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Intervista ai NOTIMEFOR
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Milano, sabato 22 Ottobre 2011, ore 11:00. Studio California. Popi si stupisce del suo arrivo in orario. È infatti il primo dei cinque ospiti (a seguire, in ordine sparso, ci raggiungono James, Alvin, Fortu e Pizzo) che incontreremo stamattina, a distanza di due anni.

Stiamo parlando dei NOTIMEFOR. Ricordate? Nel 2009 erano sempre in cinque, ma con due componenti diversi. In questi settecento e passa giorni ne è passata di acqua sotto i ponti. Oggi vogliamo fare il punto della situazione, interrogarli sul loro ultimo tour in Russia e il loro ultimo EP, “Happy Youth”.

Ve li proponiamo così, “senza filtro”, per un’intervista che ben presto si è trasformata in una chiacchierata che ha toccato temi più ampi.

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I NOTIMEFOR rispondono ai microfoni di MAGMUSIC. Da sx: Fortu, Alvin, Popi, James e Pizzo.

“La musica è arte, espressione di se stessi. Per questo secondo me è una cosa senza regole, non ci sono leggi, nè come farla nè cosa devi fare. Non hai limiti”


Ciao ragazzi, e benvenuti negli studi di MAGMUSIC!. Che ne dite, come aperitivo, di fare una breve presentazione per chi non vi conosce?

Popi. Siamo i Notimefor, siamo un gruppo pop punk, almeno così dicono. Suoniamo dal 2006 e siamo in cinque ragazzi. Siamo presi bene.


Nell’ultimo vostro tour vi siete spinti fino in Russia. Come descrivereste questa esperienza in cinque parole? E in cinque parole in inglese? (potrebbe diventare il titolo di una vostra nuova canzone!)

Alvin. Pazzia, casualità, stupendo, Vodka e “Siski”, che in russo vuol dire “tette”. In inglese… Vodka, Shows…The-Greatest-tour-Ever-Done!


La situazione più “stronza” in cui vi siete trovati?

Pizzo. Con i cinesi. Eravamo in un locale a Mosca a fare dj set e alla fine della serata non volevano darci il cachet. Io ero un po’ ubriaco, il nostro tour manager pure e quindi abbiamo fatto un po’ di casino nel locale.

Prosegue Alvin.

Ci siamo anche trovati a piedi mentre stavamo andando in Francia. Stavamo andando a suonare a Parigi e nel bel mezzo della notte, o meglio nel bel mezzo del cammin di nostra vita ci ritrovammo fermi in autostrada. Ci siamo trovati fermi di notte, proprio dietro a una curva, con le macchine che andavano a 36.000 all’ora di fianco a noi. Alla fine ci siamo fermati lì e abbiamo chiamato la polizia. Ci hanno detto di stare fuori dal perimetro dell’autostrada, vista anche la nebbia, dopo un po’ sono venuti a prenderci. In pratica il problema si è posto perchè abbiamo finito la benzina. Il contachilometri era rotto e quindi andavamo a calcolo. Era notte, non ci abbiamo pensato e questa cosa ci è costata tipo sui trecento euro. Siamo andati a suonare in perdita. Alla fine però ci siamo divertiti!


La situazione che vi ha fatto pensare: “io resto qui”?

Alvin. Quando siamo andati ad Amsterdam. In generale ogni volta che usciamo dall’Italia, magari non l’ho pensato in Russia. E mi fermo qui. Non perchè sia un brutto posto, ma perchè è davvero lontana dai limiti del senso compiuto. In linea di massima sempre, quando ci troviamo all’estero.


Capita mai di alzarvi la mattina e di fa pensare “sto realizzando qualcosa di grande”?

Pizzo. Se sono ancora qui è perché penso di fare non tanto grandi, ma belle cose. Mi alzo la mattina e sono felice, soprattutto quando dobbiamo andare a suonare.


Cosa vorreste restasse dei NTF tra quindici anni (2026)?

Popi. Dei bei dischi da ascoltare. E poi il ricordo di un gruppo che aveva voglia di fare. Mi piacerebbe a posteriori essere ricordato in modo positivo come gruppo,  non per forza perchè stiamo facendo la rivoluzione di qualcosa, non proponiamo nulla di nuovo, ma per il modo sincero in cui lo proponiamo.


Come vi immaginate di essere tra quindici anni?

Popi. Contenti e felici, come adesso. Non so cosa faremo, le nostre vite dove ci porteranno, ma sicuramente in “gaina” (gaina: termine gergale per indicare uno stato festaiolo)


Cos’è la musica?

