobia”, tratto dal suo ultimo mixtape “Cattivo”; un testo ricco di riferimenti ai fatti di attualità e alle incertezze di questi anni, con citazione nel ritornello di “Life is Life” degli Opus. Al celebre “La la la la la” segue l’adattamento “Io non mi arrendo mai e poi mai…e questo è certo” al posto di “Life is life”. Maxi B oltre ad essere convincente nei suoi lavori, lo è anche ampiamente sul palco. Vi segnaliamo volentieri “Dov’e’ Dio 2” altro brano del suo mixtape interpretato con Salmo. A lunghi tratti questo pezzo è meglio di un articolo di giornale. I toni sono certamente duri, ma è un buon esempio di come l’Hip Hop può diventare sempre di più un mezzo espressivo utile per una denuncia sociale tutta all’italiana, in maniera conforme alla propria natura di genere e non per forza distruttiva, ma al contrario costruttiva. Quando un rapper ha coscienza perché non dare voce alle sue idee, soprattutto in un momento in cui alle giovani generazioni mancano dei riferimenti politici, pensieri e leader con cui confrontarsi. È uno stimolo.

Numeri 2. Strumenti musicali a servizio dell’Hip Hop. E’ in arrivo il disco dei Numeri 2 & The Band. Un nuovo capitolo di una storia cominciata oltre dieci anni fa. Un metodo che suona vincente, nella misura in cui la sensibilità al suono di un produttore come Mastermaind, si incontra con le abilità tecniche di una band in carne ed ossa. Per ragioni logistiche al compleanno di HHTV si presentano in formazione senza band, Kimo, Sopreman e Alekarmine al mic e Mastermaind nella signora consolle allestita per la serata. Riservano al pubblico un bel mix di “Swedish Gorilla” e “Fiori nel cervello”.

Finalmente una donna sul palco, eccola Baby K sicura di se stessa in un mondo prettamente maschile, portare in scena le intenzioni della “Femmina alfa”. Aggiungiamoci che questa ragazza si porta in giro una sana gavetta e una buona presenza scenica. Risulta naturale nell’esibizione, tanto da sembrare non sentire il peso della sua unicità in questa occasione. E’ la sola donna in scaletta. Ha le carte in regola per costruirsi una carriera al pari di tanti rapper italiani e non dispiace il sostegno che sembra arrivarle dai suoi colleghi, che la chiamano per collaborazioni.

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Two Fingerz

Altro momento significativo di questa serata. Quando afferra il microfono fa cantare l’Hip Hop Italiano. Stiamo parlando di Daniele Vit. E’ intensa la sua voce e ammirevole il suo impegno. E’ un valido elemento della musica italiana, appartenente al genere R&B. Viene in mente un certo Tiziano, l’anagramma del suo nome è “notizia” e nel 1999 ha collaborato con il gruppo più longevo del rap italiano, gli A.T.P.C. nel brano “Sulla mia pelle”. Di cognome fa Ferro. Facciamo cenno a questa similitudine voce intensa/collaborazioni Hip Hop perchè è un modo diverso per sottolineare che Daniele Vit è un bravo cantante come lo è Tiziano Ferro. Si esibisce con Tormento, il pezzo è “Solo lei è quello che voglio” ed e è tratto dall’ultimo album di Vit “Chi sono veramente”. A seguire “Credibilità”, una collaborazione con i Club Dogo, contenuta sempre nello stesso lavoro.

La scaletta della serata assume consistenza col passare dei minuti. Nel backstage notiamo la presenza di Franco Godi, produttore musicale che ha fatto la storia del cinema e della tv e conosciuto al pubblico più giovane per la collaborazione con J-Ax fin dagli albori degli Articolo 31.

L’artista che fa saltare il pubblico questa sera è Fedez, che esordisce con uno dei suoi singoli più acclamati e sinceri: “Ti vorrei dire”. Già sul primo pezzo cantano tutti, per poi continuare a farlo con l’altra hit “Tutto il contrario” e con la più danzereccia “Ti porto con me”. La freschezza e la simpatia di questo giovane rapper lo rendono secondo noi il dominatore attuale della new generation. Molti hanno fatto dei paragoni forse un po’ azzardati col primo Fibra di Mr Simpatia. Se effettivamente in qualche pezzo lo stile può presentare delle somiglianze, va detto che Fedez a differenza del veterano Fabrizio Tarducci, ha un’inedita predisposizione a trattare temi profondi e complessi di disagio senza mai sfociare nel dramma. Inoltre il suo talento gli permette di cambiare spesso registro e passare a testi più leggeri senza che si avverta un taglio troppo repentino. Aspettiamo con non poca impazienza il suo primo album ufficiale sotto etichetta “Tanta Roba”, già registrato e mixato, che dovrebbe uscire ormai nell’arco di un mese. Segnaliamo anche la presenza di Fobia, teen-rapper che stasera supportava Fedez nelle doppie voci e suona a sua volta con la Troupe D’Elite. Abbiamo visto un loro video su YouTube e seppur grezzo e un po’ tamarro ci è piaciuto e lo segnialiamo, in attesa di ascoltare il loro mixtape, in fase di registrazione sotto l’occhio vigile di DJ Harsh.

