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		<title>DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 14:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiccaonair</dc:creator>
				<category><![CDATA[Celebrità]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="102" height="150" data-src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00024-204x300.jpg" class="src-aHR0cDovL3d3dy5tdXNpY2ZyaWVuZGxhYi5uZXQvbWFnbXVzaWMvd3AtY29udGVudC91cGxvYWRzLzIwMTIvMDQvSW1hZ2UwMDAyNC0yMDR4MzAwLmpwZw== alignleft tfe wp-post-image" alt="Image00024" title="Image00024" />Il gruppo milanese Numeri 2 in occasione dei dieci anni di attività festeggia mercoledì 25 aprile dalle ore 20.30 al Legend 54 di via Enrico Fermi, 98, con un live molto speciale. Sul palco Numeri2 e Numeri2AndTheBand, IlMasta, Meddaman, Sewit Villa e molti altri. La serata sarà presentata da Sopreman e i Dj set saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il gruppo milanese<strong> Numeri 2 in occasione dei dieci anni </strong>di attività festeggia mercoledì 25 aprile dalle ore 20.30 al Legend 54 di via Enrico Fermi, 98, con un live molto speciale. Sul palco <strong>Numeri2</strong> e <strong>Numeri2AndTheBand</strong>, <strong>IlMasta</strong>, <strong>Meddaman</strong>, <strong>Sewit Villa</strong><em> </em><em>e molti altri.</em><em> La serata sarà presentata da </em><strong>Sopreman</strong> e i Dj set saranno curati da <strong>Dj Yaner, Dj Sax e Dj Davidino. </strong>Per l'occasione sarà in vendita un <strong>Cofanetto Deluxe con 2 album tra cui l'inedito Numeri 2 - La Primizia 2012</strong> <strong>con Danti (Two Fingerz), Maxi B, Meddaman, Sewit, Mondo Marcio, Yves, Sopreman e tanti altri. L'ingresso è gratuito.<br />
</strong></p>
<p>Li abbiamo incontrati per ripercorrere con loro i momenti più importanti di questo lungo viaggio che ancora riserva sorprese grazie anche all'estensione dei <strong>Numeri 2</strong> (<strong>Kimo, AleKarmine e Mastermaind</strong>), che ora possono contare su una vera e propria <strong>band</strong>. Un nuovo capitolo che ha dato nuovi stimoli al gruppo, senza toccarne le fondamenta. Hanno risposto alle nostre domande <strong>Kimo, Alekarmine, Mastermaind, Donash, Teo 'Teino' Youssoufian e Bicio.</strong></p>
<p>Formazione: Kimo (voce e autore), AleKarmine (voce e autore) Mastermaind (compositore e direttore musicale), Donash (batteria), Teo 'Teino' Youssoufian (cantante), Sal Talamecca (basso), Endriu (pianoforte e chitarra), Sopreman (cantante), Robbe (chitarra solista), Bicio (pianoforte), Dj Sax (cut &amp; scratch) e Accio (tromba).</p>
<h2><strong>DIECI ANNI DI NUMERI 2</strong></h2>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00032.jpg"><img class=" wp-image-2078 alignnone" title="Image00032" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00032.jpg" alt="Image00032 DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)" width="631" height="420" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>1) Questo anniversario fa venire in mente che siete persone determinate perchè non per essere ripetitivi, ma far musica in Italia non è una passeggiata. Ci raccontate i vostri alti e bassi di questi dieci anni?</strong></span></p>
<p><strong>Kimo</strong>. Per quel che mi riguarda sono dieci anni di alti e dieci anni di bassi, ma miscelati insieme. Vuol dire che ogni anno ci sono alti e bassi, ma è sempre bello farlo, vivo per quello. Parlo per me, non ci guadagno una lira per il momento, però è sempre bello farlo. Ci sono le soddisfazioni di quando esce il cd, di quando il tuo live è pieno, di quando la gente urla, di quando la gente ti scrive che prova emozioni per un pezzo che hai scritto. Ci sono invece i bassi quando fai due conti e ti rendi conto di non aver preso tutto quello che avresti potuto meritare perchè secondo noi, anzi secondo me (AleKarmine “parla pure al plurale”) siamo stati un filo sottovalutati in questi dieci anni, soprattutto quando vedi gente andare avanti che merita meno di te.<a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00028.jpg"><img class=" wp-image-2077 alignleft" title="Image00028" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00028.jpg" alt="Image00028 DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)" width="307" height="461" /></a></p>
<p><strong> Master</strong>. Se dopo dieci anni siamo ancora insieme secondo me è in primis per l'amicizia che ci unisce. Dal punto di vista musicale ne abbiamo provate di cotte e di crude. Io direi che è come dice Kimo, quando lavori a un progetto per due anni e lo vedi finalmente realizzato, quello è il momento più esaltante. Quando invece ti scontri con la realtà lì può esserci meno entusiasmo. A prescindere da tutto sono dieci anni che andiamo avanti perchè quello che ci lega è la forte amicizia.</p>
<p><strong> AleKarmine</strong>. Oltre all'amicizia aggiungerei che noi siamo più orientati a far musica spinti da un forte spirito creativo. Nel senso che noi non ci siamo rapportati molto alle logiche di mercato che ci sono adesso o quelle che c'erano quando abbiamo cominciato. Abbiamo sempre fatto quello che volevamo fare. Questo può essere stato un grosso vantaggio o un grosso limite, non lo abbiamo mai veramente capito. Per questo lo scontrarsi con la realtà può essere condiderato il basso. Il momento di alta è rappresentato dall'incisione dei dischi che ci rende contenti, poi capisci che le logiche di mercato sono altre e lì arriva il momento di bassa. Io la vedo così.</p>
<p><strong>Aggiunge Kimo</strong>. Vuole essere una provocazione la mia. Il mio momento di bassa non arriva se i pezzi non vanno, ma quando sento andare roba qualitativamente peggiore. Detto questo va bene perchè siamo comunque, come dice Ale, sempre riusciti a fare quello che volevamo.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">2) Mi chiedevo se ci sono degli aneddoti di questi dieci anni, delle situazioni in cui vi siete trovati, che vi fanno ridere o sorridere ancora oggi. Cose solo vostre, che ovviamente si possano raccontare.</span></strong></p>
<p><strong>Kimo.</strong> Ecco è proprio quello il punto. Non si possono raccontare (ride).</p>
<p><strong>Master.</strong> Le situazioni di questi dieci anni che mi vengono in mente sono legate a trasferte, ma anche esterne alla musica. La stupidera che ti viene quando sei in giro e ti senti un ragazzino perchè basta molto poco per divertirsi. Adesso non sto a raccontare i dettagli. (risata generale)</p>
<p><strong>Continua Kimo.</strong> Anche perchè sono dettagli V.M 29. Hai chiesto se si possono raccontare, ecco quelli non si possono raccontare.</p>
<p><strong>Master.</strong> Nel frattempo mi è venuta in mente una trasferta da raccontare. Siamo andati a suonare in Valle D'Aosta. Eravamo usciti con “Club Bangers”. Ci hanno accolto molto bene nel locale, il proprietario è andato subito dal barista dicendo questi sono gli artisti, dagli pure da bere quello che vogliono. Da lì è cominciata un'odissea di bevute, il locale non si è riempito, ma noi comunque abbiamo suonato. A fine serata sembrava di essere nel film dei Blues Brothers; il direttore ci dice dunque eravamo d'accordo per 150 euro, ma vi siete fatti 230 euro di bevute. In realtà ci dovreste anche ottanta euro, ma diciamo che siamo a posto così. Forse erano 400 euro o 400.000 lire? Vabbè per dirti che appunto il tutto era accompagnato da una di quelle sbronze epocali e positive.</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Poi c'è la cosa in camera che non si può raccontare...</p>
<p><strong>Master.</strong> Invece un'altra situazione, questa volta negativa. Siamo andati a suonare a un compleanno, quando abbiamo cominciato ci siamo resi conto che l'impianto faceva schifo e ci siamo messi a litigare con il proprietario quasi da mettersi le mani addosso. Anche lì poi siamo finiti a bere e tutto è finito bene.</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Ma quando? Stai parlando di Rozzano? Ma tu sei uno...La gente che fischiava come se fossimo noi a non far andare l'impianto. Quella sera abbiamo anche mangiato e bevuto, forse abbiamo anche pagato quella sera per mangiare. Ora mi viene in mente anche di quella volta che siamo andati a ritirare con Massi (<strong>Soul Reever</strong>) il disco.</p>
<p><strong>Master.</strong> Stavamo andando fuori, in mezzo alle campagne a ritirare il disco. Il posto tra l'altro chiudeva, noi tutti emozionati perchè era il primo disco e mentre andavamo ci siamo ritrovati tutti sudati per il caldo perchè era estate, ruote bucate, puzza di letame e cellulari scarichi. Per fortuna siamo arrivati in tempo e abbiamo caricato nel bagagliaio questo scatolone pieno di dischi, che poi tra l'altro è rimasto pieno...</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Ma come pieno, li abbiamo finiti tutti quelli.</p>
<p><strong>Master.</strong> Sì, ma la mia era una battuta...</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">3) Come festeggerete?</span></strong></p>
<p><strong>Kimo.</strong> Festeggeremo vicino alla nostra zona, Bruzzano, al Legend 54 in Viale Enrico Fermi, in mezzo allo splendido parco Nord. Festeggeremo con tanta gente e tanti ospiti, in una festa gratuita per tutti. Ci saranno delle sorprese che non sto a dirvi, altrimenti che sorprese sono.</p>
<p><strong>Master.</strong> Diciamo che ripercorreremo la storia dei Numeri 2 e delle persone con cui abbiamo collaborato in tutti questi anni, fino ad arrivare a...</p>
<p><strong> Kimo.</strong> Master ma se manco hai letto la scaletta...(Risata generale)</p>
<p><strong> Master.</strong> La conosco, la conosco. Dai Numeri 2 ai Numeri2AndTheBand, dai galli al gorilla, che poi se vogliamo dirla tutta anche il gorilla è un gallo.</p>
<h2>NUMERI2ANDTHEBAND<a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00024.jpg"><img class=" wp-image-2075 alignright" title="Image00024" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00024.jpg" alt="Image00024 DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)" width="314" height="461" /></a></h2>
<p><strong><span style="font-size: medium;">1) Al di là dei ruoli e pensando al lavoro di squadra, fatto sia di momenti di massima ispirazione, che di giorni fiacchi, c'è un trascinatore dominante nel gruppo o in questo disco vi siete scoperti tutti leader carismatici?</span></strong></p>
<p><strong>Master.</strong> Ci sono stati dei trascinatori, che secondo me si possono identificare nella persona di Kimo e di Donash. Trascinatori nel senso buono del termine, a metà tra l'essere coinvolgenti e il rompere le balle quando ci si ferma un pochino. Ecco per intenderci il trascinatore da noi è quello che sicuramente non sono io.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">2) Come siete riusciti a fondervi, considerando i punti di vista di ognuno di voi. Come siete riusciti a diventare Numeri2AndTheBand tutto attaccato?</span></strong></p>
<p><strong>Master.</strong> Il progetto AndTheBand nasce in realtà per suonare i pezzi live del nostro ultimo disco “Artisti Della Domenica”. Abbiamo detto perchè non suonare dal vivo, invece di far suonare con le basi i pezzi al dj, lo ritenevamo anche più coinvolgente per chi ci viene a sentire, oltre che per noi. La cosa della band nasce in quel senso e molto liberamente quando provavamo i pezzi vecchi, ci siamo lasciati andare nel crearne di nuovi. Non si è partiti da un progetto, ma in corsa ci siamo detti perchè a questo punto non concretizzare qualcosa, visto che quello che stavamo facendo ci piaceva. E' stato un divenire, una cosa molto naturale.</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Cosa è successo. Quando Massi (Soul Reever) ha lasciato il gruppo, lì mi viene in mente proprio la band, con cui stavamo già preparando i pezzi live. In quei giorni Master mi accompagnò nella mia vecchia casa e mi disse perchè io ero triste “Simo stai tranquillo, adesso facciamo delle cose con la band, vedrai che ci saranno nuovi stimoli." Me lo ricordo come se fosse adesso.</p>
<p><strong>Master.</strong> La band ci ha aiutato ad andare avanti, avendo perso un membro importante come Massi. Se non ci fosse stata la band con cui stavamo già lavorando, non so cosa sarebbe successo. Con il fatto che era già in atto una rivoluzione con un nuovo organico, quando Massi è andato via non è stata la fine dei Numeri 2, ma un nuovo inizio. Un nuovo episodio all'interno della stessa storia e infatti l'album si chiama “Start2gether: Volume 1”, come un nuovo episodio.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">3) Come si rapporta una band a un gruppo Hip Hop e viceversa. (I due punti di vista)</span></strong></p>
<p><strong>Teino.</strong> In realtà è come si rapportano gli artisti Hip Hop a degli strumenti. Noi all'inizio eravamo un tappeto musicale dove poi gli autori avrebbero dovuto scrivere e rappare, su quello che veniva fuori che poteva appartenere a qualunque genere musicale. Non ci abbiamo neanche molto pensato. Le idee nascevano a notte fonda, dopo le prove quando rimanevamo in tre, quattro o cinque a suonare e cazzeggiare in sala, in quei momenti poteva venir fuori qualche bella idea. A quel punto c'era un confronto e se a tutti piaceva, veniva sviluppato. In più se l'idea piaceva a più persone, erano poi Kimo e AleKarmine a dover adeguare il loro rap su quello che poteva essere un pezzo funky o un pezzo folk o un pezzo rock. Il lavoro tosto secondo me era il loro, perchè noi suonavamo in maniera molto spontanea.</p>
<p><strong>Donash.</strong> E' capitato più spesso che gli autori dovessero adattarsi alle musiche, perchè di notte mentre suonavamo improvvisando, loro non c'erano. In futuro però potrebbe tranquillamente capitare il contrario, ovvero che loro propongano a noi delle idee e su quelle noi sviluppiamo qualcosa di adatto. Questo primo album è stato un test per capire come lavorare bene insieme e cosa può piacere di più. Non intendiamo farci condizionare troppo da quello che piace, però magari dalle reazioni possiamo in futuro concrentrarci più su alcuni generi.</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Io dal punto di vista autorale mi comporto da novellino sotto un certo punto di vista, ma da esperto sotto un altro punto di vista. Vale a dire nella parte della scrittura voglio sempre buttarci giù del rap, mentre nella parte degli argomenti sono più 'pettinato', cerco di mantenere la cosa più tranquilla perchè stiamo parlando di musicisti e c'è sempre un tema musicale di fondo, con gente che sa suonare (sono comuque tutti dei pirla...). E' un esperimento e come diceva prima Master è una nuova vita per noi, quindi mi rapporto a questa cosa come uno che deve scrivere delle parole su una musica suonata, cosa che prima non avevamo mai fatto.</p>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00016.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2085" title="Image00016" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00016.jpg" alt="Image00016 DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)" width="286" height="461" /></a><strong>Master.</strong> Dal punto di vista del produttore della musica dei Numeri 2 per me non è stato assolutamente uno shock, ma un modo per fare quello che ho sempre voluto fare. Io già nelle mie basi ho sempre cercato di mettere strumenti veri, campionamenti veri, non solo dei suoni elettronici e sintetizzati. Per questo aver delle persone con cui poter creare la musica, spostandosi da un approccio più elettronico a uno acustico è stato fighissimo. Mi sono divertito tanto sotto questo punto di vista. Sotto l'aspetto del legare il testo alla musica, la cosa è andata avanti come è sempre stato, che gli autori hanno scritto su una base che già dava un senso musicale al pezzo. Non abbiamo invece ancora provato a partire da un'idea di un testo e da una melodia cantata o forse...</p>
<p><strong>Interviene Kimo.</strong> “Spread Love” e “Cartolina” c'erano già come testi.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">4) Non mi va di relegarvi a un genere dopo l'ascolto del vostro disco, ma anche dopo l'ascolto del precedente “Artisti Della Domenica”. Mi chiedevo solo che generi vi appassionano di più, che cosa ascoltate e che tipo di influenze hanno avuto su questo disco i vostri ascolti degli ultimi anni.</span></strong></p>
<p><strong>Master.</strong> Io nel mio iPhone ho di tutto. Ascolto l'Hip Hop più che altro per rimanere aggiornato su quello che va perchè da produttore devo sapere quello che va, ma non posso dire che sia il mio genere preferito. Non ce l'ho nemmeno un genere preferito, passo dall'Hip Hop a De Andrè che mi ha suggerito Kimo. Mi piace mettere l'iPod in modalità random. Raramente dico “voglio ascoltare...”, quello che c'è ascolto.</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Io direi Hip Hop e musica cantautorale italiana.</p>
<p><strong>AleKarmine.</strong> Hip Hop, reggae e dancehall.</p>
<p><strong>Teino.</strong> Anch'io ascolto musica ad ampio raggio, faccio fatica a scegliere. Passo dal rock anni settanta di Led Zeppelin e Pink Floyd ai Beatles che sono una mia passione viscerale, alle voci nere alla Stevie Wonder.</p>
<p><strong>Bicio.</strong> Anch'io non ho un genere musicale che ascolto più di altri. Mi piacciono molto i System of a Down, ma ascolto anche gli Ska-P, piuttosto che i Queen.</p>
<p><strong>Donash.</strong> Anch'io ascolto di tutto. Ho lavorato per molti anni per il mondo dance, house americana. Mi piace il fenomeno Motown e tutto quello che è la musica black, però ascolto anche rock classico, ma non roba pesante. Sono cresciuto con i dischi di mio padre AC/DC, Led Zeppelin. Seguo molto l'Hip Hop. Non ho un genere preferito, piuttosto ho dei generi che non ascolto (in coro “La Bachata”), non solo la bachata, parlo di hardcore e roba pesante. Siamo quasi tutti appassionati di musica melodica e cantata.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">5) Chi sono i vostri mostri sacri, di chi non vi perdereste un concerto?</span></strong></p>
<p><strong>Master.</strong> Io sarò scontato, ma dico Timbaland, più per quello che fece negli anni novanta, anche se difficilmente viene in Italia. Timbaland nasce come batterista e si sente che nelle basi Hip Hop ci mette sempre quel tocco acustico, suonato, groove, vero. Questo di lui mi ha sempre fatto impazzire.</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Fabrizio De Andrè senza dubbio, me lo sono pure tatuato.</p>
<p>Hai trovato un erede di De Andrè, qualcuno di cui andresti a sentire un concerto?</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Assolutamente no, solo Cristiano De Andrè quando canta le canzoni di Fabrizio.</p>
<p><strong>Bicio.</strong> Non vorrei essere ripetitivo, ma i System of a Down. Sono venuti due volte in Italia e sono andato a sentirli in entrambi i casi.</p>
<p><strong>Donash.</strong> Io non mi perderei per niente al mondo un concerto di Renga....Scherzi a parte dico Red Hot of Chily Peppers. Mi piace la loro fusione di generi e gli ultimi concerti li ho visti quasi tutti. Il mostro sacro invece è Stevie Wonder.</p>
<p><strong>Teino.</strong> Per me è difficilissimo. E' come chiedere a una mamma che ha cinque figli a chi vuole più bene. Stevie Wonder e Paul Mcartney.</p>
<p><strong>Interviene Donash.</strong> Tra l'altro Paul Mcartney fa parte dei Beatles, che Master ha scoperto l'anno scorso...”</p>
<p><strong> Teino rincarando la dose. </strong>Tra l'altro grazie a me due anni fa. (Scherzano)</p>
<p><strong>AleKarmine.</strong> Riflette</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Prova a dire Daniele Silvestri, che è quella cosa che va sempre bene.</p>
<p><strong>AleKarmine.</strong> Così su due piedi, ti dico Bob Marley, però ce ne sono tanti.</p>
<p><strong>Commento di Donash in chiusura.</strong> Comunque andate tutti a sentire persone defunte...e comunque non cambia molto tra gente che non c'è più e persone che non vengono mai in Italia.</p>
<h2>START2GETHER</h2>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00027.jpg"><img class="wp-image-2076 alignnone" title="Image00027" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00027.jpg" alt="Image00027 DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)" width="614" height="410" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">1) Le fasi del disco. Sarebbe interessante se i nostri lettori e i vostri supporter capissero che lavoro si cela dietro a un disco. Ci raccontate quali sono state le fasi di lavorazione di Start2gether?</span></strong></p>