James. La musica è arte, espressione di se stessi. Per questo secondo me è una cosa senza regole, non ci sono leggi, nè come farla nè cosa devi fare. Non hai limiti. Purtroppo tante volte viene incanalata da certe cose tipo i soldi e la fama. Bisogna invece provare a tenere la parte più sincera della musica e fare solo quello che ti senti di fare.


Vi apparterrà per sempre?

Sicuramente è difficile e non è una cosa che puoi programmare come tante altre. È un mondo molto difficile! Io personalmente suono con loro e poi suono la batteria su tante cose diverse. Non ho solo un gruppo quindi spero che la musica rimanga in qualche modo sempre con me. Anche se dovessi tornare a fare il magazziniere, una volta a casa suonerò. Perchè è una cosa che mi mancherebbe. Sarebbe come se la mia giornata non fosse completa, senza la batteria.

Prosegue Alvin.

Non so cosa farò tra quindici anni, se suonerò o non suonerò. Che la mia attività sia scrivere, disegnare o suonare con i Notimefor la musica non puoi toglierla. Sono certo che la musica farà parte di quello che faccio. La musica è un mondo in cui sto bene, non riesco a farne a meno. Va di pari passo con qualsiasi altra mia attività.


La serata del tour da ricordare.

Fortu. A livello di show Vologda e Vornezh. Nella prima il nostro tour manager teneva i ragazzini ai lati del palco perchè erano troppi quelli che si volevano buttare nel crowd-surfing. Quella è stata una serata in cui sul palco ero felice, sentivo proprio l’emozione del pubblico.


“Abbiamo sempre ragionato a bandierine, non avendo nessun canale grosso che ci spinge a prescindere. Perciò se noi non facciamo niente, il gruppo non fa niente. È tutto in relazione a quanto ci impegniamo noi”


“Notimefor Issues”, un progetto video giunto al settimo episodio. Quanto vi aiuta a spingere la vostra carriera?

Popi. Le Issues sono un’ottima idea che abbiamo avuto due anni fa.  Che ci spingano a fa crescere il numero di fan, quello non lo so però possono dare una view carina su come siamo noi e su quello che viviamo. Abbiamo finito la prima serie di Issues che sono sette e partiremo con dei nuovi episodi che vorremmo fossero mensili. Ci saranno delle novità tipo gli “high-moment”, con situazioni un pò diverse.

Alvin. Noi abbiamo sempre documentato quello che facevamo, senza avere l’idea di pubblicarlo. Abbiamo sempre avuto il nostro amico Guido che veniva con noi (che salutiamo). Avevamo sempre un occhio esterno che ci seguiva. Magari la sera torni dal tour, ti fai una serata con gli amici e metti su qualche video, e giù tutti a ridere. Poi mio fratello Ariel è interessato al montaggio e gli ho chiesto di montare qualche episodio con il girato di Guido. Sono delle compilation di noi in giro. Guido è l’occhio esterno. Fa tutto con noi. Nelle nuove Issues a me piacerebbe concrettizzare e sottolineare di più questa cosa, ovvero tutto più concentrato sul suo occhio. Perchè lui fa la festa con noi, al concerto è con noi, si ubriaca con noi. È incazzato come noi se ti si rompe il furgone, con la differenza che registra. La visione è la sua. Quindi sarebbe bello sottolineare questo aspetto, che lui riprende non i Notimefor come band, ma riprende la sua vita insieme a noi, che siamo i suoi amici. Non è un cameraman che riprende una band nei momenti più importanti, ma un amico che è in giro con il gruppo e potrebbe fare un reportage per qualsiasi cosa. Ovvero i documenti che ha lui per esempio sulla Russia non sono di un gruppo in tour, ma sono di cinque amici che vanno in giro, che litigano, che si divertono, che mangiano, che fanno feste.


Una vostra caratteristica è la longevità. Pensate che “costruire” una carriera sia importante?

Popi. Sono cose fondamentali prima di tutto per essere credibili. Poi per quanto riguarda la carriera, sì è un percorso, quindi tutte le cose che fai si aggiungono a questo percorso.