Un altro personaggio che non delude mai le aspettative è Emis Killa, che non si fa sfuggire l’occasione di inscenare una polemica pretestuosa in stile gangsta con “la legge”, colpevole a suo dire di aver bloccato gran parte del pubblico fuori dal locale. Populismo puro, che strappa anche un sorriso per la spavalderia col quale è messo in atto, ma polemiche a parte i due pezzi di stasera funzionano, soprattutto il nuovissimo “Di Enne A”, classico diario di situazioni quotidiane a raffica che non manca mai nella produzione di un rapper.

Adrenalina allo stato puro con i Two Fingerz che fanno scatenare il pubblico con “Pu***na” e “Hey Dj”. Roofio e Danti rappresentano nell’Hip Hop Italiano l’effetto sorpresa. Dinamici. Sperimentano e spaziano da una sonorità all’altra a distanza di pochi singoli, senza confondere mai le idee al loro pubblico, che con loro può ballare, ma anche riflettere. Più in generale riescono a trattare con un approccio positivo argomenti molto vicini al quotidiano delle persone.

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Guè Pequeno

Infine Gue’ Pequeno, il Ragazzo d’oro accende il club con cellulari e accendini durante “Conta su di me”, un pezzo romantico in puro stile Gue’, che quando ci si mette assembla magistralmente situazioni al limite del dramma e dinamiche di coppia tormentate, spesso morbose. Un mix micidiale che cattura tutti i suoi giovanissimi fan, che vivono sulla loro pelle queste situazioni ogni giorno. La presenza di Caprice nei ritornelli del pezzo, presente anche stasera all’Alcatraz, rende l’esibizione ancor più pregevole e ci fa venir voglia di vedere una data del tour di Gue’, in giro per l’Italia da qualche settimana con Fedez. Il secondo pezzo presentato dal rapper milanese, anch’esso estratto dal suo album da solista, è un featuring con Caneda: la title track “Il ragazzo d’oro”, molto vicina allo stile graffiante e ossessivo di quest’ultimo. Potremmo definire questo rap il periodo bianco di Caneda (se lo ascoltate capirete il riferimento) ed essendo lui oltretutto un quotato artista visivo, il paragone con la sua altra arte ci sta tutto. Ma attenzione, questa canzone inizia a piacere dopo almeno 5 ascolti, perciò se vi avvicinate per la prima volta alla musica di Gue’ Pequeno partite da qualcos’altro.

Lo stato dell’arte. Qualcosa sta cambiando e l’Hip Hop Italiano si sta ritagliando un suo spazio a livello discografico e mediatico. Ci colpisce il veterano del genere Tormento quando si rivolge ai presenti al compleanno dell’emittente, ringraziandoli perché fanno crescere questa scena. Le cose sono migliorate proprio grazie a un pubblico ricettivo e attivo, al web e ai volenterosi addetti ai lavori che le hanno dato visibilità. Più attenzione a un genere che attira davvero tanti giovani, leggi alla voce Club Dogo, Fabri Fibra e Marracash. Il tutto a vantaggio del pubblico che per questo è disposto anche a pagare cd originali e biglietti del tour. Fabri Fibra e Gue’ Pequeno (Club Dogo) hanno fondato recentemente due etichette, Tempi Duri e Tanta Roba, per supportare e far conoscere il lavoro dei rapper. Blocco Recordz porta avanti questo discorso da anni. Social network come Facebook e Twitter permettono ad artista e fan di stabilire un rapporto speciale, diretto e intenso. Il web in generale diffonde il verbo a ogni nuovo singolo, mixtape, ep, album e tour.

In conclusione. In Italia in questo momento storico i contenuti da trattare non mancano, sulla qualità dei testi nulla abbiamo da invidiare alla scena americana, ricerca e sperimentazione nelle basi musicali e utilizzo di veri strumenti il nuovo modus operandi. Così verrà portato in vetta un movimento e garantito un piglio tipico e di tendenza solo nostro. L’Hip Hop Italiano c’è. Il pubblico pure e ha ripagato Hip Hop TV e tutti i rapper e produttori che hanno lavorato fin qui con grande tenacia.

Articolo di Francesca Avallone e Luca Zanoncelli

Foto di Volta

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