<p><strong>Master.</strong> Pragmaticamente. Ci si trova una volta alla settimana e si buttano giù delle idee musicali per un periodo di tempo. Si registrano le cose che esaltano di più. In un secondo momento si sistemano queste idee fino ad arrivare a una base musicale su cui i cantanti possano scrivere e farsi ispirare agiatamente. A quel punto si registrano le voci sulla musica che nel frattempo è stata ottimizzata. Dai pezzi grezzi poi passi al mixaggio di una persona fidata, in questo caso è stato Marco Zangirolami, che è il guru e per lui tanto di cappello.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>2) Un confronto aperto tra voi, i vostri supporter e chi scrive di musica. Ognuno con il proprio bagaglio d'esperienza può trovare un significato nuovo e a volte inaspettato nelle singole tracce e nell'insieme del lavoro, rispetto all'intento iniziale dell'artista. Questo capiterà anche a voi quando ascoltate i vostri mostri sacri. Cosa volevate dire e trasmettere, sia a livello di testi che di suoni e nella loro fusione in ogni singola traccia.</strong></span></p>
<p><strong>Master.</strong> Perchè nemmeno noi ce l'avevamo in testa. Facendo il disco, come si può capire dalle risposte precedenti, non ci siamo prefissati un percorso ben preciso, una strategia discografica o un messaggio generale da dare. Sono pezzi che sono nati uno dopo l'altro in totale tranquillità e rispetto a come ci sentivamo in quel momento. Poi i brani sono stati messi insieme nel disco, che preferisco considerare una raccolta proprio per come è stato sviluppato il lavoro. Non si tratta di un disco con un concept ben preciso, quindi ben vengano le interpretazioni di chi lo ascolta.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">3) Curiosità. Ho letto sul comunicato che "Swedish Gorilla" è un brano non sense. Svelatemi una cosa. Come ha fatto un gorilla a impossessarsi di voi galli? Come vi è venuto in mente questo brano.</span></strong></p>
<p><strong>Kimo.</strong> Diamo la versione ufficiale o quella vera?</p>
<p><strong>Master.</strong> La versione vera è che questo pezzo, come tanti altri, è nato tra le due e le cinque del mattino. Su "Swedish Gorilla" ci siamo chiesti come la chiamiamo questa musica che abbiamo appena fatto? Visto che ci suonava un pochino in stile Gorillaz, il gruppo e c'era dentro un campione suonato con un sax sintetico che riprendeva un motivo degli Ace Of Base che sono svedesi, abbiamo detto questo pezzo si chiama Swedish Gorilla.</p>
<p><strong>Teino.</strong> A quel punto l'abbiamo spedita con quel nome a caso, che era utilizzato giusto per mandarci i pezzi tra di noi. Ripensandoci ci siamo detti ma perchè non facciamo un pezzo apparentemente senza senso su un gorilla svedese e la chiamiamo effettivamente così. Ale e Kimo sono riusciti a fare dei testi che dicono tutto e niente.</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Dico la mia. Secondo me questo pezzo può essere l'incarnazione della nostra creatività. A livello di simboli la Svezia è un popolo puro e il gorilla in una famosa tribù era l'animale sacro che cresceva su una pianta gialla, da lì viene la parrucca bionda.</p>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00020.jpg"><img class="alignright  wp-image-2088" title="Image00020" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00020.jpg" alt="Image00020 DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)" width="307" height="461" /></a><strong><span style="font-size: medium;">4) Curiosità. "Il Buttafuori". L'idea del pezzo è venuta fuori perchè vi sentite in qualche modo pressati dal sistema, dalle persone? C'è qualche episodio da cui è nato il pezzo?</span></strong></p>
<p><strong>Master.</strong> L'idea musicale è venuta a Donash, che con le discoteche ha avuto a che fare.</p>
<p><strong>Donash.</strong> Siamo partiti anche qui dalle musiche, il titolo è saltato fuori dopo. La matrice era comunque quella della disco anni settanta, la batteria richiama un pezzo di Michael Jackson. La volontà era comunque quella di rendere ballabile il pezzo, visto che gli altri sono più melodici.</p>
<p><strong>Kimo.</strong> Il testo lo avevo già scritto, poi l'ho adattato alla musica.</p>
<h2>SUONI E AMBIENTI</h2>
<p><strong><span style="font-size: medium;">1) Nelle prossime domande andate a ruota libera. L'ultima volta che ci siamo visti abbiamo scoperto che Mastermaind raccoglie suoni dall'ambiente e lo fa pure di notte (ci sono testimoni). Quali sono i luoghi dei Numeri 2? Gli spazi dove raccogliete e mettete giù idee, suoni e testi, gli spazi dove date il meglio di voi stessi?</span></strong></p>
<p><strong>Kimo.</strong> Pizzeria Alla Fontana, il letto prima di dormire e la metropolitana/Ferrovie Nord quando vado a lavorare.</p>
<p><strong>AleKarmine.</strong> Lo studio Karmadillo, personalmente la doccia e il lavandino mentre ti fai la barba.</p>
<p><strong>Master.</strong> Confermo che campiono suoni e rumori dall'ambiente, oggi lo faccio con mezzi più compatti di una volta. Prima uscivo con il microfono, ora basta un iPhone per raccogliere suoni, non per forza da mettere in una base. I miei luoghi sono ovunque, dalla metropolitana, alla macchina, allo studio.</p>
<p><strong>Donash.</strong> Per me non c'è un luogo. Diciamo che i momenti in cui mi metto a fare musica sono quando sono triste e cerco di fare cose più vitali. Non lo invento io che nei momenti di tristezza vengono fuori le cose migliori. A Bruno Lauzi una volta lo hanno chiesto perchè scrivesse nei momenti di tristezza e lui ha risposto perchè quando sono felice esco con gli amici.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">2) Di quali film potrebbero essere colonna sonora alcuni dei vostri pezzi?</span></strong></p>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00014.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2091" title="Image00014" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00014.jpg" alt="Image00014 DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)" width="307" height="461" /></a>Vuole cominciare Mastermaind e gli altri gli dicono " Sì, ma non dirne più di uno ..."<br />
<strong>Mastermaind.</strong> “The Blues Brothers”, un film di Renato Pozzetto a caso tra i suoi fighi degli anni ottanta e i primissimi “Vacanze Di Natale”, quelli veri non quelli che fanno ora. Azzardo anche uno “Scary Movie” o “Una Pallottola Spuntata”.</p>
<p><strong>In coro.</strong> “Fermatelo.”</p>
<p><strong>Donash.</strong> Visti anche i generi diversi che tratta il disco direi “Animal House”, si sposa la musica nera con quella bianca, la colonna sonora è di Sam Cooke che è uno degli autori più importanti che ha fatto nascere generi come l'R&amp;B.</p>
<p><strong>Kimo.</strong> “I Fichissimi” tutta la vita. “Don't give up” la vedrei bene nel film “The Road “di Cormac McCarthy.</p>
<p><strong>Bicio.</strong> Confermo commedie anni ottanta.</p>
<h2>NUOVI MEDIA</h2>
<p><strong><span style="font-size: medium;">1) Tutti i vostri canali di promozione per chi vuole seguirvi.</span></strong></p>
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<h2>SVAGO</h2>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Per un giorno voglio essere...</span></strong></p>
<p><strong>Bicio.</strong> Stefano Bollani.<br />
<strong>Intervistatrice.</strong> Grande! Anche se io non ho ancora fatto la domanda...devo proporvi un paio di alternative.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Un giocatore di NBA o un calciatore?</span></strong></p>
<p><strong>Bicio.</strong> Calciatore.<br />
<strong>Tutti.</strong> NBA.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Michael Jordan o Shaquille O'Neal?</span></strong></p>
<p><strong>Tutti.</strong> Michael Jordan.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Cristiano Ronaldo o Lio Messi?</span></strong></p>
<p><strong>Bicio.</strong> Cristiano Ronaldo.<br />
<strong>Donash.</strong> Messi. Anche se Cristiano Ronaldo...Chi è Messi?<br />
<strong>Gli altri.</strong> Messi.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Jay-Z o Beyoncè?</span></strong></p>
<p><strong>Donash.</strong> Jay-Z perchè comunque ha Beyoncè.<br />
<strong>Master.</strong> Accetto la provocazione. Provo a essere  Beyoncè.<br />
<strong>Tutti.</strong> Jay-Z.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Eminem o 50 Cent?</span></strong></p>
<p><strong>Tutti.</strong> Eminem</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">La più amata dagli italiani. Lorella Cuccarini o Belen Rodriguez?</span></strong></p>
<p><strong>Donash.</strong> La Cuccarini, se fossi Belen dovrei avere a che fare con Corona.<br />
<strong>Master.</strong> Dopo essere stato Beyoncè, direi Belen almeno mi guardo tutto il giorno allo specchio.<br />
<strong>Kimo.</strong> Non mi piacerebbe essere una donna.<br />
<strong>Teino e AleKarmine.</strong> Cuccarini.<br />
<strong>Bicio.</strong> Io Belen perchè è molto più bella.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Vi puntano una pistola alla tempia e non avete scelta. Justin Bieber o i Tokio Hotel?</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"><strong><br />
<span style="font-size: small;">Tutti. </span></strong><span style="font-size: small;">Tokio Hotel.</span></span><strong><br />
Master.</strong> Se Justin Bieber sapesse suonare bene uno strumento lui, ma la vedo dura.<a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00021.jpg"><img class=" wp-image-2118 alignright" title="Image00021" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00021.jpg" alt="Image00021 DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)" width="307" height="461" /></a></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Tamara Ecclestone con 59 stanze in casa o Paris Hilton con i suoi completini leopardati?</span></strong></p>
<p><strong>Donash.</strong> Tamara è più bella di Paris Hilton.<br />
<strong>Kimo.</strong> Paris Hilton per prenderla a schiaffi.<br />
<strong>Intervistatrice.</strong> Quindi ti prenderesti a schiaffi da solo.<br />
<strong>Kimo.</strong> Devo essere io? Allora Tamara.<br />
<strong>Master.</strong> Io non conosco Tamara, ma mi fido di Donash.<br />
<strong>Bicio.</strong> Tamara.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Homer Simpson o Peter Griffin?</span></strong></p>
<p><strong>Bicio e Master.</strong> Homer Simpson<br />
<strong>Kimo, AleKarmine e Teino.</strong> Peter Griffin<br />
<strong>Donash.</strong> Io non li guardo, ma mi fido di Kimo. Cosa hai detto?<br />
<strong>Kimo.</strong> Peter Griffin<br />
<strong>Donash.</strong> Ok, Homer Simpson</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Vi puntano una pistola alla tempia e non avete scelta. Amici o X-Factor?</span></strong></p>
<p><strong>Tutti.</strong> X-Factor.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Twitter o Facebook?</span></strong></p>
<p><strong>Bicio e Donash.</strong> Facebook.<br />
<strong>Gli altri.</strong> Twitter.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Angela Merkel o Mario Monti?</span></strong></p>
<p><strong>Donash.</strong> Angela Merkel<br />
<strong>Gli altri.</strong> Mario Monti</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Montagna o mare?</span></strong></p>
<p><strong>Kimo.</strong> Mare e Monti. “Mare mare mare, quanta voglia di restare.”<br />
<strong>Gli altri.</strong> Mare.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">More o Bionde?</span></strong></p>
<p><strong>Tutti.</strong> More.<br />
<strong>Kimo.</strong> More e bionde. Va bene tutto.<br />
<strong>Bicio.</strong> Va bene tutto, ma se proprio devo scegliere bionde.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Non ci sono più le mezze stagioni o si stava meglio quando si stava peggio?</strong></span></p>
<p><strong>Donash e Bicio.</strong> Si stava meglio quando si stava peggio.<br />
<strong>Gli altri.</strong> Non ci sono più le mezze stagioni.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Io sono svenuta, al mio posto a intervistarvi arriva: Katy Perry o Rihanna?</strong></span></p>
<p><strong>Master.</strong> Premesso che Rihanna è più figa, io avrei più piacere a scambiare due chiacchiere con Katy Perry.<br />
<strong>Gli altri.</strong> Rihanna.</p>
<p>Buon compleanno Numeri2!</p>
<p>Un ringraziamento speciale all'Ufficio Stampa per la disponibilità, Giulia Binosi e Francesco Marchesi. Un grazie a Massimo Incerti Caselli e Alessia Fois (Studio ICG) per il prezioso aiuto durante il set fotografico.</p>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00041.jpg"><img class=" wp-image-2092 alignnone" title="Image00041" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00041.jpg" alt="Image00041 DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)" width="614" height="422" /></a></p>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00046.jpg"><img class="wp-image-2093 alignnone" title="Image00046" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/04/Image00046.jpg" alt="Image00046 DIECI ANNI DI NUMERI 2 (1/2)" width="614" height="410" /></a></p>
<p>Articolo di Francesca Avallone</p>
<p>Foto di <a href="http://www.zonkvolta.com">Volta</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>GionnyScandal: vi porto con me a Scandaland</title>
		<link>http://www.musicfriendlab.net/magmusic/2012/03/24/gionnyscandal-vi-porto-con-me-a-scandaland/</link>
		<comments>http://www.musicfriendlab.net/magmusic/2012/03/24/gionnyscandal-vi-porto-con-me-a-scandaland/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 14:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Band e gruppi emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.musicfriendlab.net/magmusic/?p=2043</guid>
		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" height="99" data-src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/03/6847674420_b9d7104f38_z-300x199.jpg" class="src-aHR0cDovL3d3dy5tdXNpY2ZyaWVuZGxhYi5uZXQvbWFnbXVzaWMvd3AtY29udGVudC91cGxvYWRzLzIwMTIvMDMvNjg0NzY3NDQyMF9iOWQ3MTA0ZjM4X3otMzAweDE5OS5qcGc= alignleft tfe wp-post-image" alt="" title="" />Sabato 17 marzo 2012 abbiamo incontrato il rapper GionnyScandal per parlare del suo secondo disco ufficiale dal titolo Scandaland, in uscita sotto etichetta Saifam. Gionny, parlaci un po' di questo nuovo album. Ho iniziato a scrivere Scandaland prima dell'uscita di Haters make me famous (il primo album, ndr), poi mi son fermato per il tour [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 17 marzo 2012 abbiamo incontrato il rapper GionnyScandal per parlare del suo secondo disco ufficiale dal titolo Scandaland, in uscita sotto etichetta Saifam.</p>
<p><a title="Gionny Scandal by Zonk Volta di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6847674420/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7038/6847674420_b9d7104f38_z.jpg" alt="6847674420 b9d7104f38 z GionnyScandal: vi porto con me a Scandaland" width="576" height="383" title="GionnyScandal: vi porto con me a Scandaland" /></a><br />
<strong>Gionny, parlaci un po' di questo nuovo album.</strong></p>
<p>Ho iniziato a scrivere Scandaland prima dell'uscita di Haters make me famous (<em>il primo album, ndr</em>), poi mi son fermato per il tour e ho ricominciato subito dopo.<br />
Scandaland è una metafora, il mio mondo, il mio parco giochi. Apri il cancello, entri e ci trovi le cose che mi succedono tutti i giorni.</p>
<p><strong>Presenta in due parole ogni pezzo presente nell'album.</strong></p>
<p><em>Scandaland</em> l'ho messa come intro e riassume un po' tutto il disco, chi ne fa parte e cosa ci troverete dentro.</p>
<p><em>Vivo lo stesso</em> con Dydo degli Hugaflame è ispirata a un fatto vero, la storia finita con la mia ex a causa di un duplice tradimento. In quella vicenda ho perso una ragazza e il mio migliore amico, ma ora sono qui con il mio secondo disco ufficiale, quindi vivo lo stesso, anzi vivo meglio.</p>
<p><em>Mio figlio</em> è il primo singolo uscito, un'aspettativa per come credo sarà mio figlio. Parlando con la mia ragazza del test e quelle robe lì è venuto fuori l'argomento...me lo sono immaginato e poi è un tema nuovo che non ha mai trattato nessuno, qui ho puntato sull'originalità.</p>
<p><em>Non dirlo a tua mamma</em> con Ghali Foh è un pezzo un pochino osè, l'I'm horny del disco. Si parla sempre e solo di ventenni quindi ci siamo detti: perchè non prendiamo le quarantenni? Si parla di Milf insomma!</p>
<p><em>Insomnia</em> prodotta da Fonzi Beat è il secondo singolo e parla di una ragazza che non mi fa dormire, l'insonnia stessa è incarnata in una ragazza. E comunque anche qui si parla di me perchè ogni notte faccio fatica a dormire e mi guardo Prison Break alle 4 perchè altrimenti non mi addormento.</p>
<p><em>Vallo a raccontare</em> prodotta da Exo parla di gente che mi viene a dire: "ho fatto questo, ho fatto quello" e alla fine non è vero.</p>
<p><em>Trust No One</em> con Diluvio è un pezzo che parla del fatto che non mi fido di nessuno.</p>
<p><em>E' una bugia</em> con Surfa, qui elenchiamo una serie di cose e poi nel ritornello sveliamo che è una bugia.</p>
<p><em>Tipo snob</em> è un pezzo in cui credo molto, il più significativo del disco. E' un paragone tra come mi vede la gente, ovvero "uno che se la mena", e come invece sono veramente. In pratica sono fatto di carne ed ossa anch'io e se non rispondo a tutti i messaggi che mi arrivano è solo perchè ne ricevo in media 400 al giorno.</p>
<p><em>Vita a righe e quadretti</em> prodotta da Slim racconta di come prima coi fogli di carta ci facessi gli aeroplanini a scuola, ora invece li uso per scrivere e mi danno da mangiare.</p>
<p><em>Quel posto non c'è</em> è il pezzo riflessivo del disco. Dov'è la felicità? Non c'è. Pero in qualche modo proverò ad arrivarci lo stesso. E' un messaggio di speranza.</p>
<p><em>Sono italiano</em> con Masta è nata così: in un momento in cui tutti parlano male dell'Italia io ho provato a parlarne bene, come una voce fuori dal coro.</p>
<p><em>Lingua lunga</em> non è porno, ma parla della gente che chiacchiera troppo.</p>
<p><strong>Raccontaci delle fasi di registrazione del disco.</strong></p>
<p>Sono andato a Torino a registrare Scandaland, è stata una prima volta perchè di solito registravo in studio da me. Una mini avventura di 3 giorni, è stato abbastanza pesante registrare 6 pezzi il primo giorno e 7 pezzi l'altro, mettendoci lo stesso impegno in tutti. Però poi la differenza si nota nel prodotto finale. C'è il lavoro di tanti professionisti che ti danno consigli, magari anche su dettagli che registrando per conto tuo non avresti mai notato.</p>
<p><strong>Si può vivere di rap agli inizi?</strong></p>
<p>Dipende da molti fattori, se sei sotto etichetta o no, quanti dischi vendi e quanti live fai. Io non ho fatto i soldi ma vivo meglio, con il live hai un introito che ti arriva subito, mentre col disco devi aspettare un po' di più.<br />
La cosa che mi dà più soddisfazione è vedere tante persone che cantano tutti i miei pezzi ai live perchè vuol dire che hanno anche il disco a casa.</p>
<p><strong>Possiamo dire che <em>Colpa dell'età</em> è il tuo pezzo più maturo?</strong></p>
<p>Si sicuramente è uno dei miei pezzi meglio riusciti, addirittura doveva essere il primo singolo di Scandaland, solo che quando uscì era passato troppo poco tempo da Haters make me famous e l'etichetta non poteva far già uscire un singolo del nuovo disco, quindi ho deciso di farlo uscire con un video separatamente dal disco. E la gente ha apprezzato. Poi ora ho fatto Insomnia e gli haters sono tornati alla carica.</p>
<p><strong>Le "20 mila paranoie allo specchio" quali sono?</strong></p>
<p>La mia paranoia più grande da artista è quella di scendere tutto d'un botto. Ho paura di essere una moda, tutti hanno paura di essere una moda. Collegata a questa c'è anche la paura che il rap non vada più in Italia.</p>
<p><strong>Preferisci un passaggio su Mtv o tante views su Youtube?</strong></p>
<p>Penso che il web stia surclassando la tv. Se prima i ragazzini tornavano da scuola e mangiavano davanti alla tele, ora vanno in camera e mangiano chattando.<br />
Quindi è più importante il consenso sul web, anche se come dice Fibra solo quando vai in tv sei affermato veramente. E poi la tv la guardano tutti.</p>
<p><strong>Anche tu?</strong></p>
<p>Qualcosa. Guardo Prison Break, anzi devo andare a comprarmi i dvd perchè non ce la faccio più ad aspettare un giorno da una puntata all'altra! E poi la guardo quando non ho niente da fare, in camera mi son preso il mio 42 pollici e zappo finchè non trovo qualcosa.</p>