Alvin. Abbiamo sempre ragionato a bandierine, non avendo nessun canale grosso che ci spinge a prescindere. Perciò se noi non facciamo niente, il gruppo non fa niente. È tutto in relazione a quanto ci impegniamo noi. Poi i colpi di fortuna ci sono a volte, o al contrario le sfighe che spesso sono di più. Ragioniamo a bandierine anche a livello geografico, per esempio questo tour in Russia è stato un mattone in più rispetto al tour dell’anno scorso. Cerchiamo sempre di espanderci, ci vuole la nostra spinta personale.

Fortu. Anche riguardo ai singoli aggiornamenti sul web. È una cosa che quotidianamente portiamo avanti. Le cose non vanno fatte a pezzi, far passare troppo tempo tra una cosa e l’altra. L’impegno costante deve arrivare a essere spontaneo. Altrimenti non serve a niente.

Alvin. Il gruppo esiste dal 2006. È una crescita e un evoluzione per ognuno di noi, un continuo cambiamento. Con gli aggiornamenti facciamo capire che quello che avviene è frutto delle menti del gruppo. Se deve uscire l’ep cerchi anche di far vedere come stiamo in studio. L’ultimo lavoro per esempio lo abbiamo fatto in regime di home-recording e non è una cosa nascosta. Dalle Issues si vede come lavoriamo, che tipo di scelte facciamo. Questo è importante soprattutto per chi non ci conosce personalmente.


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“L’ep Happy Youth è stato un promemoria, un sintomo di qualcosa che è in evoluzione”


Parlateci brevemente del nuovo EP.

Popi. “Happy Youth” è un ep abbastanza veloce, deciso. Non è affrettato anche se quando è stato rilasciato è uscito in termini un pò veloci, proprio da un punto di vista tecnico, di come è stato realizzato. Abbiamo avuto dei problemi quando abbiamo ricevuto i brani in ritardo e abbiamo mandato subito in stampa. Se c’è da dire che è il lavoro perfetto dei Notimefor, la risposta è no, non ancora perchè ci sono delle cose che tutti cambieremmo. I pezzi sono stati scritti nell’arco di tempo di un anno, quindi il lavoro di composizione dietro c’è. Ci hanno dato una mano gli ex componenti della band. Gli arrangiamenti sono anche loro. È veloce, poteva esserlo ancora di più perchè non ci spaventa. È quello che siamo adesso noi, anche se in realtà stiamo cambiando ancora.

Alvin. Secondo me è un ep che ha le pretese da ep. Come il dito piccolo deve fare da dito piccolo e il dito grosso da dito grosso. È una cosa che andava fatta. Comunque noi avevamo pubblicato un disco nel 2009 e ci siamo trovati alla fine del 2010 a pensare “ok arriva un altro anno e noi non stiamo facendo niente di nuovo”. Non abbiamo mai smesso di suonare in giro dall’album alla stesura dei nuovi pezzi dell’Ep, quindi non ci siamo trovati a casa un anno a far niente. Comunque era arrivato il momento di far qualcosa di nuovo, anche perchè passa il tempo e diventi grande, ti inizia a crescere la barba, inizi ad ascoltare anche altre cose. Non dobbiamo mai dimenticarci di essere un gruppo e quindi l’ep “Happy Youth” è stato per noi un altro passo importante. Sono sei pezzi, l’Ep ha una vita più breve di un disco, ma serve anche a noi per ricordarci di non star fermi. Infatti adesso stiamo preparando il nuovo lavoro.


Cosa ha aggiunto “Happy Youth” alla vostra discografia?

Come dicevamo è stato un promemoria e sintomo di qualcosa che è in evoluzione. Se vi aspettavate dall’ep un disco come quello di prima siete rimasti delusi, se vi aspettate il prossimo album come “Happy Youth” rimarrete delusi. Se invece siete come noi, che consumate diversi tipi di musica e vi piace vedere che un gruppo è vivo, cambia e si evolve, vi piacerà.


La canzone di cui andate più fieri?

 666, all’unanimità.


E quella che “mi aspettavo venisse un po’ meglio”?

Alvin. High 5. Nel suonarla live abbiamo sistemato l’arrangiamento, ci abbiamo aggiunto qualcosa. Quando riascolti i pezzi ti viene in mente “potevo aggiungere la chitarra lì ecc…”. Non per questo la rifaremmo.


“Happy Youth”: un messaggio positivo.