<p><strong>La tua giornata tipo? Ti svegli al mattino e...</strong></p>
<p>Ehm...OGGI mi sono svegliato al mattino perchè dovevo venire qua e ho detto: "cazzo se mi alzo tardi non c'arrivo più!" Diciamo che di solito mi sveglio alle 2/2:30 del pomeriggio dato che vado a letto tardi. Poi mi alzo e mangio quello che trovo.</p>
<p><strong>Hai un'alimentazione sballatissima...</strong><br />
<a title="Gionny Scandal by Zonk Volta di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6993796675/"><img class="alignleft" src="http://farm8.staticflickr.com/7037/6993796675_85b3411497_z.jpg" alt="6993796675 85b3411497 z GionnyScandal: vi porto con me a Scandaland" width="381" height="640" title="GionnyScandal: vi porto con me a Scandaland" /></a><br />
Si, faccio la spesa per conto mio perchè mia nonna (con cui vivo) compra cose da vecchi tipo il minestrone! In realtà fa bene il minestrone però a me non piace quindi vado a comprarmi le robe mie: kinder, hamburger, patatine fritte...</p>
<p><strong>Una cosa che non manca mai nel frigo di Scandal?</strong></p>
<p>La Coca Cola. Quella deve esserci sempre. Se non c'è non bevo. Ieri ho bevuto l'acqua per la prima volta dopo 3 settimane...oh...era strana! Se vado a una festa non bevo la Coca, bevo l'acqua perchè per me è un diversivo. E poi la Red Bull. Però non bevo alcolici, sono l'unico rapper che non si fa le canne e non beve alcol!</p>
<p><strong>Cosa fai per divertirti?</strong></p>
<p>Mi basta anche la Play 3 con Fifa 12...non sono il tipo che va a ballare. Le discoteche non le capisco proprio, quella musica non mi piace. A volte vado al pub a Nova Milanese, a Milano non vengo spesso, non ho la patente...</p>
<p><strong>Nelle faccende di casa come te la cavi?</strong></p>
<p>Per fortuna le lavatrici non le faccio io, viene una signora... io comunque abito anche con tutti i miei zii, nello stesso stabile.</p>
<p><strong><em>I'm horny</em> che ha 600 mila views su Youtube ha la metà di "mi piace" e metà di "non mi piace" quindi veramente gli haters contribuiscono a renderti famoso...</strong></p>
<p>Sicuramente. Loro però non lo capiscono... e il primo disco ha venduto lo stesso, io d'altronde già lo sapevo.</p>
<p><strong>Hai qualche riferimento americano che influenza anche la tua produzione?</strong></p>
<p>Ascolto di tutto non solo rap, persino Katy Perry. Lo faccio per non farmi influenzare da nulla in particolare, poi mischiando tutto insieme rielaboro ed esce la mia musica. Uno dei miei idoli è T.Mills.</p>
<p><strong>Invece Pino Scotto spara cazzate...</strong></p>
<p>Si. E di sicuro penserà che l'ho detto in un mio pezzo per farmi pubblicità, ma in realtà non ne ho bisogno.</p>
<p><strong>Senti la responsabilità di dover stimolare i ragazzi a informarsi?</strong></p>
<p>Si, perchè la musica ormai è comunicare qualcosa, però stimolare qualcuno non è il mio lavoro. Lo fa Fedez, lo fa Bassi... Certo nel momento in cui dico qualcosa anch'io ne sono responsabile perchè la gente mi ascolta...</p>
<p><strong>Vai a votare?</strong></p>
<p>Si, per dire la mia, voto per chi la pensa più uguale a me. Comunque prima o poi ci sarà una ribellione civile, come in Libia.</p>
<p><strong>Sulla copertina del disco cosa ci dici?</strong></p>
<p>Ho lasciato libera scelta al grafico, il polipo è la parte di me che manda affanculo gli haters. Tra l'altro sono presenti alcuni messaggi subliminali nella copertina...</p>
<p><strong>Suoni qualche strumento?</strong></p>
<p>La chitarra, prima di fare rap facevo punk-rock, ma quella musica non mi portava da nessuna parte, in Italia non vende.</p>
<p><strong>Arriva prima il testo o prima il beat?</strong></p>
<p>Prima il testo. Magari ho un pezzo in mente e dico al beatmaker che voglio un beat comico, oppure depresso o d'amore col pianoforte. Poi scrivo il ritornello e dal ritornello arrivo al resto del testo.</p>
<p><strong>Lancia il tuo messaggio alla nazione.</strong></p>
<p>Comprate il disco invece di prendere le sigarette, che poi in realtà fumo anch'io però non diciamolo...</p>
<p><em>Scandaland nei negozi e su iTunes dal 27 marzo 2012</em></p>
<p>Intervista: Luca Zanoncelli (twitter @zanojr)<br />
Foto: <a href="http://www.zonkvolta.com">Zonk Volta</a></p>
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		<title>Intervista ai Gerson</title>
		<link>http://www.musicfriendlab.net/magmusic/2012/03/18/intervista-ai-gerson/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 21:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[gerson]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[punk]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/03/gerson-290x290.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Gerson by Zonk Volta" />Presentatevi ai lettori di MAGMUSIC! Ciao a tutti, siamo i Gerson. Io sono Paolo e canto, alla batteria abbiamo Sergio, Stefano al basso e ai cori e Steve chitarrista solista (ci tiene a sottoliearlo!) del gruppo oltre che corista. Raccontateci il vostro più bel concerto Ogni concerto è una piccola avventura e sono imparagonabili tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong style="font-size: large;"><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/03/gerson.jpg"><img class=" wp-image-2034 alignnone" title="Gerson by Zonk Volta" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/03/gerson.jpg" alt="gerson Intervista ai Gerson" width="576" height="351" /></a>Presentatevi ai lettori di MAGMUSIC!</strong></p>
<p>Ciao a tutti, siamo i Gerson. Io sono Paolo e canto, alla batteria abbiamo Sergio, Stefano al basso e ai cori e Steve chitarrista solista (ci tiene a sottoliearlo!) del gruppo oltre che corista.<br />
<strong></strong></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Raccontateci il vostro più bel concerto</strong></span></p>
<p>Ogni concerto è una piccola avventura e sono imparagonabili tra di loro!</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>La cosa più strana capitata alla band?</strong></span></p>
<p>Questa non l'avevo mai raccontata … Una volta stavamo rilasciando un'intervista per Rolling Stone e gli intervistatori erano un ragazzo ed una ragazza. Iniziano a fare le domande e mentre rispondiamo questi due iniziano a timidamente a pomiciare ... Noi continuiamo con le risposte e questi due erano quasi in petting, cose tipo mani nei pantaloni! Assurdo!</p>
<p>Un'altra cosa che non abbiamo mai detto in giro è che i Gerson hanno il rito della “mangiata” … Dopo ogni concerto ci informiamo per trovare la trattoria tipica della zona e pranziamo tutti insieme … questo momento per noi è molto importante, quasi come la musica ...</p>
<p><strong><span style="font-size: large;">La band con la quale vi piacerebbe dividere il palco almeno una volta nella vita</span></strong></p>
<p>Sarebbe bello fare un concerto con i Rancid, o con i Social Distortion. Più che altro ci piacerebbe fare parte ad un festival con tutti i crismi di un vero festival, magari con molte band anche internazionali che fanno punk-rock come noi. Siamo comunque felici di condividere il palco anche con gli artisti della scena nostrana.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Migliore band/artista nostrana?</strong></span></p>
<p>Negazione, Nerorgasmo … e i Fichissimi!</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>In definitiva: a chi vi ispirate?</strong></span></p>
<p>Non siamo di ispirazione metallara, amiamo il rock puro!</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>I Gerson da dieci anni di portano il punk in giro per l'Italia: tiriamo le somme.</strong></span></p>
<p>Bello! Per varie ragioni di chi produceva il gruppo abbiamo iniziato l'attività live vera e propria nel 2005. Con il secondo disco abbiamo iniziato l'attività più grossa, i primi anni sono serviti per scaldare i motori!</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Quando avete capito che il progetto Gerson funzionava?</strong></span></p>
<p>All'inizio ci sono stati molti momenti in cui pensavamo che non sarebbe andata, normale quando si mette su una band! Abbiamo cambiato un batterista a disco, da quando però è arrivato Sergio la situazione si è stabilizzata. Il suo esordio fu una data in Calabria, dodici ore di furgone e lui si sentiva lo psicologo del gruppo! Il locale era pieno e lui si è reso conto da subito che sarebbe andata alla grande con il resto della band.</p>
<p>Prima avevamo infatti un batterista con vari problemi … diciamo che l'arrivo di Sergio è stato come aprire il finestrino dopo una scoreggia …</p>
<p>Ai tempi abbiamo chiamato il disco “il Miracolo” proprio perché era un miracolo che fossimo ancora insieme nonostante il clima che il vecchio batterista andava creando. Eravamo ad uno spartiacque: da un lato eravamo molto felici di aver chiuso il contratto con la Tube Records ma allo stesso tempo c'era questo grosso freno che ci impediva di godere pienamente di questa cosa.</p>
<p>Una volta cambiato batterista l'atmosfera è decisamente cambiata.</p>
<p>Col tempo le idee sono diventate sempre più chiare e ragionate, siamo cresciuti anche nella gestione della band. Certo, ogni elemento che ha suonato nei Gerson ha dato qualcosa al gruppo, ma la condizione di stabilità che viviamo ora non l'avevamo mai provata prima.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Come vi vedete tra dieci anni?</strong></span></p>
<p>Dall'anno scorso siamo tutti trentenni … nella vita non si sa mai … nessuno ringiovanisce!<br />
Lavoriamo tutti ma fortunatamente da qualche anno il gruppo va avanti da solo, ci prestiamo “fisicamente” senza dover seguire personalmente gli sbattimenti.</p>
<p>Certo, ci piacerebbe essere ancora un musicisti … bisogna però vedere se ci saranno ancora le strutture … locali già oggi sono in difficoltà e la scena live ha avuto una grande flessione, basta vedere come ormai i locali al 90% sono solo sale da concerti, niente più pubblico indotto, tu vai lì è finito il concerto nel giro di dieci minuti il locale si svuota completamente.</p>
<p>Possiamo anche immaginarci tra dieci anni a suonare, se però la situazione continua così non credo ci saranno molte possibilità. L'impressione è quella che non ci sia più pianificazione, non è più come una volta e la figura dell'organizzatore di musica live è sparita.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Si stanno verificando clamorosi ritorni (Shandon, Pornoriviste, Derozer). Cosa ne pensate?</strong></span></p>
<p>Si spera che aiutino ad alimentare l'interesse per il genere. A noi può andare solo bene come cosa, la vediamo come un elemento positivo. Se torna la voglia di suonare insieme benvenga!</p>
<p>Ora l'attenzione sul punk-rock è molto bassa, certe reunion che contribuiscono all'interesse possono fare solo bene.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Conoscete bene la scena di Milano: indicateci i pro e contro.</strong></span></p>
<p>Quando abbiamo iniziato è stato abbastanza vantaggioso provenire da una città “di movimento” come Milano, anche se ora le distanze geografiche, con Internet, si sono decisamente assottigliate.</p>
<p>I contro della Milano odierna li notiamo nella perdita della vena romantica, di quei luoghi di socialità dove conoscere e condividere l'interesse per un genere o una band.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Due parole sul vostro ultimo album</strong></span></p>
<p>“Il fondo del barile” è un disco costante e ostinato. Avevamo pochi brani, idee quasi a zero e una pressione notevole da parte dell'etichetta. Abbiamo raschiato la fondina di quello che avevamo in quel momento a disposizione.</p>
<p>E' chiaro che i periodi compositivi vanno e vengono, ogni disco è la logica successione di quello prima.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Un paio di parole per ogni traccia del disco</strong></span></p>
<p><em>Con la linea della vita sul palmo interrotta</em></p>
<p>Brano composto in fase di registrazione, mai provato prima! In ogni circostanza ognuno ha le ore della vita contate e in quel preciso momento anche noi come gruppo ci sentivamo in quella situazione.</p>
<p><em>Il volo degli asini<br />
</em>Fotografia della situazione del momento.</p>
<p><em>Il fondo del barile<br />
</em>L'abbiamo raschiato noi come gruppo, ma anche la società odierna sta facendo la stessa cosa.</p>
<p>E' un periodo di”raschiamento”.</p>
<p><em>Grilli per la testa<br />
</em>Un conoscente di questo tipo lo abbiamo tutti!</p>
<p><em>Triste</em><br />
Triste affronta il tema di ciò che passa la tv. Siamo obbligati a vedere quello che il telecomando ci suggerisce. E' per coloro che si sentono vendicati dal Gabibbo e dalle Iene.</p>
<p><em>Fuori il prossimo</em><br />
Parla ai gruppi che si fanno abbindolare dal sottobosco di persone che si improvvisano manager, che promettono e non mantengono. Molti ascoltatori hanno interpretato però questo pezzo come critica ai talent show.</p>
<p><em>Ieri sera non dovevo bere</em><br />
Lo dice il titolo.</p>
<p><em>Il morso del cane</em><br />
Quando sei certo di avere qualcosa in mano e all'ultimo ti sfugge. E' la cosa che ci fa più incazzare.</p>
<p><em>Physique du Role</em><br />
E' una riflessione autobiografica...vai nei locali e vedi i manifesti delle cover band e ti accorgi che il livello è quello...e ti devi accontentare.</p>
<p><em>Ho perso</em><br />
Aspettative che non vanno come devono.</p>
<p><em>Carlo non farlo</em><br />
Un ragazzo che impazzisce!</p>
<p><em>Radio</em><br />
All'inizio era nata come comparazione tra i tempi della guerra e oggi, di come le situazioni siano molto diverse ma in fondo simili, perché anche oggi c'è gente che fa la fame.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>E' quasi passato un anno dal vostro ultimo lavoro: come procedono gli arrangiamenti dei nuovi pezzi?</strong></span></p>
<p>Stiamo lavorando per voi! Abbiamo già registrato già sette otto provini.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Trattate temi molto seri spesso con ironia: visione “tragicomica” della realtà?</strong></span></p>
<p>Personalmente consideriamo una “lagna” le canzoni che trattano i nostri stessi argomenti con fare incazzato … Noi cerchiamo di farlo con il sorriso, in maniera divertente. Come la commedia italiana, che ti faceva ridere di situazioni tragiche. Il messaggio arriva alla stessa maniera, solo che prende un'altra strada.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>“Dirlo in italiano è più difficile, ma anche più intenso”. Quanto influisce la scelta lessicale sul messaggio?</strong></span></p>
<p>Influisce pesantemente, le canzoni in inglese sono difficilmente comprensibili e usano sempre le stesse parole! Abbiamo una grande cura dei testi, siamo molto pignoli e abbiamo sentito l'esigenza sin da subito di veicolare un messaggio diretto, che arrivasse senza barriere lessicali o comunque in generale di linguaggio.</p>
<p>Inoltre, essendo difficilissimo trovare una linea politica comune, abbiamo deciso sin dall'inizio di non trattare temi politici. Noi arriviamo da percorsi diversi ed è quindi impossibile per noi parlare di politica!</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Che rapporto avete con il vostro strumento?</strong></span></p>
<p>Stefano e Steve sono maniaci del loro strumento, lo curano come se fosse il loro bambino ... Io (Paolo) e Sergio pensiamo che ogni strumento sia quello giusto per suonare ciò che ci piace!</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Il brano di cui andate più fieri e quello che “forse non ci è venuto proprio benissimo”?</strong></span></p>
<p>Sicuramente “Ottavio” è stata una sorpresa, non ce l'aspettavamo che diventasse uno dei momenti massimi dei live. Anche “Ho perso” sta dando un riscontro molto maggiore di quanto pensassimo dal vivo.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Un commento sulla situazione socio-economica italiana</strong></span></p>
<p>Stiamo vivendo uno spartiacque e vedremo cosa accadrà. Siamo di indole ottimisti.</p>
<p>Molti in realtà dimenticano che la storia è tutta una progressione che ci porta ad idealizzare il passato …<br />
Così ci si scorda del bene che troviamo nel presente.</p>
<p>Inoltre, sia nel privato che nel pubblico, un grosso problema è che coloro che prendono decisioni importanti sono vecchi almeno il doppio dei loro colleghi europei.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Paradossi italiani: potete citarne qualcuno?</strong></span></p>
<p>Noi tutti tendiamo a metabolizzare gli aspetti negativi dell' ”essere italiani” e a valorizzare quelli positivi.<br />
Se proprio dobbiamo trovare un “paradosso italiano” è che in Italia nessuno parla l'inglese!</p>
<p>In ogni caso non dobbiamo pensare all'estero come un paradiso, ci sono un sacco di pecche anche negli States ad esempio!</p>
<p>Dai, l'Italia non è così malaccio …</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Usate Internet per diffondere il vostro materiale?</strong></span></p>
<p>Certamente, ha il 100% dell'incidenza sulla promozione. Ormai non ci sono mezzi paragonabili. Sono dieci anni che i dischi non vendono più, adesso puoi avere il contatto diretto con le persone che sono interessate al tuo lavoro quindi fondamentale diventa il contatto virtuale con il pubblico. Ricordiamoci che parliamo a persone che sono sedute davanti ad un pc, quindi anche il volantinaggio in zona funziona ancora … diciamo che questo è uno strascico della promozione “vecchia maniera”, che se accostata ai nuovi media diventa uno strumento efficace di promozione e comunicazione per le band,</p>
<p>Internet ha inizialmente creato grossi problemi al mondo della musica, ha cambiato le carte in tavola ma di fatto grazie al cielo che esiste! All'inizio non è stato facile cambiare abitudine ma ora ci siamo dentro e ci piace. Oltre a questo, Internet ha livellato il mercato creando nicchie e permettendo una visione più democratica della musica al pubblico.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Nostalgia del supporto fisico?</strong></span></p>
<p>Alcuni di noi ascoltano ancora i vinili, quindi non abbiamo particolare nostalgia! Tra l'altro consideriamo il cd una fregatura: si riga, si smagnetizza … una bufala!</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Sito più cliccato?</strong></span></p>
<p>Youporn e siti di ricette!</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Avete budget illimitato, cosa chiedereste per il vostro show e il vostro palco?</strong></span></p>
<p>Sarebbe veramente figo suonare in un palco sul mare, con degli scivoli che scendono e materassini che fanno fare stage diving direttamente sul pubblico.</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Il messaggio dei Gerson alla nazione.</strong></span></p>
<p>Interessatevi non solo alle cose che avete sotto gli occhi e che ci propongono nel quotidiano, esiste un sottobosco molto interessante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Studio California, Milano.<br />
3 marzo 2012.<br />
Intervista e foto a cura di <a href="http://www.zonkvolta.com">Zonk Volta</a>.</p>
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		<title>Sanremo nell&#8217;era di Twitter</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 10:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Celebrità]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/02/ScreenHunter_01-Feb.-29-11.30-300x196.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Emma chiacchiera con i suoi fans su Facebook" title="Emma chiacchiera con i suoi fans su Facebook" />Causa. Le polemiche che girano ogni anno attorno al Festival e che invadono le pagine dei giornali non sono mancate nemmeno quest'anno, ma la vera novità sono le Twitter-cronache (e facebook-cronache). La kermesse ha generato non pochi cinguetii tra gli iscritti a Twitter, che hanno raccontato le esibizioni, le farfalline e i predicatori a modo loro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Causa. </strong>Le polemiche che girano ogni anno attorno al Festival e che invadono le pagine dei giornali non sono mancate nemmeno quest'anno, ma la vera novità sono le Twitter-cronache (e facebook-cronache). La kermesse ha generato non pochi cinguetii tra gli iscritti a Twitter, che hanno raccontato le esibizioni, le farfalline e i predicatori a modo loro. Questo ha poco a che fare con la musica, ma le polemiche a Sanremo la fanno da padrona.</p>
<p><strong>Effetto. </strong>Chi è iscritto ai social network commenta quotidianamente notizie, ma le elabora e può dare una nuova chiave di lettura alla notizia stessa: un nuovo significato su cui confrontarsi con gli altri utenti. Lo stesso vale per i commenti alle canzoni.</p>
<p><strong>Sanremo nell'era dei social network. </strong>Mettiamo caso che io non segua il Festival perchè non mi interessa, ma trovo nella home del mio profilo una serie di commenti su Sanremo; probabilmente a quel punto vorro dire la mia, fosse anche un “Io odio Sanremo”. Se qualcuno commenta il mio post potrebbe nascere un dibattito e un amico magari mi farà notare che non tutto il Festival è da buttare e potrebbe consigliarmi di ascoltare il brano di Bersani perchè è fuori dal coro. Mettiamo invece caso che io sia una patita di Sanremo e sul social network trovo il commento del mio cantante o conduttore preferito che parla bene di una canzone che a me non ha colpito; con ogni probabilità andrò a riascoltarla.<br />
<strong></strong></p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/02/ScreenHunter_01-Feb.-29-11.30.jpg"><img class="size-medium wp-image-2016 " style="margin: 5px;" title="Emma chiacchiera con i suoi fans su Facebook" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2012/02/ScreenHunter_01-Feb.-29-11.30-300x196.jpg" alt="ScreenHunter 01 Feb. 29 11.30 300x196 Sanremo nellera di Twitter" width="300" height="196" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p><strong>Siamo liberi.</strong> Tutto questo giro di parole per dire che finalmente siamo di nuovo attivi e non subiamo la musica (come le notizie in generale) e le polemiche ad essa connesse, come ci vengono proposte dai media. Non subiamo il Festival della canzone italiana, ma lo spulciamo fino a farne emergere delle nuove verità (non per forza affini a quelle dei media). Questo fenomeno a me sembra positivo, forse perchè non ho mai sopportato l'idea che si condannasse una vetrina della musica a priori, che siano talent o Festival. Siamo liberi di scoprire musica su Internet, in tv, a un Festival, a una manifestazione o nel negozietto sotto casa. Siamo talmente liberi che potremmo scoprire che la canzone che ascoltiamo di più in questo periodo è “Non è l'inferno” di Emma che ha vinto Sanremo ed è diventata famosa grazie ad “Amici”. Cosa cambia se quella canzone parla di qualcosa che il nostro paese sta vivendo e ha colpito le nostre corde? Niente.</p>
<p><strong>Cosa ci rimane di Sanremo. </strong>Canzoni e persone perchè le polemiche sono finite. Loredana Bertè con “Respirare” ha superato se stessa e si è messa in gioco contro le sue debolezze. Tutti da lei si aspettavano colpi di testa e invece è salita sul palco una donna molto concentrata e sensibile accompagnata da un amico che per lei ha scritto, Gigi D'Alessio. Abbiamo guardato con occhi diversi Arisa, come una cantante e non come un giullare. Lei quegli occhiali ha smesso di metterli, quando noi abbiamo cominciato; meno male perchè così quest'anno è stata vista lei e non il suo personaggio. “La notte” piace perchè è una canzone vera, che descrive senza filtri il distacco tra due innamorati. Le parole fegato e vomito non le usano certo i cantanti artefatti perchè non sono eleganti e suonano male, ma le ha cantate Arisa perchè parlava di un amore viscerale e le parole erano quelle giuste. Lucio Dalla ha capito forse quello che ancora non ha capito il pubblico. Pierdavide Carone è un bravo cantautore che, come Dalla, se ne guarda bene di utilizzare forme scontate di espressione. “Nanì” è un racconto dolcissimo e l'interpretazione è stata tra le più intense, ma Pierdavide va scoperto ed è più anonimo rispetto ad altri cantanti usciti dai talent. Chiediamoci come mai un cantautore come Lucio Dalla ci abbia servito un assist. La vincitrice Emma Marrone, che se avesse ringraziato alla premiazione come si deve Checco dei Modà, in questo Festival non avrebbe sbagliato un colpo. Secondo noi per dirlo in termini calcistici, la sua vittoria “ci sta”.</p>
<p><strong>Valori aggiunti. </strong>Nella serata dei duetti con le star internazionali si sono distinti i Matia Bazar che hanno portato sul palco Al Jarreau, un professionista d'altri tempi, una persona che sa cosa vuol dire emozionare un pubblico e che dovrebbe essere un esempio per tanti arroganti. Anche per Shaggy così la prossima volta non si presenta in scena scazzato e praticamente in “pigiama”, lui che di solito fa concerti da urlo. Patti Smith (con i Marlene Kunz) e Brian May (con Irene Fornaciari) hanno creato quei brividi che portano alla commozione. Tra i giovani meritavano Marco Guazzone e Celeste Gaia, che hanno hanno mostrato originalità, quell'elemento che dovrebbe far emergere le persone. Il nuovo spaventa? Il premio della critica poteva tranquillamente essere assegnato a Eugenio Finardi, senza nulla togliere all'ottimo Samuele Bersani. Perchè i versi “E tu lo chiami Dio, io non do mai nomi a cose più grandi di me” non sono cosa che verrebbe in mente a chiunque. Eugenio è un filosofo della musica.</p>
<p>Adriano Celentano ha usato Sanremo per dire la sua, facciamolo tutti così che le notizie non siano più a senso unico #sanremo #farfalla #predicatori.</p>
<p style="text-align: right;">Francesca Avallone</p>
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		<title>I soliti idioti e il trionfo dell&#8217;esperienza crossmediale</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 16:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Celebrità]]></category>
		<category><![CDATA[MagMusic]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sotto il palco]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm8.staticflickr.com/7147/6388993195_54f1777a42_z.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="I soliti idioti live @ Alcatraz 22/11/2011" title="" />A vedere in rassegna i personaggi portati in scena da Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli nel loro spettacolo teatrale “I soliti idioti - Comico-psichedelico tour” (Alcatraz Milano, 22 novembre 2011) sembra di assistere a un nuovo capitolo de I mostri, pellicola anni ’60 dove Gassman e Tognazzi interpretavano i vizi della società, con gag paradossali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A vedere in rassegna i personaggi portati in scena da Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli nel loro spettacolo teatrale “I soliti idioti - Comico-psichedelico tour” (Alcatraz Milano, 22 novembre 2011) sembra di assistere a un nuovo capitolo de I mostri, pellicola anni ’60 dove Gassman e Tognazzi interpretavano i vizi della società, con gag paradossali che rappresentavano l’italiano medio alle prese con diverse situazioni della quotidianità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="I soliti idioti live @ Alcatraz 22/11/2011 di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6388993195/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7147/6388993195_54f1777a42_z.jpg" alt="6388993195 54f1777a42 z I soliti idioti e il trionfo dellesperienza crossmediale" width="640" height="427" title="I soliti idioti e il trionfo dellesperienza crossmediale" /></a><br />
Allo stesso modo il duo milanese di MTV analizza sotto la lente del grottesco vari ambienti dell’italianità come potrebbe essere vista dall’esterno del nostro Paese: ci sono i preti, la ministra e la coppia da gay pride, orgogliosa del proprio essere omosessuale e desiderosa di far pesare alla società una diversità di cui nessuno gli chiede realmente conto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo show seppur infarcito di volgarità ed esasperazioni tipiche da cinepanettone, trae vigore dai numerosi tormentoni ripetuti a memoria da un pubblico in adorazione e dall’empatia alimentata da alcuni personaggi che scatenano un senso di amorevole protezione, come fossero incarnazione delle nostre più inconfessabili debolezze, da difendere strenuamente di fronte all’incedere della società.</p>
<p style="text-align: justify;">E così c’è l’impiegata delle poste, forte del suo piccolo ruolo di potere, che costringe lo sventurato giovanotto Sebastiano Credici a subire ogni tipo di angheria per portare a termine una semplice operazione che richiederebbe una manciata di secondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancano poi trovate sorprendenti, come l’idea di esordire tra il pubblico all’inizio dello spettacolo entrando in scena da una porta che dà sul parterre e la presenza dei Club Dogo che rappano assieme ai piccoli Niccolò e Gigetto nel celeberrimo sketch “Mamma esco”.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo è accompagnato da un’orchestra (tra le cui fila vi è anche Enrico Buttafuoco, partner di Mandelli nel duo brit-rock Orange) che però non prende mai possesso della scena e fa da semplice cornice alle gag e da riempitivo nei numerosi cambi di scena che, comunque, sono fulminei e non fanno perdere ritmo alla narrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La serata scorre via leggera, senza particolari emozioni o colpi di genio, in attesa del personaggio più acclamato e popolare della serie, l’ipercinico Ruggero De Ceglie così diverso dal figlio Gianluca, sensibile ed ingenuo; ed è proprio il paradosso della diversità ad innescare il meccanismo comico in buona parte delle situazioni surreali de “I soliti idioti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Mandelli e Biggio escono dalla tv per debuttare al cinema e nel farlo si servono di un elemento promozionale in più, quello dello spettacolo dal vivo, toccando con questo tour diverse zone dell’Italia e fagocitando ben tre medium diversi che si caricano a vicenda, dando vita a un’onnipresenza mediale che raggiunge idealmente qualsiasi spettatore.</p>
<p style="text-align: justify;">La televisione però prevarica gli altri media e sul finale il “Nongiovane” Mandelli imbraccia la sua chitarra (la stessa utilizzata nel tour con gli Orange) e propone una sintesi musicata dello show che altro non è che una sigla, senza titoli di coda, di un programma tv trapiantato a teatro.</p>
<p style="text-align: right;">Luca Zanoncelli</p>
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		<title>10 anni di Rock Tv</title>
		<link>http://www.musicfriendlab.net/magmusic/2011/12/10/10-anni-di-rock-tv/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 11:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MagMusic]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sotto il palco]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm8.staticflickr.com/7006/6482936977_549a3ac6a4_z.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Shandon (reunion 2011) live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY" title="" />Il 1 Dicembre 2001, in un panorama nazionale dominato da MTV e dalla diffusione quasi esclusiva di musica commerciale e mainstream, nasceva un’alternativa per tutti gli appassionati del rock e di tutti i suoi sottogeneri, dal black metal al punk: ROCK TV. All'Alcatraz di Milano ROCK TV ha festeggiato il traguardo dei dieci anni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il 1 Dicembre 2001</strong>, in un panorama nazionale dominato da MTV e dalla diffusione quasi esclusiva di musica commerciale e mainstream, n<strong>asceva un’alternativa per tutti gli appassionati del rock e di tutti i suoi sottogeneri</strong>, dal black metal al punk: ROCK TV.</p>
<p style="text-align: justify;">All'Alcatraz di Milano ROCK TV ha festeggiato il traguardo dei dieci anni di età.</p>
<p style="text-align: justify;">A celebrare l’evento un <em>parterre</em> di artisti composto da<strong> Africa Unite, Apres la Classe, Casino Royale, Extrema, Marta sui tubi, Omar Pedrini, Persiana Jones, PFM, Rezophonic, Stef Burns, Shandon, Sud Sound System, The Last Fight, Vallanzaska, Vanilla Sky e naturalmente l’immancabile Pino Scotto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’evento si è svolto sotto la conduzione di <strong>Alteria</strong> (del duo di conduttrici del programma Database Ketty&amp;Alteria, nonché cantante del gruppo No More Speech), che non ha fatto certo rimpiangere le tante vallette e presentatrici patinate che siamo abituati a vedere in televisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Pubblico numeroso ed entusiasta sotto al palco, composto in gran parte da giovani, ma si è intravisto anche qualche vecchio rockettaro “over 50” che non è voluto mancare all’evento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Particolarmente degne di nota le esibizioni di Omar Pedrini</strong>, ex leader e frontman dei Timoria, che ha rispolverato il suo vecchio successo Senza Vento,<strong> dei Vallanzaska</strong>, storico gruppo della scena ska italiana, dei milanesi Extrema con il loro thrash metal senza tempo, dei Vanilla Sky e di Stef Burns, forse meglio noto per essere il chitarrista di Vasco Rossi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualcuno avrà sentito la mancanza di Enrico Ruggeri, forse il più noto al grande pubblico tra i nomi presenti in scaletta, annunciato assieme a Marta sui tubi ma che alla fine non è apparso sul palco. </strong>Una menzione speciale va ai <strong>PFM</strong>, formazione che ha fatto la storia del rock progressivo in Italia e che dopo oltre 40 anni di carriera è presente ancora e più che mai nella scena musicale, ed è ancora in grado di emozionare sia i fans più “attempati”, sia i giovani che non erano ancora nati quando già erano all’apice del successo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A chiudere la serata l’idolo del pubblico di Rock TV, Pino Scotto,</strong> che accompagnato dalla sua band ha riproposto alcuni pezzi dall’ultimo album Buena suerte, e come suo solito non ha mancato di elargire alla platea alcune sue perle di saggezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Un evento durato oltre quattro ore, quattro ore di rock vero e genuino, quattro ore per dimostrare che c’è ancora una larga fetta di pubblico che è ancora capace di appassionarsi a gruppi e generi musicali non propriamente mainstream, ma che fanno musica con cuore e con passione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avanti così, ROCK TV. Ti aspettiamo per il ventesimo compleanno, sempre con lo stesso entusiasmo!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Articolo a cura di Stefano Zanotti</p>
<p style="text-align: justify;">Foto di Zonk Volta</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Shandon (reunion 2011) live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482936977/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7006/6482936977_549a3ac6a4_z.jpg" alt="6482936977 549a3ac6a4 z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Shandon (reunion 2011)</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;"><a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" title="Extrema live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482936381/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7154/6482936381_bdf0e5bc6b_z.jpg" alt="6482936381 bdf0e5bc6b z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dd class="wp-caption-dd">Extrema</dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Vanilla Sky live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482934877/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7033/6482934877_8556ffd80e_z.jpg" alt="6482934877 8556ffd80e z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Vanilla Sky</dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Alteria on stage live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482933373/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7003/6482933373_5b29ccf51c_z.jpg" alt="6482933373 5b29ccf51c z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Alteria</dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Shandon live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482932885/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7023/6482932885_ecc6a9e242_z.jpg" alt="6482932885 ecc6a9e242 z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Shandon (reunion 2011)</dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Bunna &amp; Madaski (Africa Unite) live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482930325/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7154/6482930325_17744c88ab_z.jpg" alt="6482930325 17744c88ab z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Bunna &amp; Madaski (Africa Unite)</dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="PFM live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482928879/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7150/6482928879_dc595fe656_z.jpg" alt="6482928879 dc595fe656 z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">PFM</dd>
</dl>
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<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Ketty, Eva Poles, Pier (Velvet) &amp; Alteria live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482928447/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7011/6482928447_32827a0fcf_z.jpg" alt="6482928447 32827a0fcf z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Ketty, Eva Poles, Pier (Velvet) &amp; Alteria</dd>
</dl>
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<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Ketty, Eva Poles &amp; Alteria live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482927909/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7033/6482927909_707110873c_z.jpg" alt="6482927909 707110873c z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Ketty, Eva Poles &amp; Alteria</dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Mario Riso live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482926913/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7027/6482926913_38da60c101_z.jpg" alt="6482926913 38da60c101 z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Mario Riso presenta il progetto Rezophonic</dd>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="" class="wp-caption alignnone" style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Pino Scotto live @ Alcatraz-1/12/2011-10TH ROCK TV BIRTHDAY PARTY di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6482933839/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7164/6482933839_5b601cbbca_z.jpg" alt="6482933839 5b601cbbca z 10 anni di Rock Tv" width="615" height="415" title="10 anni di Rock Tv" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Pino Scotto</dd>
</dl>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Intervista ai NOTIMEFOR</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[MagMusic]]></category>
		<category><![CDATA[Dress up to get down]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm7.static.flickr.com/6019/6301894013_0b6ee72dcb_z.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Intervista ai NOTIMEFOR" title="" />Milano, sabato 22 Ottobre 2011, ore 11:00. Studio California. Popi si stupisce del suo arrivo in orario. È infatti il primo dei cinque ospiti (a seguire, in ordine sparso, ci raggiungono James, Alvin, Fortu e Pizzo) che incontreremo stamattina, a distanza di due anni. Stiamo parlando dei NOTIMEFOR. Ricordate? Nel 2009 erano sempre in cinque, ma con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Milano, sabato 22 Ottobre 2011, ore 11:00. Studio California. Popi si stupisce del suo arrivo in orario.</strong> È infatti il primo dei cinque ospiti (a seguire, in ordine sparso, ci raggiungono James, Alvin, Fortu e Pizzo) che incontreremo stamattina, a distanza di due anni.</p>
<p>Stiamo parlando dei <strong><a title="Notimefor su Facebook" href="https://www.facebook.com/notimefor" target="_blank">NOTIMEFOR</a></strong>. Ricordate? Nel 2009 erano sempre in cinque, ma con due componenti diversi. In questi settecento e passa giorni ne è passata di acqua sotto i ponti. <strong>Oggi vogliamo fare il punto della situazione, interrogarli sul loro ultimo tour in Russia e il loro ultimo EP, "Happy Youth"</strong>.</p>
<p>Ve li proponiamo così, "senza filtro", per un'intervista che ben presto si è trasformata in una chiacchierata che ha toccato temi più ampi.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption " style="width: 625px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a title="Intervista ai NOTIMEFOR di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6301894013/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6019/6301894013_0b6ee72dcb_z.jpg" alt="6301894013 0b6ee72dcb z Intervista ai NOTIMEFOR" width="615" height="415" title="Intervista ai NOTIMEFOR" /></a></dt>