Alvin. Siamo ancora giovani e felici. Qualunque persona se fa quello che fa con convinzione e passione è contenta. Sotto a questo titolo si nasconde anche un pò di malinconia, soprattutto pensando a quello che sta accadendo attorno a noi: scuola, precariato e vari temi attuali. È anche una provocazione chiamare un album così. Nell’ep c’è una canzone che si chiama Wasted Youth, come a dimostrare lo scontro che c’è in questo momento. Anche le grafiche giocano su questa contrapposizione. C’è una barra sopra Wasted, per cancellarlo ma senza inserire al suo posto Happy. Abbiamo giocato su queste due parole contrapposte. Dopo che è uscito il nostro ep abbiamo notato che tra l’altro è stato un anno caratteristico per “Youth”, tante canzoni e dischi usciti contenevano questa parola. Probabilmente è un anno dove si parla della gioventù. È un concetto che quest’anno è stato comune senza mettersi d’accordo.


Il sound risulta più hardcore punk e meno patinato rispetto all’ultimo lavoro.

Rispondono Popi e Alvin. Il precedente album era sicuramente più patinato o glitterato come dici tu, ma per volere della produzione. Sulla composizione la nostra linea è sempre stata abbastanza chiara, poi ovviamente in fase di registrazione e nella scelta dei suoni la produzione può voler dare un’impronta diversa. Un’immagine curata ci appartiene ancora oggi, ma per quanto riguarda il suono, cose come il vocoder non fanno più parte di noi.


Come distribuite il vostro prodotto? 

Alvin. Big Cartel (http://notimefor.bigcartel.com/) per comprare il cd fisico, Itunes pe la versione digitale. Si può anche scaricare gratis anche su quei blogspot che trattano di pop-punk.


Non c’è nostalgia dei vecchi canali di distribuzione? Quando i dischi venivano “ascoltati” e comprati per davvero?

Pizzo. Nostalgia no, sono cambiati i tempi e adesso le persone scaricano!


“Ora mi sembra che la musica dal vivo sia un pò meno apprezzata di qualunque serata electro, dubstep, garage ecc. Forse la sera la gente preferisce dire “mi vado a spaccare” ad un evento, piuttosto di andare a vedere un concerto”


Non vorresti che la tua musica venisse ascoltata con più “attenzione”?

Pizzo. Sicuramente sì. Infatti come dicevamo prima se uno vuole comprare il disco lo compra, altrimenti se lo scarica. Non la chiamerei però nostalgia.

Popi. Si ha forse più nostalgia dell’oggetto che del modo di consumare la musica. Io per esempio ho più nostalgie delle cassette. Nostalgia del feticcio.

Alvin. Quando abbiamo cominciato a poter ascoltare la musica che volevamo, cercandola su internet e non ci siamo più trovati ad ascoltare quella che si trovava nei negozi di dischi non è stato male. Il feticcio ha la sua importanza anche perchè non è bello nemmeno ridurre tutto all’ascolta di una canzone dal video di Youtube. A tutti piace l’idea del supporto, toccare, guardare e sentire l’odore della carta, ma non siamo assolutamente contro a quella che è stata l’evoluzione. Siamo pro.

Sembra che l’avvento del digitale abbia messo una croce sul vecchio concetto di “band musicale”. Siete d’accordo?

Popi. Più che il concetto di band è il concetto di serata che è cambiata, con l’avvento della musica elettronica. Se prima c’erano i gruppi cover che magari portavano tanta gente o con il tuo gruppo facevi il tuo show ora mi sembra che la musica dal vivo sia un pò meno apprezzata di qualunque serata electro, dubstep, garage ecc. Forse la sera la gente preferisce dire “mi vado a spaccare” ad un evento, piuttosto di andare a vedere un concerto, che è poi come dire “vado a teatro” o “vado a una mostra”. Non so perchè, forse è più ignorante come serata?

Alvin. È semplicemente più facile. Vai prendi un drink, fai pubbliche relazioni, dura di più perchè stai anche tre ore. C’è il remix del pezzo che ti piace. La cosa bella sarebbe avvicinare queste due cose.


Come avete creato la vostra nicchia?

Popi. Con la cura dell’immagine e rispondendo alle persone che ti scrivono. Rispondere a prescindere agli utenti anche se non li abbiamo mai conosciuti. Fin ora siamo riusciti a gestire il rapporto senza problemi. È la nostra attitudine.

Alvin. Dovessimo un giorno avere un numero assurdo di fan, allora magari sarebbe più complesso. Accostarsi a un gruppo è condividere. A nostra volta seguiamo altri gruppi che ci piacciono. Se alle persone piace quello che facciamo vanno su Facebook, ci conoscono meglio, trovano i nostri video e li condividono e magari cominciamo a piacere anche ad altri. È tutta questione di condivisione che non porta nemmeno via tempo. È un’ azione rapida.