</dl>
<address class="wp-caption-dd">I NOTIMEFOR rispondono ai microfoni di MAGMUSIC. Da sx: Fortu, Alvin, Popi, James e Pizzo.</address>
</div>
<hr />
<h1><span style="color: #ee113d; font-size: xx-large; font-family: 'andale mono', times;"><em>"La musica è arte, espressione di se stessi. Per questo secondo me è una cosa senza regole, non ci sono leggi, nè come farla nè cosa devi fare. Non hai limiti"</em></span></h1>
<hr />
<h2><strong>Ciao ragazzi, e benvenuti negli studi di MAGMUSIC!. Che ne dite, come aperitivo, di fare una breve presentazione per chi non vi conosce?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Popi.</strong> Siamo i Notimefor, siamo un gruppo pop punk, almeno così dicono. Suoniamo dal 2006 e siamo in cinque ragazzi. Siamo presi bene.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Nell'ultimo vostro tour vi siete spinti fino in Russia. Come descrivereste questa esperienza in cinque parole? </strong><strong>E in cinque parole in inglese? (potrebbe diventare il titolo di una vostra nuova canzone!)</strong></h2>
<blockquote><p><strong>Alvin</strong>. Pazzia, casualità, stupendo, Vodka e "Siski", che in russo vuol dire "tette". In inglese... Vodka, Shows...The-Greatest-tour-Ever-Done!</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>La situazione più “stronza” in cui vi siete trovati?</strong></h2>
<blockquote><p><strong>Pizzo</strong>. Con i cinesi. Eravamo in un locale a Mosca a fare dj set e alla fine della serata non volevano darci il cachet. Io ero un po' ubriaco, il nostro tour manager pure e quindi abbiamo fatto un po' di casino nel locale.</p></blockquote>
<p><strong>Prosegue Alvin</strong>.</p>
<blockquote><p><strong></strong>Ci siamo anche trovati a piedi mentre stavamo andando in Francia. Stavamo andando a suonare a Parigi e nel bel mezzo della notte, o meglio <em>nel bel mezzo del cammin di nostra vita ci ritrovammo fermi in autostrad</em>a. Ci siamo trovati fermi di notte, proprio dietro a una curva, con le macchine che andavano a 36.000 all'ora di fianco a noi. Alla fine ci siamo fermati lì e abbiamo chiamato la polizia. Ci hanno detto di stare fuori dal perimetro dell'autostrada, vista anche la nebbia, dopo un po' sono venuti a prenderci. In pratica il problema si è posto perchè abbiamo finito la benzina. Il contachilometri era rotto e quindi andavamo a calcolo. Era notte, non ci abbiamo pensato e questa cosa ci è costata tipo sui trecento euro. Siamo andati a suonare in perdita. Alla fine però ci siamo divertiti!</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>La situazione che vi ha fatto pensare: “io resto qui”?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong></strong>Alvin</strong>. Quando siamo andati ad Amsterdam. In generale ogni volta che usciamo dall'Italia, magari non l'ho pensato in Russia. E mi fermo qui. Non perchè sia un brutto posto, ma perchè è davvero lontana dai limiti del senso compiuto. In linea di massima sempre, quando ci troviamo all'estero.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Capita mai di alzarvi la mattina e di fa pensare “sto realizzando qualcosa di grande”?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong></strong>Pizzo</strong>. Se sono ancora qui è perché penso di fare non tanto grandi, ma belle cose. Mi alzo la mattina e sono felice, soprattutto quando dobbiamo andare a suonare.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Cosa vorreste restasse dei NTF tra quindici anni (2026)?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong></strong>Popi</strong>. Dei bei dischi da ascoltare. E poi il ricordo di un gruppo che aveva voglia di fare. Mi piacerebbe a posteriori essere ricordato in modo positivo come gruppo,  non per forza perchè stiamo facendo la rivoluzione di qualcosa, non proponiamo nulla di nuovo, ma per il modo sincero in cui lo proponiamo.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Come vi immaginate di essere tra quindici anni?</strong></h2>
<blockquote><p><strong>Popi</strong>. Contenti e felici, come adesso. Non so cosa faremo, le nostre vite dove ci porteranno, ma sicuramente in "gaina" (gaina: termine gergale per indicare uno stato festaiolo)</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Cos'è la musica?</strong></h2>
<blockquote><p><strong>James.</strong> La musica è arte, espressione di se stessi. Per questo secondo me è una cosa senza regole, non ci sono leggi, nè come farla nè cosa devi fare. Non hai limiti. Purtroppo tante volte viene incanalata da certe cose tipo i soldi e la fama. Bisogna invece provare a tenere la parte più sincera della musica e fare solo quello che ti senti di fare.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Vi apparterrà per sempre?</strong></h2>
<blockquote><p>Sicuramente è difficile e non è una cosa che puoi programmare come tante altre. È un mondo molto difficile! Io personalmente suono con loro e poi suono la batteria su tante cose diverse. Non ho solo un gruppo quindi spero che la musica rimanga in qualche modo sempre con me. Anche se dovessi tornare a fare il magazziniere, una volta a casa suonerò. Perchè è una cosa che mi mancherebbe. Sarebbe come se la mia giornata non fosse completa, senza la batteria.<strong> </strong></p></blockquote>
<p><strong>Prosegue Alvin.</strong></p>
<blockquote><p><strong><strong></strong></strong>Non so cosa farò tra quindici anni, se suonerò o non suonerò. Che la mia attività sia scrivere, disegnare o suonare con i Notimefor la musica non puoi toglierla. Sono certo che la musica farà parte di quello che faccio. La musica è un mondo in cui sto bene, non riesco a farne a meno. Va di pari passo con qualsiasi altra mia attività.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>La serata del tour da ricordare.</strong></h2>
<blockquote><p><strong>Fortu.</strong> A livello di show Vologda e Vornezh. Nella prima il nostro tour manager teneva i ragazzini ai lati del palco perchè erano troppi quelli che si volevano buttare nel crowd-surfing. Quella è stata una serata in cui sul palco ero felice, sentivo proprio l'emozione del pubblico.</p></blockquote>
<hr />
<h1><span style="color: #ee113d; font-size: xx-large; font-family: 'andale mono', times;"><em>"Abbiamo sempre ragionato a bandierine, non avendo nessun canale grosso che ci spinge a prescindere. Perciò se noi non facciamo niente, il gruppo non fa niente. È tutto in relazione a quanto ci impegniamo noi"</em></span></h1>
<hr />
<h2><strong>"Notimefor Issues", un progetto video giunto al settimo episodio. Quanto vi aiuta a spingere la vostra carriera?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong></strong>Popi</strong>. Le Issues sono un'ottima idea che abbiamo avuto due anni fa.  Che ci spingano a fa crescere il numero di fan, quello non lo so però possono dare una <em>view</em> carina su come siamo noi e su quello che viviamo. Abbiamo finito la prima serie di Issues che sono sette e partiremo con dei nuovi episodi che vorremmo fossero mensili. Ci saranno delle novità tipo gli “high-moment”, con situazioni un pò diverse.</p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin</strong>. Noi abbiamo sempre documentato quello che facevamo, senza avere l'idea di pubblicarlo. Abbiamo sempre avuto il nostro amico Guido che veniva con noi (che salutiamo). Avevamo sempre un occhio esterno che ci seguiva. Magari la sera torni dal tour, ti fai una serata con gli amici e metti su qualche video, e giù tutti a ridere. Poi mio fratello Ariel è interessato al montaggio e gli ho chiesto di montare qualche episodio con il girato di Guido. Sono delle compilation di noi in giro. Guido è l'occhio esterno. Fa tutto con noi. Nelle nuove Issues a me piacerebbe concrettizzare e sottolineare di più questa cosa, ovvero tutto più concentrato sul suo occhio. Perchè lui fa la festa con noi, al concerto è con noi, si ubriaca con noi. È incazzato come noi se ti si rompe il furgone, con la differenza che registra. La visione è la sua. Quindi sarebbe bello sottolineare questo aspetto, che lui riprende non i Notimefor come band, ma riprende la sua vita insieme a noi, che siamo i suoi amici. Non è un cameraman che riprende una band nei momenti più importanti, ma un amico che è in giro con il gruppo e potrebbe fare un reportage per qualsiasi cosa. Ovvero i documenti che ha lui per esempio sulla Russia non sono di un gruppo in tour, ma sono di cinque amici che vanno in giro, che litigano, che si divertono, che mangiano, che fanno feste.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Una vostra caratteristica è la longevità. Pensate che “costruire” una carriera sia importante?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Popi. </strong>Sono cose fondamentali prima di tutto per essere credibili. Poi per quanto riguarda la carriera, sì è un percorso, quindi tutte le cose che fai si aggiungono a questo percorso.</p>
<p><strong><strong><strong><strong></strong></strong></strong>Alvin</strong>. Abbiamo sempre ragionato a bandierine, non avendo nessun canale grosso che ci spinge a prescindere. Perciò se noi non facciamo niente, il gruppo non fa niente. È tutto in relazione a quanto ci impegniamo noi. Poi i colpi di fortuna ci sono a volte, o al contrario le sfighe che spesso sono di più. Ragioniamo a bandierine anche a livello geografico, per esempio questo tour in Russia è stato un mattone in più rispetto al tour dell'anno scorso. Cerchiamo sempre di espanderci, ci vuole la nostra spinta personale.<strong> </strong></p>
<p><strong><strong></strong>Fortu. </strong>Anche riguardo ai singoli aggiornamenti sul web. È una cosa che quotidianamente portiamo avanti. Le cose non vanno fatte a pezzi, far passare troppo tempo tra una cosa e l'altra. L'impegno costante deve arrivare a essere spontaneo. Altrimenti non serve a niente.</p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin.</strong> Il gruppo esiste dal 2006. È una crescita e un evoluzione per ognuno di noi, un continuo cambiamento. Con gli aggiornamenti facciamo capire che quello che avviene è frutto delle menti del gruppo. Se deve uscire l'ep cerchi anche di far vedere come stiamo in studio. L'ultimo lavoro per esempio lo abbiamo fatto in regime di home-recording e non è una cosa nascosta. Dalle Issues si vede come lavoriamo, che tipo di scelte facciamo. Questo è importante soprattutto per chi non ci conosce personalmente.</p></blockquote>
<hr />
<p><a title="Intervista ai NOTIMEFOR di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6301896439/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6054/6301896439_56b42f922f_z.jpg" alt="6301896439 56b42f922f z Intervista ai NOTIMEFOR" width="615" height="415" title="Intervista ai NOTIMEFOR" /></a></p>
<hr />
<h1><span style="font-family: 'andale mono', times; color: #ee113d;"><em><span style="font-size: xx-large;">"L'ep Happy Youth è stato un promemoria, un sintomo di qualcosa che è in evoluzione"</span></em></span></h1>
<hr />
<h2><strong>Parlateci brevemente del nuovo EP.</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Popi</strong>. "Happy Youth" è un ep abbastanza veloce, deciso. Non è affrettato anche se quando è stato rilasciato è uscito in termini un pò veloci, proprio da un punto di vista tecnico, di come è stato realizzato. Abbiamo avuto dei problemi quando abbiamo ricevuto i brani in ritardo e abbiamo mandato subito in stampa. Se c'è da dire che è il lavoro perfetto dei Notimefor, la risposta è no, non ancora perchè ci sono delle cose che tutti cambieremmo. I pezzi sono stati scritti nell'arco di tempo di un anno, quindi il lavoro di composizione dietro c'è. Ci hanno dato una mano gli ex componenti della band. Gli arrangiamenti sono anche loro. È veloce, poteva esserlo ancora di più perchè non ci spaventa. È quello che siamo adesso noi, anche se in realtà stiamo cambiando ancora.<strong> </strong></p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin</strong>. Secondo me è un ep che ha le pretese da ep. Come il dito piccolo deve fare da dito piccolo e il dito grosso da dito grosso. È una cosa che andava fatta. Comunque noi avevamo pubblicato un disco nel 2009 e ci siamo trovati alla fine del 2010 a pensare "ok arriva un altro anno e noi non stiamo facendo niente di nuovo". Non abbiamo mai smesso di suonare in giro dall'album alla stesura dei nuovi pezzi dell'Ep, quindi non ci siamo trovati a casa un anno a far niente. Comunque era arrivato il momento di far qualcosa di nuovo, anche perchè passa il tempo e diventi grande, ti inizia a crescere la barba, inizi ad ascoltare anche altre cose. Non dobbiamo mai dimenticarci di essere un gruppo e quindi l'ep “Happy Youth” è stato per noi un altro passo importante. Sono sei pezzi, l'Ep ha una vita più breve di un disco, ma serve anche a noi per ricordarci di non star fermi. Infatti adesso stiamo preparando il nuovo lavoro.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Cosa ha aggiunto “Happy Youth” alla vostra discografia?</strong></h2>
<blockquote><p>Come dicevamo è stato un promemoria e sintomo di qualcosa che è in evoluzione. Se vi aspettavate dall'ep un disco come quello di prima siete rimasti delusi, se vi aspettate il prossimo album come “Happy Youth” rimarrete delusi. Se invece siete come noi, che consumate diversi tipi di musica e vi piace vedere che un gruppo è vivo, cambia e si evolve, vi piacerà.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>La canzone di cui andate più fieri?</strong></h2>
<blockquote><p> 666, all'unanimità.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>E quella che “<em>mi aspettavo venisse un po' meglio</em>”?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin</strong>. High 5. Nel suonarla live abbiamo sistemato l'arrangiamento, ci abbiamo aggiunto qualcosa. Quando riascolti i pezzi ti viene in mente “potevo aggiungere la chitarra lì ecc...”. Non per questo la rifaremmo.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>“Happy Youth”: un messaggio positivo.</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin</strong>. Siamo ancora giovani e felici. Qualunque persona se fa quello che fa con convinzione e passione è contenta. Sotto a questo titolo si nasconde anche un pò di malinconia, soprattutto pensando a quello che sta accadendo attorno a noi: scuola, precariato e vari temi attuali. È anche una provocazione chiamare un album così. Nell'ep c'è una canzone che si chiama Wasted Youth, come a dimostrare lo scontro che c'è in questo momento. Anche le grafiche giocano su questa contrapposizione. C'è una barra sopra Wasted, per cancellarlo ma senza inserire al suo posto Happy. Abbiamo giocato su queste due parole contrapposte. Dopo che è uscito il nostro ep abbiamo notato che tra l'altro è stato un anno caratteristico per “Youth”, tante canzoni e dischi usciti contenevano questa parola. Probabilmente è un anno dove si parla della gioventù. È un concetto che quest'anno è stato comune senza mettersi d'accordo.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Il sound risulta più hardcore punk e meno patinato rispetto all'ultimo lavoro.</strong></h2>
<blockquote><p>Rispondono <strong>Popi e Alvin</strong>. Il precedente album era sicuramente più patinato o glitterato come dici tu, ma per volere della produzione. Sulla composizione la nostra linea è sempre stata abbastanza chiara, poi ovviamente in fase di registrazione e nella scelta dei suoni la produzione può voler dare un'impronta diversa. Un'immagine curata ci appartiene ancora oggi, ma per quanto riguarda il suono, cose come il vocoder non fanno più parte di noi.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Come distribuite il vostro prodotto? </strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin</strong>. Big Cartel (<a href="http://notimefor.bigcartel.com/">http://notimefor.bigcartel.com/</a>) per comprare il cd fisico, Itunes pe la versione digitale. Si può anche scaricare gratis anche su quei blogspot che trattano di pop-punk.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Non c'è nostalgia dei vecchi canali di distribuzione? Quando i dischi venivano “ascoltati” e comprati per davvero?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong></strong>Pizzo.</strong> Nostalgia no, sono cambiati i tempi e adesso le persone scaricano!</p></blockquote>
<hr />
<h1><em><span style="color: #ee113d; font-size: xx-large; font-family: 'andale mono', times;">"Ora mi sembra che la musica dal vivo sia un pò meno apprezzata di qualunque serata electro, dubstep, garage ecc. Forse la sera la gente preferisce dire “mi vado a spaccare” ad un evento, piuttosto di andare a vedere un concerto"</span></em></h1>
<hr />
<p><strong style="font-size: 20px;">Non vorresti che la tua musica venisse ascoltata con più "attenzione"?</strong></p>
<blockquote><p><strong>Pizzo.</strong> Sicuramente sì. Infatti come dicevamo prima se uno vuole comprare il disco lo compra, altrimenti se lo scarica. Non la chiamerei però nostalgia.<strong> </strong></p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Popi</strong>. Si ha forse più nostalgia dell'oggetto che del modo di consumare la musica. Io per esempio ho più nostalgie delle cassette. Nostalgia del <em>feticcio</em>.</p>
<p><strong><strong><strong><strong></strong></strong></strong>Alvin. </strong>Quando abbiamo cominciato a poter ascoltare la musica che volevamo, cercandola su internet e non ci siamo più trovati ad ascoltare quella che si trovava nei negozi di dischi non è stato male. Il <em>feticcio</em> ha la sua importanza anche perchè non è bello nemmeno ridurre tutto all'ascolta di una canzone dal video di Youtube. A tutti piace l'idea del supporto, toccare, guardare e sentire l'odore della carta, ma non siamo assolutamente contro a quella che è stata l'evoluzione. Siamo pro.</p></blockquote>
<h2><strong>Sembra che l'avvento del digitale abbia messo una croce sul vecchio concetto di “band musicale”. Siete d'accordo?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Popi.</strong> Più che il concetto di band è il concetto di serata che è cambiata, con l'avvento della musica elettronica. Se prima c'erano i gruppi cover che magari portavano tanta gente o con il tuo gruppo facevi il tuo show ora mi sembra che la musica dal vivo sia un pò meno apprezzata di qualunque serata electro, dubstep, garage ecc. Forse la sera la gente preferisce dire “mi vado a spaccare” ad un evento, piuttosto di andare a vedere un concerto, che è poi come dire “vado a teatro” o “vado a una mostra”. Non so perchè, forse è più ignorante come serata?</p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin</strong>. È semplicemente più facile. Vai prendi un drink, fai pubbliche relazioni, dura di più perchè stai anche tre ore. C'è il remix del pezzo che ti piace. La cosa bella sarebbe avvicinare queste due cose.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Come avete creato la vostra nicchia?</strong></h2>
<blockquote><p><strong></strong><strong><strong><strong></strong></strong>Popi</strong>. Con la cura dell'immagine e rispondendo alle persone che ti scrivono. Rispondere a prescindere agli utenti anche se non li abbiamo mai conosciuti. Fin ora siamo riusciti a gestire il rapporto senza problemi. È la nostra attitudine.</p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin. </strong>Dovessimo un giorno avere un numero assurdo di fan, allora magari sarebbe più complesso. Accostarsi a un gruppo è condividere. A nostra volta seguiamo altri gruppi che ci piacciono. Se alle persone piace quello che facciamo vanno su Facebook, ci conoscono meglio, trovano i nostri video e li condividono e magari cominciamo a piacere anche ad altri. È tutta questione di condivisione che non porta nemmeno via tempo. È un' azione rapida.</p></blockquote>
<hr />
<p><a title="Intervista ai NOTIMEFOR di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6302421334/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6049/6302421334_6ce24880f5_z.jpg" alt="6302421334 6ce24880f5 z Intervista ai NOTIMEFOR" width="615" height="415" title="Intervista ai NOTIMEFOR" /></a></p>
<hr />
<h2><strong>Ascoltate la radio?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Popi. </strong>Sì in macchina.</p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin.</strong> Io non l'ascolto mai. Non mi piace farmi imporre musica, piuttosto mi faccio io la mia playlist, andando su internet e scoprendo anche gruppi nuovi, così come faceva un tempo la radio che scopriva le nuove band.</p>
<p><strong>James.</strong> Alla radio ti martellano sempre con le stesse cose.</p>