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Ascoltate la radio?

Popi. Sì in macchina.

Alvin. Io non l’ascolto mai. Non mi piace farmi imporre musica, piuttosto mi faccio io la mia playlist, andando su internet e scoprendo anche gruppi nuovi, così come faceva un tempo la radio che scopriva le nuove band.

James. Alla radio ti martellano sempre con le stesse cose.

Fortu. Io entrambe le cose, internet e radio. Spesso ascolto dibattiti alla radio. Non sopporto il rock da radio, tipo i Nickelback.


E le web radio?

Fortu. Io sì ne ascolto tante.

Alvin. Io ascolto mixtape o podcast, con tanti gruppi, tipo compilation.


Attualmente la migliore punk-band italiana è?

Alvin. Come gruppi nuovi i Verme.


Artista rap?

Popi. I più bravi rimangono sempre i Club Dogo, soprattutto i primi dischi.

Alvin. Noi siamo di Milano e abbiamo avuto modo di seguirli da sempre. Tutto il percorso che hanno fatto può essere discutibile, ma rimangono i migliori. E poi il nostro amico Trapped che se si impegna e prosegue su questa strada secondo noi farà belle cose. Sai ci sono tanti talenti che poi non vanno avanti, dipende da tante cose, anche da una dose di fortuna. Lui ha quell’attitudine vecchia scuola su tematiche giovani.


Pop?

All’unanimità Cesare Cremonini.

Pizzo. Io ho “Squerez” originale!

Fortu. Anche Max Gazzè.


Ognuno di voi suona uno strumento. Che rapporto intercorre tra voi e loro? Siete abitudinari e gelosi o lo strumento non è di primaria importanza?

Alvin. Sto scoprendo il gusto del suono del basso (fuori onda…ridacchiano i compagni “meno male…dopo dieci anni che suoni!”). In generale se suoni il pop-punk easy attacchi un buon basso e suoni, tipo un Fender. Andando avanti, cambiano anche i tuoi ascolti. Con il digitale addirittura attacchi una chitarra e la fai suonare come un basso. Ogni strumento ha la sua particolarità. Io al mio basso sono legato. Gli voglio bene!


Ti è mai capito di dover cambiare basso perchè avevi rotto il tuo e non trovarti a tuo agio?

Mi è successo esattamente il contrario. Io ho suonato per due anni con un altro basso perchè il mio era rotto, ho spaccato il manico facendo l’imbecille, facendolo girare. Tra l’altro dove, non in una mega arena davanti a migliaia di persone, ma in camera mia ubriaco con gli amici. Era un Fender americano. L’ho fatto aggiustare e adesso che lo suono di nuovo sento la differenza con il basso di prima.


Suonate altri strumenti oltre al vostro?

Alvin. A livello scolastico no. Ma in camera mia suono la chitarra acustica.

Popi. Io sì. Nei Notimefor canto, ma suono la chitarra e in passato ho suonato anche il basso. Per un cantante è un dovere suonare almeno la chitarra.

Alvin. Mi sono cimentato anche con la batteria, che è stato il primo strumento che desideravo suonare, poi alla fine ho scelto il basso. Due anni fa quando registravamo il disco io e Popi siamo andati in studio per buttare giù gli arrangiamenti nuovi e per registrare dei provini. Ci siamo messi a improvvisare, io chitarra e voce, lui alla batteria. È importante giocare e sperimentare con gli strumenti.


Italia terzo millennio. Ottimisti o pessimisti?

Alvin. L’ottimismo è il sale della vita… Il pessismo non è sentimento positivo, quindi si spera sempre che qualcosa cambi. In realtà il mio sogno come ti dicevo prima è trovarmi fuori da questo paese, che è un paese per vecchi.

Popi. La pensiamo tutti così.


Alvin, vieni eletto presidente del consiglio: i primi tre provvedimenti che prenderesti.

Alvin scherza…Popi prenderebbe la strada della “patata”, quindi non cambierebbe niente. Punterei sui giovani che hanno voglia di fare. In tante città europee le zone vissute non sono per forza quelle in centro, ma quelle dove trovi gli studi di tanti giovani che si occupano di cose diverse, dalla moda non intesa come alta moda, ma s’intende la ragazza che cuce i vestiti, vie piene di piccole gallerie d’arte, vie con i locali per suonare. Fornendo gli strumenti ai giovani cambiano le città, cambiano i modi di fare. Non chiuderei i centri sociali, anzi fornirei ai volenterosi tutti quegli spazi inutilizzati. Se questi spazi li dai in mano ai giovani è tutto di guadagnato per la città, non solamente per un certo tipo di giovani o di persone. Questa è una cosa che in Italia non c’è.