<p><strong><strong></strong>Fortu. </strong>Io entrambe le cose, internet e radio. Spesso ascolto dibattiti alla radio. Non sopporto il rock da radio, tipo i Nickelback.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>E le web radio?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Fortu. </strong>Io sì ne ascolto tante.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin. </strong>Io ascolto mixtape o podcast, con tanti gruppi, tipo compilation.</p>
</blockquote>
<hr />
<h2><strong>Attualmente la migliore punk-band italiana è?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin.</strong> Come gruppi nuovi i Verme.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>A</strong><strong>rtista rap?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Popi</strong>. I più bravi rimangono sempre i Club Dogo, soprattutto i primi dischi.</p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin</strong>. Noi siamo di Milano e abbiamo avuto modo di seguirli da sempre. Tutto il percorso che hanno fatto può essere discutibile, ma rimangono i migliori. E poi il nostro amico Trapped che se si impegna e prosegue su questa strada secondo noi farà belle cose. Sai ci sono tanti talenti che poi non vanno avanti, dipende da tante cose, anche da una dose di fortuna. Lui ha quell'attitudine vecchia scuola su tematiche giovani.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Pop?</strong></h2>
<blockquote><p><strong>All'unanimità</strong> Cesare Cremonini.</p>
<p><strong><strong></strong>Pizzo</strong>. Io ho "Squerez" originale!</p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Fortu.</strong> Anche Max Gazzè.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Ognuno di voi suona uno strumento. Che rapporto intercorre tra voi e loro? Siete abitudinari e gelosi o lo strumento non è di primaria importanza?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin. </strong>Sto scoprendo il gusto del suono del basso (fuori onda...ridacchiano i compagni “meno male...dopo dieci anni che suoni!”). In generale se suoni il pop-punk easy attacchi un buon basso e suoni, tipo un Fender. Andando avanti, cambiano anche i tuoi ascolti. Con il digitale addirittura attacchi una chitarra e la fai suonare come un basso. Ogni strumento ha la sua particolarità. Io al mio basso sono legato. Gli voglio bene!</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Ti è mai capito di dover cambiare basso perchè avevi rotto il tuo e non trovarti a tuo agio?</strong></h2>
<blockquote><p>Mi è successo esattamente il contrario. Io ho suonato per due anni con un altro basso perchè il mio era rotto, ho spaccato il manico facendo l'imbecille, facendolo girare. Tra l'altro dove, non in una mega arena davanti a migliaia di persone, ma in camera mia ubriaco con gli amici. Era un Fender americano.<span style="color: #000000;"> L'ho fatto aggiustare e adesso che lo suono di nuovo sento la differenza con il basso di prima.</span></p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Suonate altri strumenti oltre al vostro?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin.</strong> A livello scolastico no. Ma in camera mia suono la chitarra acustica.</p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Popi</strong>. Io sì. Nei Notimefor canto, ma suono la chitarra e in passato ho suonato anche il basso. Per un cantante è un dovere suonare almeno la chitarra.</p>
<p><strong><strong><strong><strong></strong></strong></strong>Alvin</strong>. Mi sono cimentato anche con la batteria, che è stato il primo strumento che desideravo suonare, poi alla fine ho scelto il basso. Due anni fa quando registravamo il disco io e Popi siamo andati in studio per buttare giù gli arrangiamenti nuovi e per registrare dei provini. Ci siamo messi a improvvisare, io chitarra e voce, lui alla batteria. È importante giocare e sperimentare con gli strumenti.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Italia terzo millennio. Ottimisti o pessimisti?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Alvin</strong>. L'ottimismo è il sale della vita... Il pessismo non è sentimento positivo, quindi si spera sempre che qualcosa cambi. In realtà il mio sogno come ti dicevo prima è trovarmi fuori da questo paese, che è un paese per vecchi.</p>
<p><strong><strong><strong><strong></strong></strong></strong>Popi</strong>. La pensiamo tutti così.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Alvin, vieni eletto presidente del consiglio: i primi tre provvedimenti che prenderesti.</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong><strong></strong></strong></strong>Alvin scherza</strong>...Popi prenderebbe la strada della "patata", quindi non cambierebbe niente. Punterei sui giovani che hanno voglia di fare. In tante città europee le zone vissute non sono per forza quelle in centro, ma quelle dove trovi gli studi di tanti giovani che si occupano di cose diverse, dalla moda non intesa come alta moda, ma s'intende la ragazza che cuce i vestiti, vie piene di piccole gallerie d'arte, vie con i locali per suonare. Fornendo gli strumenti ai giovani cambiano le città, cambiano i modi di fare. Non chiuderei i centri sociali, anzi fornirei ai volenterosi tutti quegli spazi inutilizzati. Se questi spazi li dai in mano ai giovani è tutto di guadagnato per la città, non solamente per un certo tipo di giovani o di persone. Questa è una cosa che in Italia non c'è.</p>
<p><strong><strong></strong>James.</strong> Forse è il motivo per cui vanno così tanto le discoteche. Arrivi al fine settimana e ti rifugi lì, anziché metterti a creare qualcosa, a organizzare una serata, a fare sacrifici per poter portare avanti uno spazio vissuto da giovani.</p>
<p><strong>Alvin</strong>. Va dato spazio a quella che è la creatività dei giovani, ma per giovani intendo gente che va dai 18 sino ai 35. Perchè ora le persone non lo fanno, perchè per aprire un posto ci vogliono tanti soldi, ci sono leggi restrittive.</p>
<p><strong><strong><strong></strong></strong>Fortu. </strong>Sono assolutamente d'accordo sul dare opportunità ai giovani, però laddove ci sono motivazioni e contenuti. Le passioni devono trasformarsi in qualcosa di vero.</p>
<p><strong><strong><strong><strong></strong></strong></strong>Alvin. </strong>C'è anche il problema delle raccomandazioni. Non per forza chi spicca è il ragazzo talentuoso, magari è semplicemente uno che è inserito in certi ambienti e ha delle conoscenze.</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Che materie aggiungereste a scuola?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong><strong></strong></strong></strong>Alvin. </strong>Dalle elementari al liceo inserirei musica. Suonare qualsiasi tipo di strumento dal violino al contrabbasso, ma anche il canto corale. La musica fa bene alla persona. Anche se vuoi fare l'ingegnere.</p>
<p><strong><strong></strong>James. </strong>Io darei l'opportunità in generale di scegliersi qualcosa di extra-scolastico, non solo in campo musicale, da portare avanti durante tutto il corso di studi e che possa dare anche dei crediti. Qualcosa che uno sceglie e non gli vienga imposto.</p>
<p><strong><strong><strong><strong></strong></strong></strong>Alvin</strong>. Io toglierei religione, anzi no. Non la toglierei per rispetto a chi ci crede. Però farei un corso alternativo, una materia che non sia “Panini al bar”. Una materia per cui devi essere presente a lezione perchè ti insegnano qualcosa, che poi magari ti piace e la porti avanti. Che sia ceramica, musica o giornalismo. Ma il corso alternativo alla religione non deve essere “panini al bar”, piuttosto “Pongo”!</p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>La politica influenza la vostra musica?</strong></h2>
<blockquote><p><strong><strong><strong></strong></strong>Popi</strong>. In modo diretto no. Non siamo un gruppo politicizzato. Gli ideali politici sono fuori dai Notimefor.</p>
<p><strong><strong><strong><strong></strong></strong></strong>Alvin</strong>. Che poi politica è tutto. C'è una politica dietro al gruppo, ma non nel senso che cantiamo le canzoni dei <span style="color: #000000;">Los Fastidios!</span></p></blockquote>
<hr />
<h2><strong>Per concludere abbiamo preparato un giochino: dovete scegliere tra due risposte. Una a testa, pochi secondi per scegliere e via il prossimo. Pronti?</strong></h2>
<h2>Analogico o digitale? <strong>Fortu</strong>. Analogico.</h2>
<p>Pizza o Kebab? <strong>Alvin</strong>. Pizza-Kebab. Non non è vero l'ultima volta in cui ho preso una pizza-kebab mi ha fatto schifo. Adesso mangerei un Kebab, ma in generale la pizza.</p>
<p>Bici o macchina? <strong>Popi</strong>. Preferisco la bici, ma adoro andare in macchina, quindi macchina.</p>
<p>Cinema o Pub? <strong>James</strong>. Pub.</p>
<p>Mozart o Beethoven? <strong>Pizzo</strong>. Non ascolto tanto la musica classica, comunque Mozart.</p>
<p>Italia o Russia? <strong>Fortu</strong>. Italia.</p>
<p>Inter o Milan? <strong>Alvin</strong>. Se devo scegliere, assolutamente Milan. Ma non me ne frega niente.</p>
<p>Penna o Tastiera? <strong>Popi</strong>. Tastiera, sono più veloce.</p>
<p>Mattina o sera? <strong>James</strong>. Sera.</p>
<p>Single o fidanzati? <strong>Pizzo</strong>. Non si può rispondere a questa domanda. Dipende dal periodo della vita. Comunque Single.</p>
<p>Carriera o amore? <strong>Fortu</strong>. Non lo so è impegnativo. Non rispondo.</p>
<p>Birra o vino? <strong>Alvin</strong>. Birra. Bruciate il vino.</p>
<p>Youtube o Vimeo? <strong>Popi</strong>. Vimeo</p>
<p>Pornhub o Youporn? <strong>James</strong>. Ho altre fonti più pregiate.</p>
<p>Felpa o maglione? <strong>Pizzo</strong>. Oggi ho il maglione, ma felpa.</p>
<p>Lady Gaga o Rihanna? <strong>Fortu</strong>. Lady Gaga</p>
<p>Cuffie o auricolari? <strong>Alvin</strong>. Auricolari.</p>
<p>Libro o ebook? <strong>Popi</strong>. Il cartaceo è più bello. Libro.</p>
<p>Film drammatico o commedia? <strong>James</strong>. Non lo so.</p>
<p>Bionda o Mora? <strong>Pizzo</strong>. Mora.</p>
<p>Intendevo la birra. <strong>Pizzo, </strong>Allora bionda.</p>
<p>Selen o Belen? Tutti. <strong>BELEN!</strong></p>
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<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/hOkpXOcb5-8" frameborder="0" width="615" height="359"></iframe></p>
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<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: 800;"><span class="Apple-style-span" style="font-weight: 800;">Intervista e foto a cura di <a href="http://www.webstudio22.com">Zonk Volta</a> e il team di MAGMUSIC!</span></span></p>
<hr />
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		<title>Con gli Hurts riecheggia il synth pop</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 21:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiccaonair</dc:creator>
				<category><![CDATA[Celebrità]]></category>
		<category><![CDATA[MagMusic]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sotto il palco]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/11/hurts.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Hurts live report" />Con uno sguardo al panorama internazionale è proprio il caso di parlare degli Hurts, duo britannico formatosi a Manchester, che può contare sulla voce autorevole di Theo Hutchcraft e sul sintetizzatore eccitato di Adam Anderson. “Happiness” (2010), è il loro album d'esordio che non ha paura di farsi ascoltare dalla prima all'ultima traccia. Il loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/11/hurts.jpg"><img class="size-full wp-image-1952 alignnone" title="Hurts live report" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/11/hurts.jpg" alt="hurts Con gli Hurts riecheggia il synth pop " width="615" height="211" /></a>Con uno sguardo al panorama internazionale è proprio il caso di parlare degli Hurts</strong>, duo britannico formatosi a Manchester, che può contare sulla voce autorevole di <strong>Theo Hutchcraft</strong> e sul sintetizzatore eccitato di <strong>Adam Anderson</strong>. “<strong>Happiness</strong>” (2010), è il loro album d'esordio che non ha paura di farsi ascoltare dalla prima all'ultima traccia.</p>
<p><strong>Il loro mondo di riferimento è il synth pop</strong>, ma la proposta degli Hurts è inesorabilmente melodica, certo immersa in un'ambientazione sonora ricercata. Gli Hurts sono molto sinth e molto pop.</p>
<p><strong>Ascoltandoli è forte la tentazione di associarli ai grandi del sinth,</strong> <strong></strong><strong>Depeche Mode</strong>, <strong>Duran Duran</strong> e <strong>Pet Shop Boys</strong> che quel genere lo hanno fatto crescere negli anni ottanta, seppur con prerogative diverse. Gli <strong>Hurts</strong> non hanno inventato nulla e questo è certo, ma le carte per essere degni eredi dei grandi le avrebbero anche. Con abile maestria fondono ed effettano i suoni, come nella miglior tradizione elettronica. I testi sono orecchiabili e poggiano su synth che si aprono all'unisono nei ritornelli trionfali. Protagonisti indiscussi, riverbero, eco, pianoforte e claps.</p>
<p><strong>Superate le audizioni con il primo disco arriva la tanto citata prova del nove della musica. Il live.</strong> È il 26 ottobre e la scena si apre all'Alcatraz di Milano. Al duo si aggiungono un quartetto d'archi, un batterista, un chitarrista/bassista e un tastierista/polistrumentista. Tutti i musicisti sono in ombra nell'intro e si fanno strada ai lati del palco due ballerine coperte da un mantello nero con una maschera della morte sul viso. Entrano Theo e Adam con abiti neri ed eleganti e acconciature scolpite. Sembra l'inizio di un rito. Un'esibizione quella degli <strong>Hurts</strong> intrisa di contrapposizioni scenografiche, sonore e liriche tra luce e oscurità, tra sacro e profano. Eclatante il guanto nero del cantante che per tutta la durata del concerto porge al pubblico più che lanciare, rose bianche. Il bianco e il nero.</p>
<p><strong>L'amore è il tema caldo nei testi degli Hurts</strong>. Il momento dell'addio, la consapevolezza dei rapporti dopo la perdita, la solitudine, lo scorrere del tempo e la speranza di un ritorno, questi aspetti sono costanti.</p>
<p><strong>Si comincia.</strong> Un sinth effetto “orologio a cucù” fa da fondamenta all'intensità del primo brano, <strong>"Silver Lining"</strong>. Un crescendo verso un ritornello esploso. Cori perentori che ripetono la parola “Silver” nel finale, quasi a volerla scolpire nelle menti degli spettatori. <strong>"Wonderful life</strong>", singolo con cui debuttano nel 2009. Anche qui i suoni evocano lo scorrere del tempo, il ticchettio lineare di un orologio, in perfetta contrapposizione con le liriche spezzate del ritornello. Antitesi con <strong>"Happiness"</strong> sul tema della ricerca della felicità. Il testo inizia con un interrogativo “Are you looking for happiness?, nel ritornello arriva un inciso “I don't want your happiness”, ma il finale si conclude con un impeto di speranza “I hope you find happiness”.</p>
<p><strong>Siamo ancora all'inizio del concerto, ma già con il brano</strong> <strong>"Blood, Tears &amp; Gold"</strong> si tocca un picco, con una partecipazione totale del pubblico per passare un attimo dopo all'intimità di "<strong>Evelyn"</strong>. L'assolo di batteria è il lancio di un magico ritorno al passato. Meta anni ottanta. Il duo britannico con <strong>"Sunday"</strong> consacra la vitalità di quegli anni, più che emularla. La band fa rivivere atmosfere e suoni, con un'interpretazione molto consapevole e per questo credibile.</p>
<p><strong>Elementi orchestrali elevano lo show.</strong> Assolo del quartetto d'archi e sulle note di <strong>"Gloomy Sunday"</strong> escono le ballerine e danzano con dei nastri rossi. <strong>"Verona</strong>", una ninna nanna colta e dolcissima, che Theo interpreta con grande pathos. E ancora <strong>"Mother Nature"</strong>, un ritorno alle origini e alla musica classica. <strong>"Unspoken"</strong> un'ascesa che racconta la delicata fase in cui bisogna dimenticare qualcuno e tutti i non detti che affollano la mente. Sul finale questo brano riserva una bellissima strumentale di archi che rilanciano l'inciso "Leave it unspoken". <strong>"Devotion" <strong> featuring Kylie Minogue <strong><strong>nell'album</strong></strong></strong></strong>,  è una marcia introspettiva, dove la devozione è l'ancora di salvezza nei momenti di perdizione.</p>
<p>Inizialmente gli Hurts possono sembrare due figure patinate e imperturbabili, ma è un fatto puramente estetico. Durante il live si abbandonano completamente e  sembrano appartenere al loro pubblico. Le distanze vengono annullate, Theo e Adam si emozionano per e con gli spettatori. Il loro show è dinamico a livello emotivo in una dimensione intensa da vivere tutti insieme. Complice il loro sound fortemente evocativo, forse più d'effetto rispetto ai testi stessi.</p>
<p><strong>Forse l'unico momento del concerto dai toni più spenti è questo, </strong>ma col senno di poi si tratta semplicemente di un momento di quiete prima del gran finale.<strong> "The water</strong>" in versione strumentale fa da intro alla cover del brano di <strong>Kylie Minogue</strong>, <strong>"Confide in me</strong>" e poi <strong>"Affair"</strong>.</p>
<p>E arriviamo a una delle best track dell'album,  <strong>"Illuninated"</strong> il cui sviluppo può portare alla commozione. Proietta nella mente l'immagine di un'amore talmente intenso e luminoso da acceccare.</p>
<p>Finale in ascesa. Arriva la tanto attesa<strong> "Stay"</strong> Questo brano assume le sembianze di una splendida preghiera, che qualunque persona abbia perso il grande amore vorrebbe dedicare per tentare la riconquista e il lieto fine. I cori presenti nel ritornello e nel finale sono un richiamo fortissimo, una dichiarazione inesorabile. Theo conferma qui le sue indiscutibili doti vocali, protagoniste pur sviluppandosi su una voce pre-registrata. Se così non fosse non avremmo l'effetto di genere, dove la voce è a sua volta un suono che si fonde con gli altri suoni del sinth e degli strumenti. Di conseguenza quell'aiutino vocale che nessuno ha la pretesa di nascondere al pubblico non è un fattore di delusione, piuttosto e lo comprendiamo, un'esigenza artistica.</p>
<p><strong>Intro di pianoforte e comincia "The Water</strong>". "I wish that I was stronger, I’d separate the waves, Not just let the water take me away" (Vorrei essere più forte, separerei le onde, non lascerei che l’acqua mi porti via). Questo pezzo è una vera sorpresa. Ascoltandolo senza pensare al testo ci si immagina l'acqua come fonte di di vita. E invece l'acqua in questo brano è associata alla tortura, perchè può portare sotto la superficie, può far arenare. Ancora una volta il doppio aspetto delle cose nella poetica degli Hurts.</p>
<p>Il finale è tutto danzante con <strong>"Better than love", il singolo che li ha resi celebri anche qui in Italia</strong>.</p>
<p>Un duo britannico che non ha inventato niente, ma attingendo dal passato e dalla propria visione del mondo, è capace di toccare tutta la gradazione delle nostre emozioni, anche quelle nascoste. L'antitesi e il dualismo che loro portano in scena non sono altro che l'essenza della vita stessa. Vi sembra poco?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Articolo di Francesca Avallone</p>
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		<title>Live report: 3rd Hip Hop TV Birthday party</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 19:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiccaonair</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm7.static.flickr.com/6179/6250494323_c1bfd7d53e_z.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Fedez @ Hip Hop TV 3rd Birthday Party" title="" />Il 13 Ottobre 2011 all'Alcatraz di Milano si è celebrato il 3° compleanno di Hip Hop TV, unica emittente televisiva dedicata al genere, in onda sul canale 720 di Sky. Come nelle precedenti edizioni la regia della serata è stata impeccabile e ha garantito l'esibizione di oltre quaranta esponenti dell'hip Hop Italiano per cinque ore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il 13 Ottobre 2011 all'Alcatraz di Milano</strong> <strong>si è celebrato il 3° compleanno d</strong>i <strong>Hip Hop TV</strong>, unica emittente televisiva dedicata al genere, in onda sul canale <strong>720 di Sky</strong>. Come nelle precedenti edizioni la regia della serata è stata impeccabile e ha garantito l'esibizione di oltre quaranta esponenti dell'hip Hop Italiano per cinque ore di show. Sold out è riduttivo in questo caso, considerando la quantità di persone rimaste fuori dall'Alcatraz. Ogni anno è questo il trend. Lo staff di <strong>Hip Hop TV</strong> ha pensato anche a loro e ha messo on line un sito <strong><a title="www.hiphoptv.it" href="http://www.hiphoptv.it" target="_blank">www.hiphoptv.it</a></strong>, dove poter consultare video e foto della serata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La location ha creato quell'atmosfera</strong> da club underground che si addice a questo evento per natura. Dall'altra parte pubblico esteso, attesa, palco scenografico e bollente, hanno costruito una scena tipica dei grandi concerti delle star.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cronaca dello show. </strong></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 625px"><a title="Fedez @ Hip Hop TV 3rd Birthday Party di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6250494323/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6179/6250494323_c1bfd7d53e_z.jpg" alt="6250494323 c1bfd7d53e z Live report: 3rd Hip Hop TV Birthday party " width="615" height="402" title="Live report: 3rd Hip Hop TV Birthday party " /></a><p class="wp-caption-text">Fedez</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esibizioni repentine, presentate da Rido</strong>, <strong>Max Brigante</strong> e <strong>Michele Wad Caporosso</strong>. Rapper che danno sempre più importanza al contenuto, oltre che al mezzo.Vediamo alcuni momenti significativi di questo compleanno tutto live. Al via lo show con sei talenti della breakdance per la crew <strong>Natural Force</strong>, di cui fa parte anche <strong>Dj Herca</strong> subito in consolle per preparare il pubblico al lunghissimo show. Herca conduce “Urban Charts” proprio su Hip Hop TV. Le esibizioni entrano nel vivo con <strong>Izio Sklero</strong>, che proprio quest’anno è uscito con il suo primo album ufficiale dal titolo “Inizio”, ricco di collaborazioni con numerosi esponenti dell’Hip Hop Italiano. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maxi B propone il pezzo “Claustrofobia”, tratto dal suo ultimo mixtape “Cattivo”; un testo ricco di riferimenti ai fatti di attualità e alle incertezze di questi anni</strong>, con citazione nel ritornello di “Life is Life” degli Opus. Al celebre “La la la la la” segue l’adattamento “Io non mi arrendo mai e poi mai…e questo è certo” al posto di “Life is life”. Maxi B oltre ad essere convincente nei suoi lavori, lo è anche ampiamente sul palco. Vi segnaliamo volentieri “Dov'e’ Dio 2” altro brano del suo mixtape interpretato con <strong>Salmo</strong>. A lunghi tratti questo pezzo è meglio di un articolo di giornale. I toni sono certamente duri, ma è un buon esempio di come l’Hip Hop può diventare sempre di più un mezzo espressivo utile per una denuncia sociale tutta all’italiana, in maniera conforme alla propria natura di genere e non per forza distruttiva, ma al contrario costruttiva. Quando un rapper ha coscienza perché non dare voce alle sue idee, soprattutto in un momento in cui alle giovani generazioni mancano dei riferimenti politici, pensieri e leader con cui confrontarsi. È uno stimolo. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Numeri 2</strong>. <strong>Strumenti musicali a servizio dell'Hip Hop.</strong> E’ in arrivo il disco dei Numeri 2 &amp; The Band. Un nuovo capitolo di una storia cominciata oltre dieci anni fa. Un metodo che suona vincente, nella misura in cui la sensibilità al suono di un produttore come Mastermaind, si incontra con le abilità tecniche di una band in carne ed ossa. Per ragioni logistiche al compleanno di HHTV si presentano in formazione senza band, <strong>Kimo, Sopreman </strong>e <strong>Alekarmine</strong> al mic e <strong>Mastermaind</strong> nella signora consolle allestita per la serata. Riservano al pubblico un bel mix di “Swedish Gorilla” e “Fiori nel cervello”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finalmente una donna sul palco, eccola</strong> <strong>Baby K</strong> sicura di se stessa in un mondo prettamente maschile, portare in scena le intenzioni della "Femmina alfa". Aggiungiamoci che questa ragazza si porta in giro una sana gavetta e una buona presenza scenica. Risulta naturale nell'esibizione, tanto da sembrare non sentire il peso della sua unicità in questa occasione. E' la sola donna in scaletta. Ha le carte in regola per costruirsi una carriera al pari di tanti rapper italiani e non dispiace il sostegno che sembra arrivarle dai suoi colleghi, che la chiamano per collaborazioni.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 625px"><a title="Two Fingerz - DanT @ Hip Hop TV 3rd Birthday Party di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6250459599/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6154/6250459599_8a355f3530_z.jpg" alt="6250459599 8a355f3530 z Live report: 3rd Hip Hop TV Birthday party " width="615" height="402" title="Live report: 3rd Hip Hop TV Birthday party " /></a><p class="wp-caption-text">Two Fingerz</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altro momento significativo di questa serata.</strong> Quando afferra il microfono fa cantare l’Hip Hop Italiano. Stiamo parlando di <strong>Daniele Vit</strong>. E' intensa la sua voce e ammirevole il suo impegno. E' un valido elemento della musica italiana, appartenente al genere R&amp;B. Viene in mente un certo Tiziano, l'anagramma del suo nome è “notizia” e nel 1999 ha collaborato con il gruppo più longevo del rap italiano, gli <strong>A.T.P.C.</strong> nel brano "Sulla mia pelle". Di cognome fa Ferro. Facciamo cenno a questa similitudine voce intensa/collaborazioni Hip Hop perchè è un modo diverso per sottolineare che Daniele Vit è un bravo cantante come lo è Tiziano Ferro. Si esibisce con Tormento, il pezzo è “Solo lei è quello che voglio” ed e è tratto dall'ultimo album di Vit “Chi sono veramente”. A seguire “Credibilità”, una collaborazione con i Club Dogo, contenuta sempre nello stesso lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">La scaletta della serata assume consistenza col passare dei minuti. Nel backstage notiamo la presenza di <strong>Franco Godi</strong>, produttore musicale che ha fatto la storia del cinema e della tv e conosciuto al pubblico più giovane per la collaborazione con J-Ax fin dagli albori degli Articolo 31.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L'artista che fa saltare il pubblico questa sera è Fedez,</strong> che esordisce con uno dei suoi singoli più acclamati e sinceri: "Ti vorrei dire". Già sul primo pezzo cantano tutti, per poi continuare a farlo con l'altra hit "Tutto il contrario" e con la più danzereccia "Ti porto con me". La freschezza e la simpatia di questo giovane rapper lo rendono secondo noi il dominatore attuale della new generation. Molti hanno fatto dei paragoni forse un po' azzardati col primo Fibra di Mr Simpatia. Se effettivamente in qualche pezzo lo stile può presentare delle somiglianze, va detto che Fedez a differenza del veterano Fabrizio Tarducci, ha un'inedita predisposizione a trattare temi profondi e complessi di disagio senza mai sfociare nel dramma. Inoltre il suo talento gli permette di cambiare spesso registro e passare a testi più leggeri senza che si avverta un taglio troppo repentino. Aspettiamo con non poca impazienza il suo primo album ufficiale sotto etichetta "Tanta Roba", già registrato e mixato, che dovrebbe uscire ormai nell'arco di un mese. Segnaliamo anche la presenza di Fobia, teen-rapper che stasera supportava Fedez nelle doppie voci e suona a sua volta con la Troupe D'Elite. Abbiamo visto un loro video su YouTube e seppur grezzo e un po' tamarro ci è piaciuto e lo segnialiamo, in attesa di ascoltare il loro mixtape, in fase di registrazione sotto l'occhio vigile di DJ Harsh.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un altro personaggio che non delude mai le aspettative è</strong> <strong>Emis Killa</strong>, che non si fa sfuggire l'occasione di inscenare una polemica pretestuosa in stile gangsta con "la legge", colpevole a suo dire di aver bloccato gran parte del pubblico fuori dal locale. Populismo puro, che strappa anche un sorriso per la spavalderia col quale è messo in atto, ma polemiche a parte i due pezzi di stasera funzionano, soprattutto il nuovissimo "Di Enne A", classico diario di situazioni quotidiane a raffica che non manca mai nella produzione di un rapper.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Adrenalina allo stato puro con i Two Fingerz che fanno scatenare il pubblico</strong> con "Pu***na" e "Hey Dj". Roofio e Danti rappresentano nell'Hip Hop Italiano l'effetto sorpresa. Dinamici. Sperimentano e spaziano da una sonorità all'altra a distanza di pochi singoli, senza confondere mai le idee al loro pubblico, che con loro può ballare, ma anche riflettere. Più in generale riescono a trattare con un approccio positivo argomenti molto vicini al quotidiano delle persone.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 625px"><a title="Guè Pequeno @ Hip Hop TV 3rd Birthday Party di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/6250479205/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6117/6250479205_0e9873d0fc_z.jpg" alt="6250479205 0e9873d0fc z Live report: 3rd Hip Hop TV Birthday party " width="615" height="402" title="Live report: 3rd Hip Hop TV Birthday party " /></a><p class="wp-caption-text">Guè Pequeno</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infine Gue' Pequeno, il Ragazzo d'oro accende il club con cellulari e accendini durante "Conta su di me"</strong>, un pezzo romantico in puro stile Gue', che quando ci si mette assembla magistralmente situazioni al limite del dramma e dinamiche di coppia tormentate, spesso morbose. Un mix micidiale che cattura tutti i suoi giovanissimi fan, che vivono sulla loro pelle queste situazioni ogni giorno. La presenza di<strong> Caprice</strong> nei ritornelli del pezzo, presente anche stasera all'Alcatraz, rende l'esibizione ancor più pregevole e ci fa venir voglia di vedere una data del tour di Gue', in giro per l'Italia da qualche settimana con Fedez. Il secondo pezzo presentato dal rapper milanese, anch'esso estratto dal suo album da solista, è un featuring con <strong>Caneda</strong>: la title track "Il ragazzo d'oro", molto vicina allo stile graffiante e ossessivo di quest'ultimo. Potremmo definire questo rap il periodo bianco di Caneda (se lo ascoltate capirete il riferimento) ed essendo lui oltretutto un quotato artista visivo, il paragone con la sua altra arte ci sta tutto. Ma attenzione, questa canzone inizia a piacere dopo almeno 5 ascolti, perciò se vi avvicinate per la prima volta alla musica di Gue' Pequeno partite da qualcos'altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo stato dell’arte. Qualcosa sta cambiando e l’Hip Hop Italiano</strong> si sta ritagliando un suo spazio a livello discografico e mediatico. Ci colpisce il veterano del genere<strong> Tormento</strong> quando si rivolge ai presenti al compleanno dell’emittente, ringraziandoli perché fanno crescere questa scena. Le cose sono migliorate proprio grazie a un pubblico ricettivo e attivo, al web e ai volenterosi addetti ai lavori che le hanno dato visibilità. Più attenzione a un genere che attira davvero tanti giovani, leggi alla voce Club Dogo, Fabri Fibra e Marracash. Il tutto a vantaggio del pubblico che per questo è disposto anche a pagare cd originali e biglietti del tour. <strong>Fabri Fibra</strong> e <strong>Gue' Pequeno</strong> (Club Dogo) hanno fondato recentemente due etichette,<strong> Tempi Duri e Tanta Roba</strong>, per supportare e far conoscere il lavoro dei rapper. <strong>Blocco Recordz</strong> porta avanti questo discorso da anni. Social network come Facebook e Twitter permettono ad artista e fan di stabilire un rapporto speciale, diretto e intenso. Il web in generale diffonde il verbo a ogni nuovo singolo, mixtape, ep, album e tour.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In conclusione. In Italia <strong> in questo momento storico </strong>i contenuti da trattare non mancano,</strong> sulla qualità dei testi nulla abbiamo da invidiare alla scena americana, ricerca e sperimentazione nelle basi musicali e utilizzo di veri strumenti il nuovo modus operandi. Così verrà portato in vetta un movimento e garantito un piglio tipico e di tendenza solo nostro. L’Hip Hop Italiano c’è. Il pubblico pure e ha ripagato Hip Hop TV e tutti i rapper e produttori che hanno lavorato fin qui con grande tenacia.</p>
<p><object width="640" height="480" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157627908080822%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157627908080822%2F&amp;set_id=72157627908080822&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=107931" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="480" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=107931" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157627908080822%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157627908080822%2F&amp;set_id=72157627908080822&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>Articolo di Francesca Avallone e Luca Zanoncelli</p>
<p>Foto di Volta</p>
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		<title>3rd Hip Hop TV Birthday party accende i motori</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 18:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiccaonair</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm2.static.flickr.com/1381/5104969175_059c8ab3b8.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Hip Hop Tv 2nd Birthday - Dargen D" title="" />Il 13 Ottobre 2011 all'Alcatraz di Milano si festeggia il terzo compleanno di Hip Hop tv, l'unica emittente televisiva italiana dedicata a questo genere, in onda sul canale 720 di Sky e punto di riferimento per tutti i seguaci della cultura urban. Le precedenti edizioni hanno messo a segno il tutto esaurito. Complici la musica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 4px;" src="http://farm2.static.flickr.com/1381/5104969175_059c8ab3b8.jpg" alt="5104969175 059c8ab3b8 3rd Hip Hop TV Birthday party accende i motori" width="163" height="245" title="3rd Hip Hop TV Birthday party accende i motori" /></p>
<p>Il <strong>13 Ottobre 2011</strong> all'<strong>Alcatraz di Milano</strong> si festeggia il terzo compleanno di <strong>Hip Hop tv</strong>, l'unica emittente televisiva italiana dedicata a questo genere, in onda sul <strong>canale 720</strong> di <strong>Sky</strong> e punto di riferimento per tutti i seguaci della cultura urban.</p>
<p>Le precedenti edizioni hanno messo a segno il tutto esaurito. Complici la musica, l'ottimo rapporto qualità-prezzo e il clima festaiolo. Performance live perfettamente coordinate dallo staff garantiscono agli spettatori l'esibizione di tantissimi esponenti del genere. Una serata ricca e low cost (dieci euro) al tempo stesso, cui prendono parte e si confrontano positivamente le diverse generazioni dell'Hip Hop italiano.</p>
<p>Un panorama musicale che anno dopo anno conquista credibilità tra tanti giovani e non solo, che repentini e sempre sul pezzo, si scambiano opinioni sui rapper preferiti e fanno circolare le nuove uscite a macchia d'olio. Questo compleanno diventa anche un' occasione utile per conoscere l'Hip Hop,  anche per chi non lo segue in modo assiduo. Infatti in questa serata rapper veterani calcano il palco allestito per il compleanno dell'emittente televisiva insieme alle nuove leve, ripercorrendo le varie tappe e tendenze del genere e facendone emergere l'evoluzione.</p>
<p>Anche quest'anno la line up è estesa. Ecco chi parteciperà all' Hip Hop TV Birthday party giovedì 13 ottobre. <strong>ATPC, Babaman, Baby K, Bassi Maestro + DJ Shocca, Brusco, Caneda, Caprice, Cor Veleno, Co' Sang, Daniele Vit, Dargen D'Amico, Duke Montana + Metal Carter, Emis Killa, Enmicasa, Entics, Fedez, Fish, Grido, Guè Pequeno, Jake La Furia, Marracash, Max Brigante, Maxi B, Mondo Marcio, Nex Cassel, Noyz Narcos, Numeri 2, Onemic, Piotta, Pula + Rido, Sud Sound System, Surfa + Exo, Thori e Rocce, Tormento + Lefty, Twofingerz, Vacca, Vincenzo Da Via Anfossi </strong>e altri ancora.</p>
<h1 id="watch-headline-title"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Z46hfGz75xY">Clicca qui</a> per guardare il video promo dell'evento</span></h1>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Info utili</span></strong></p>
<p>Orari - apertura porte 20.00, inizio live set 20.30<br />
Location - Alcatraz Milano, Via Valtellina, 25<br />
Ingresso - € 10,00 alla cassa</p>
<p><object width="600" height="450" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625093714297%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625093714297%2F&amp;set_id=72157625093714297&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=107931" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="600" height="450" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=107931" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625093714297%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625093714297%2F&amp;set_id=72157625093714297&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>Articolo di Francesca Avallone</p>
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		<title>Le menzogne di Elio Gian Burrasca alla Milanesiana</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 22:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Celebrità]]></category>
		<category><![CDATA[MagMusic]]></category>
		<category><![CDATA[Sotto il palco]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/07/5902067409_57d53b2c07_z-290x290.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Elio nello spettacolo teatral-musicale &quot;Gian Burrasca&quot;" title="5902067409_57d53b2c07_z" />Il teatro Dal Verme di Milano, luogo simbolo della moderna cultura milanese, diventa spazio d’eccellenza per l’edizione numero 12 di Milanesiana, festival ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, che fa convergere appuntamenti con la musica, la scienza, l’arte, il teatro e la letteratura, in chiave europeista ed internazionale. Domenica 2 luglio, assistiamo alla serata forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il teatro Dal Verme di Milano, luogo simbolo della moderna cultura milanese, diventa spazio d’eccellenza per l’edizione numero 12 di Milanesiana, festival ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, che fa convergere appuntamenti con la musica, la scienza, l’arte, il teatro e la letteratura, in chiave europeista ed internazionale.</p>
<p><strong>Domenica 2 luglio, assistiamo alla serata forse più attesa dagli appassionati di musica</strong>. Va in scena Elio, vestendo i panni di un personaggio simbolo dei primi anni della televisione italiana, Giovannino Stoppani, meglio conosciuto come Gian Burrasca, un discolo giovanotto di 9 anni famoso per le sue marachelle e ovviamente un bugiardo d’eccezione.</p>
<div id="attachment_1767" class="wp-caption alignnone" style="width: 586px"><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/07/5902067409_57d53b2c07_z.jpg"><img class="size-full wp-image-1767 " style="margin: 5px;" title="5902067409_57d53b2c07_z" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/07/5902067409_57d53b2c07_z.jpg" alt="5902067409 57d53b2c07 z Le menzogne di Elio Gian Burrasca alla Milanesiana" width="576" height="384" /></a><p class="wp-caption-text">Elio nello spettacolo teatral-musicale &quot;Gian Burrasca&quot;</p></div>
<p>La bugia, anzi la menzogna, è il tema centrale dell’intera rassegna e questa sera gli artisti e i letterati chiamati ad animare quasi tre ore di spettacolo si confrontano con “Le menzogne necessarie”. Una menzogna usata dai familiari di Gian Burrasca per nascondere scomode verità e non compromettere il già precario equilibrio familiare, e una bugia candidamente smascherata dal piccolo Gian Burrasca che spinge e costringe al confronto con la verità.</p>
<p><strong>In apertura di serata, un poco convinto Piero Chiambretti passa in rassegna la menzogna in vari ambienti della modernità.</strong> Racconta anche di quando, in visita al Santo Padre Giovanni Paolo II fece la fila due volte per essere ricevuto, la prima da solo e la seconda accompagnato da un prelato, mentendo o forse celando la verità sul loro precedente incontro.<br />