James. Forse è il motivo per cui vanno così tanto le discoteche. Arrivi al fine settimana e ti rifugi lì, anziché metterti a creare qualcosa, a organizzare una serata, a fare sacrifici per poter portare avanti uno spazio vissuto da giovani.

Alvin. Va dato spazio a quella che è la creatività dei giovani, ma per giovani intendo gente che va dai 18 sino ai 35. Perchè ora le persone non lo fanno, perchè per aprire un posto ci vogliono tanti soldi, ci sono leggi restrittive.

Fortu. Sono assolutamente d’accordo sul dare opportunità ai giovani, però laddove ci sono motivazioni e contenuti. Le passioni devono trasformarsi in qualcosa di vero.

Alvin. C’è anche il problema delle raccomandazioni. Non per forza chi spicca è il ragazzo talentuoso, magari è semplicemente uno che è inserito in certi ambienti e ha delle conoscenze.


Che materie aggiungereste a scuola?

Alvin. Dalle elementari al liceo inserirei musica. Suonare qualsiasi tipo di strumento dal violino al contrabbasso, ma anche il canto corale. La musica fa bene alla persona. Anche se vuoi fare l’ingegnere.

James. Io darei l’opportunità in generale di scegliersi qualcosa di extra-scolastico, non solo in campo musicale, da portare avanti durante tutto il corso di studi e che possa dare anche dei crediti. Qualcosa che uno sceglie e non gli vienga imposto.

Alvin. Io toglierei religione, anzi no. Non la toglierei per rispetto a chi ci crede. Però farei un corso alternativo, una materia che non sia “Panini al bar”. Una materia per cui devi essere presente a lezione perchè ti insegnano qualcosa, che poi magari ti piace e la porti avanti. Che sia ceramica, musica o giornalismo. Ma il corso alternativo alla religione non deve essere “panini al bar”, piuttosto “Pongo”!


La politica influenza la vostra musica?

Popi. In modo diretto no. Non siamo un gruppo politicizzato. Gli ideali politici sono fuori dai Notimefor.

Alvin. Che poi politica è tutto. C’è una politica dietro al gruppo, ma non nel senso che cantiamo le canzoni dei Los Fastidios!


Per concludere abbiamo preparato un giochino: dovete scegliere tra due risposte. Una a testa, pochi secondi per scegliere e via il prossimo. Pronti?

Analogico o digitale? Fortu. Analogico.

Pizza o Kebab? Alvin. Pizza-Kebab. Non non è vero l’ultima volta in cui ho preso una pizza-kebab mi ha fatto schifo. Adesso mangerei un Kebab, ma in generale la pizza.

Bici o macchina? Popi. Preferisco la bici, ma adoro andare in macchina, quindi macchina.

Cinema o Pub? James. Pub.

Mozart o Beethoven? Pizzo. Non ascolto tanto la musica classica, comunque Mozart.

Italia o Russia? Fortu. Italia.

Inter o Milan? Alvin. Se devo scegliere, assolutamente Milan. Ma non me ne frega niente.

Penna o Tastiera? Popi. Tastiera, sono più veloce.

Mattina o sera? James. Sera.

Single o fidanzati? Pizzo. Non si può rispondere a questa domanda. Dipende dal periodo della vita. Comunque Single.

Carriera o amore? Fortu. Non lo so è impegnativo. Non rispondo.

Birra o vino? Alvin. Birra. Bruciate il vino.

Youtube o Vimeo? Popi. Vimeo

Pornhub o Youporn? James. Ho altre fonti più pregiate.

Felpa o maglione? Pizzo. Oggi ho il maglione, ma felpa.

Lady Gaga o Rihanna? Fortu. Lady Gaga

Cuffie o auricolari? Alvin. Auricolari.

Libro o ebook? Popi. Il cartaceo è più bello. Libro.

Film drammatico o commedia? James. Non lo so.

Bionda o Mora? Pizzo. Mora.

Intendevo la birra. Pizzo, Allora bionda.

Selen o Belen? Tutti. BELEN!



Intervista e foto a cura di Zonk Volta e il team di MAGMUSIC!


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