Il Pierino nazionale riesce a strappare qualche timido sorriso, ma l’impressione è quella che non si trovi perfettamente a suo agio in un contesto così alieno dal suo salottino televisivo di tarda ora dove può concedersi tutto. Qui invece appare impostato, in prestito, tarato sul pubblico teatrale e dissacrante col contagocce. Il risultato è una comicità al guinzaglio che rende il suo prologo semiserio molto più serio di come vorrebbe apparire.</p>
<p>C’è poi spazio per le letture, sulle quali non ci addentriamo perché non è nostro compito.<br />
<strong>Appare però evidente la volontà dell’organizzatrice di portare l’evento Milanesiana oltre i confini nazionali, con due testi presentati da autori spagnoli</strong> (tradotti su cinque pannelli in scena) e <strong>il premio Nobel alla letteratura John Coetzee</strong>, di origini sudafricane. Del suo intervento in lingua inglese apprezziamo l’intensità e il trasporto emotivo nella narrazione, un po’ meno la scelta del brano.</p>
<p><strong>E’ dunque la volta del mattatore della serata, Elio. Complici i tanti (troppi) interventi che l’hanno preceduto, il piatto forte della rassegna giunge in scena tardi, dopo le 22,30, quando una parte del pubblico in sala vorrebbe già essere fuori a passeggiare per le vie del centro. L’ora tarda non giustifica comunque la pratica, assai diffusa, di abbandonare la platea a rappresentazione in corso, non di fronte alla parte più leggera e godibile dello spettacolo.</strong></p>
<p>Elio si esibisce in una lettura musicata del Giornalino di Gian Burrasca, il diario su cui, il personaggio portato alla ribalta televisiva da Rita Pavone negli anni ’60, annota le marachelle di cui si è reso responsabile durante la giornata.<br />
Lo spettacolo a tratti straborda dallo spazio scenico, il pubblico è preso di mira da palline di carta soffiate da una cerbottana e da coriandoli, e le ben note doti di <em>chansonnier </em>di Elio, quotidianamente in mostra a Parla con me, non risentono della mancanza del suo gruppo di musicisti storici.</p>
<p>L’orchestra, composta da una chitarra, clavicembalo, contrabbasso, fisarmonica e percussioni, non si limita a fare da cornice, ma come un coro greco partecipa commentando le vicende del protagonista in scena, interagendo con lui e prefigurando la reazione del pubblico in una sorta di interlocuzione ideale. Le musiche sono quelle originali dello sceneggiato con Rita Pavone.</p>
<p><strong>Gian Burrasca ora sfuma la verità ora la palesa specie se riguarda terzi, pilotando le dinamiche familiari</strong>, in un gioco che alla fine gli torna comodo per ottenere da tutti ciò che vuole.</p>
<p><strong>E’ furbo Gian Burrasca, ma la furbizia non lo salverà dal collegio, secondo atto del concerto preceduto da un frettoloso cambio d’abiti in scena:</strong> ad un certo punto Elio si sposta in un angolino di palco per spogliarsi di fronte al proprio pubblico, rimanendo letteralmente in mutande, allargando le braccia come smascherato di fronte all’emergere perentorio della verità (e come se questa fosse l’unica soluzione scenica disponibile).</p>
<p>Con la sua nuova casacca verde da collegiale, Elio Gian Burrasca affronta inedite avventure, incontra nuovi compagni di scorribande, si imbatte in nuove nemesi (il direttore del collegio e la perfida Gertrude), smaschera le nefandezze del cuoco e guida la rivoluzione in sala mensa.</p>
<p>Luca Zanoncelli</p>
<p>Foto: Zonk Volta</p>
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		<title>Milano Jazzin&#8217; Festival 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 07:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiccaonair</dc:creator>
				<category><![CDATA[Celebrità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dalla Rete]]></category>
		<category><![CDATA[Sotto il palco]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/06/the-nightfly-290x290.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="the-nightfly" />Giunto alla sua quinta edizione il Milano Jazzin' Festival sta per cominciare. Dal 1° luglio al 6 agosto 2011 l'Arena Civica di Milano delizierà tutti i palati. Gli appuntamenti in luglio coprono generi maestri, di nicchia e svariate contaminazioni. Una selezione davvero per tutti i gusti. Il cartellone prevede anche una serie di serate gratuite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giunto alla sua quinta edizione il <strong>Milano Jazzin' Festival</strong> sta per cominciare. <strong>Dal 1° luglio al 6 agosto 2011</strong> l'<strong>Arena Civica di Milano</strong> delizierà tutti i palati. Gli appuntamenti in luglio coprono generi maestri, di nicchia e svariate contaminazioni. Una selezione davvero per tutti i gusti.</p>
<p>Il cartellone prevede anche una serie di serate gratuite a conclusione del MJF, in formato dj session, che sono state svelate in occasione dell'aperitivo inaugurale, tenutosi il <strong>28 giugno all'Hotel Hermitage di Milano</strong>, alla presenza tra gli altri di <strong>Stefano Boeri </strong>Assessore alla Cultura<strong></strong> e di <strong>Nick The NightFly</strong>, Direttore Artistico dell'evento. Ecco i protagonisti di queste esibizioni fin ora a sorpresa.<strong> Il 30 luglio Claudio Coccoluto, il 31 luglio Lele Sacchi, il 2 agosto Max Brigante. Il 3 agosto Allo La Valigetta e Country Side Kid, il 4 agosto Dj Ca$hmere e Giandisco, il 5 agosto Ketty Passa e Alteria e infine il 6 agosto Rocco “Mad on jazz” Pandiani, Simone “Jazz it up!!!”Vimercati, Jazz Dance.</strong></p>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/06/the-nightfly.jpg"><img class="size-full wp-image-1730 alignleft" style="margin: 5px; border: 1px solid red;" title="the-nightfly" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/06/the-nightfly.jpg" alt="the nightfly Milano Jazzin Festival 2011" width="373" height="560" /></a></p>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/06/the-nightfly.jpg"></a>Ultimo, ma non meno importante <strong>il Milano Jazzin' Festival è a emissioni zero, </strong>grazie al buon esito del progetto del 2008 “Edison Change the music”. I concerti saranno infatti alimentati al 100% da energia rinnovabile, proveniente dalle centrali idroelettriche di <strong>Edison</strong>, attraverso il sistema dei certificati di produzione rinnovabile.</p>
<p>Articolo di Francesca Avallone<br />
Foto di Zonk Volta</p>
<p><strong>Calendario / Luglio </strong></p>
<p>1 luglio Nick the Nightfly &amp; The Montecarlo Orchestra<br />
2 luglio Davide Van De Sfroos<br />
3 luglio Ringo Starr And His All Starr Band<br />
5 luglio Arcade Fire<br />
6 luglio An Evening With Burt Bacharach &amp; Mario Biondi<br />
7 luglio Ludovico Einaudi<br />
8 luglio Lou Reed and band<br />
9 luglio Afterhours<br />
10 luglio Chicago<br />
11 luglio George Benson<br />
12 luglio Cypress Hill<br />
13 luglio Cyndi Lauper<br />
14 luglio Stefano di Battista Woman's Land<br />
15 luglio Soulbop<br />
16 luglio Vinicio Capossela<br />
17 luglio Paul Simon<br />
18 luglio Buena Vista Social Club<br />
19 luglio Skunk Anansie<br />
20 luglio Ben Harper Robert Plant &amp; The Band Of Joy<br />
21 luglio Erykah Badu<br />
22 luglio Moby<br />
23 luglio Duran Duran<br />
25 luglio Caro Emerald<br />
26 luglio Subsonica<br />
27 luglio P.Magoni &amp; F.Spinetti<br />
28 luglio Slash<br />
30 luglio Claudio Coccoluto<br />
31 luglio Lele Sacchi</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Calendario / Agosto </strong></p>
<p style="text-align: justify;">2 agosto Max Brigante<br />
3 agosto Allo La Valigetta e Country Side Kid<br />
4 agosto Dj Ca$hmere e Giandisco<br />
5 agosto Ketty Passa e Alteria<br />
6 agosto Rocco “Mad on jazz” Pandiani, Simone “Jazz it up!!!”Vimercati, Jazz Dance.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Jennifer Lopez: “Love?”</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 11:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiccaonair</dc:creator>
				<category><![CDATA[Celebrità]]></category>
		<category><![CDATA[MagMusic]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/07/front-290x290.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="front" />C'è chi scende a compromessi per ottenere il successo e chi per mantenerlo. Non importa se sei Jennifer Lopez. Fatta questa premessa parliamo di “Love?", 'ultimo disco della cantante, ballerina e attrice sudamericana, tralasciando in questa sede tutte le altre professioni in cui si è distinta. I sedici brani della versione Deluxe si possono ascoltare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C'è chi scende a compromessi per ottenere il successo e chi per mantenerlo. Non importa se sei <strong>Jennifer Lopez.</strong> Fatta questa premessa parliamo di “<strong>Love?</strong>", 'ultimo disco della cantante, ballerina e attrice sudamericana, tralasciando in questa sede tutte le altre professioni in cui si è distinta.</p>
<p style="text-align: justify;">I sedici brani della versione Deluxe si possono ascoltare in sequenza con piacere, la carica complessiva dell'album è stata garantita. L'acquisto è consigliato, il risultato di questo lavoro è ottimo, ma le modalità per raggiungerlo discutibili. Una lunga gavetta, sacrifici e tanto lavoro hanno consentito all'artista di conquistarsi con merito tutti i primati della sua carriera. Marchio latino all'insegna del ritmo.</p>
<p>E allora viene da chiedersi perchè mettere da parte il proprio stile. Azzardiamo un' ipotesi. Dal 2007, anno dell'ultima uscita discografica della <strong>Lopez</strong>, al 2011 che cosa è cambiato nel panorama musicale internazionale? E' arrivata <strong>Lady Gaga</strong> che ha raggiunto tutto è subito. Provate voi a spodestarla anche se vi siete imposti sulla scena dieci anni prima di lei. Ai giorni nostri Lady Germanotta comanda per dirla in gergo e Jennifer per il suo disco non ha potuto che coinvolgerla (“<strong>Hypnotico</strong>” e “<strong>Invading My Mind</strong>”). I <strong>Black Eyed Peas</strong> hanno invaso come un virus tutte le classifiche, con i loro tormentoni al vitriolo, intrisi di sonorità dance ed electro. <strong>Will.i.am</strong> con un lavoro certosino ha riesumato tutti gli ingredienti per produrre brani festaioli, ritmi da club degli anni d'oro e brani lenti da innamoramento assicurato. Il mondo rap si è reso più appetibile al mainstream, leggendo alla voce <strong>Pitbull</strong>, che ha dato il suo imprinting a celebri successi della dance anni novanta.</p>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/07/front.jpg"><img class="size-full wp-image-1778 alignleft" style="margin: 2px;" title="front" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/07/front.jpg" alt="front Jennifer Lopez: “Love?”  " width="400" height="301" /></a>Ascoltate il disco “<strong>Love?</strong>” e vi renderete conto che un condizionamento dall'esterno c'è stato. Non c'è nulla di tragico nel seguire una tendenza musicale, ma è un vero peccato quando si è fatti di stoffa propria, come nel suo caso e i tormentoni li si crea, non li si segue. “<strong>Love?</strong>” non è un disco rivoluzione, come lo è stato a suo tempo "<strong>On the 6"</strong> . E' un prodotto di successo, firmato in copertina dalla mitica <strong>J-Lo</strong>. Le chicche del momento ci sono tutte: auto-tune (devastante per le corde autentiche della<strong> Lopez</strong>), cover magnetiche (“<strong>On The Floor</strong>” riporta alla ribalta la Lambada) , loop e ritmi incalzanti che si spingono fino alla techno. Meno protagonista in questo album il piglio latino, significativo quello rap (il singolo “<strong>I'm into you</strong>” feat <strong>Lil Wayne</strong>). Sovrana la dance.</p>
<p>Un ritorno sulla scena non privo di difficoltà, dopo il flop del primo singolo “Louboutins”, escluso poi dalla tracklist e la rottura con la “<strong>Sony Music</strong>”. L'esordio con “<strong>The Island Def Jam Music Group</strong>” e il successo di “<strong>On The Floor</strong>” una giusta rivincita per <strong>J-Lo</strong> e chapeau per <strong>RedOne</strong>, che si conferma egregio produttore di hit.</p>
<p>Un disco che forse lascerà spaesata una parte de fan storici della Lopez, ma che sicuramente allargherà la sua fanbase. Un giusto compromesso per riconquistarsi la vetta delle classifiche, con la speranza che lo stile originale della cantante possa tornare ad avere la meglio nei prossimi album. Una nota di merito a copertina e grafiche scintillanti di “<strong>Love?</strong>”.</p>
<p>Articolo di Francesca Avallone</p>
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		<title>Emis Killa: il rap che viene dal Blocco</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 11:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm6.static.flickr.com/5168/5238861123_f3b2c8d8d7.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Intervista a Emis Killa - 23/10/2010" title="" />Se internet è diventato nel corso degli anni il mezzo principale per la diffusione della musica e della cultura hip hop, Emis Killa è l’emblema di questa rivoluzione. Un ragazzo di appena 20 anni che con il suo rap e i suoi dischi scaricabili (legalmente) dal web ha  conquistato una platea vastissima, con oltre 25 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se internet è diventato nel corso degli anni il mezzo principale per la diffusione della musica e della cultura hip hop, Emis Killa è l’emblema di questa rivoluzione. Un ragazzo di appena 20 anni che con il suo rap e i suoi dischi scaricabili (legalmente) dal web ha  conquistato una platea vastissima, con oltre 25 mila fan certificati dalla sua pagina di facebook (ma il numero è in costante crescita), un contratto discografico indipendente con l’etichetta Blocco Recordz e le major che per ora possono solo restare a guardare di fronte a un fenomeno discografico che, una volta tanto, non hanno creato loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo incontrato Emis Killa in un club della periferia nord di Milano, in occasione della prima data del tour che segue la pubblicazione del nuovo album <em>Champagne e spine</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Intervista a Emis Killa - 23/10/2010 di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5238861123/"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm6.static.flickr.com/5168/5238861123_f3b2c8d8d7.jpg" alt="5238861123 f3b2c8d8d7 Emis Killa: il rap che viene dal Blocco" width="292" height="350" title="Emis Killa: il rap che viene dal Blocco" /></a><strong>Allora Emis, parliamo subito di questo nuovo disco e di come è venuto alla luce.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Champagne e spine ci sono più contenuti rispetto al precedente lavoro Ketamusic e c’è da una parte la voglia di fare qualcosa di diverso rispetto alle solite tamarrate che ho sempre fatto, dall’altra di dimostrare che sapevo fare anche un altro genere di cose. Inoltre l’album descrive il filone della mia vita in questo periodo…</p>
<p style="text-align: justify;">I testi nascono da un’ispirazione che a volte è ricercata, ovvero mi sento di dover scrivere i pezzi in una determinata maniera e se va bene trovo la base che asseconda questa necessità, ma nel 90% dei casi l’ispirazione nasce quando mi passano delle basi, io le sento e lo capisci quando su una base ci puoi scrivere delle figate…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dov’è che ti capita di scrivere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tante delle rime più belle mi vengono in mente quando sono sull’autobus, in strada, in macchina, mentre guardo la tv… Le rime nascono tutte da uno spunto, non è che mi metto lì a pensare “adesso penso alle rime fighe” e mi vengono in mente. Magari sento una roba figa e automaticamente mi viene in mente una rima della madonna, allora me la segno o sul cellulare o su un pezzo di carta se sono in casa e poi la tiro in mezzo in qualche testo. Però se parli proprio di come nascono i testi, tipo adesso mi metto e scrivo un pezzo, lo faccio a casa mia o in studio, tante volte li facciamo in freestyle tipo: oh bella, piglia una base e scriviamo…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Com’è cambiato il tuo rapporto con il quartiere in cui vivi, il “blocco” da quando hai iniziato a rappare? La gente avrà iniziato a riconoscerti…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Già dove stavo prima a Vimercate si era creata una situazione imbarazzante, se passavo in centro o dal giornalaio mi fermavano i ragazzini, però pensavo fosse un fenomeno locale, essendo di Vimercate si era sparsa la voce quindi per forza di cose sapevano chi ero. Poi sono venuto ad abitare a Milano e la cosa è continuata. Ieri è venuta la mia vicina a citofonarmi dicendo: “ci sono due ragazzine in casa mia, puoi venire che facciamo una foto?” L’altro vicino mi fa: “c’è il figlio della mia collega che è superfan tuo, portami il cd!” Tutto questo è bello ma al contempo imbarazzante…</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta ero in centro con Zanna (<em>il suo produttore, ndr</em>) e ci fermavano in continuazione per fare foto. Certo mi fa piacere ma è anche una limitazione. Quest’estate uscivo sciatto coi pantaloncini del pigiama per andare a comprare le sigarette, pensando “tanto figurati se becco qualcuno…” Salivo un attimo sul tram e subito qualcuno mi fermava. Da lì ho capito che l’intera faccenda stava diventando ingestibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tema della perdita è molto ricorrente nei tuoi testi, in “Neve e fango” perdi una ragazza, in un altro pezzo “Ciò che perdi” dici che “solo ciò che perdiamo è ciò che ci rimane realmente”. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come affronti una perdita, ti basta scriverci sopra per superarla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo <em>Neve e fango</em> come esempio, una storia d’amore finita male, che puzza di vero. Tanta gente s’è fatta un viaggio mega che quella storia lì fosse dedicata a una mia ex ragazza in particolare, non è proprio così, in quel pezzo ci sono tante mie esperienze passate incollate assieme. La mia ragazza attuale s’è presa male perché  ci ha visto dentro un ritratto mirato, ma questo avviene perché io sono bravo a creare delle immagini che sono talmente dettagliate da sembrare verosimili.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Intervista a Emis Killa - 23/10/2010 di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5238860035/"><img class="alignright" style="margin: 3px;" src="http://farm6.static.flickr.com/5044/5238860035_6fdfa62c55.jpg" alt="5238860035 6fdfa62c55 Emis Killa: il rap che viene dal Blocco" width="350" height="233" title="Emis Killa: il rap che viene dal Blocco" /></a>Come affronto le perdite? Non le affronto bene perché non sono uno che lega con tutti, non mi fido, però se perdo qualcuno a cui sono affezionato non resto indifferente, anzi. Non sono legato ai soldi o ai beni materiali, se compro l’iPhone e il giorno dopo lo rompo non me ne fotte un cazzo, ma se litigo con un mio amico e non ci parliamo per un mese mi prendo male.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel pezzo che dà il titolo all’album, Champagne e spine, tu dici: “sangue e merda nelle strade è il mio mondo reale, senza trama, senza amori eterni, senza il bel finale”, in un altro pezzo “Autodistruzione” evochi uno scenario futuro in cui ti immagini depresso sul divano con un figlio tossico e una moglie troia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo è un pessimismo cosmico…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si, si si sicuramente! (<em>ride</em>) Allora mettiamola così, adesso non voglio farvi discorsi <em>conscious </em>alla Gandhi però la penso fermamente in un modo: i miei testi sono realisti e chi ci vede troppo pessimismo o si attacca a robe tipo “dici troppe parolacce”  non vuole ammettere che le cose là fuori stanno realmente così.</p>
<p style="text-align: justify;">Se io dico che già mi vedo in paranoia, un figlio tossico e una moglie troia non vuol dire che ho la sfera di cristallo, o almeno spero che non sia così! Però se devo descrivere un quadro generale allora quel pezzo parla un po’ di me e di tutta la mia generazione. Mi ricordo tre anni fa, quando avevo un solo piede nel rap, stavo ancora tanto in strada con gli amici o andavo a ballare nei locali e vedevo i ragazzini di 13 anni che si facevano i colpi di keta sui muretti del Duomo, idem le ragazzine che scopavano a destra e a sinistra, questo è quello che vedevo…</p>
<p style="text-align: justify;">Io non conosco coppie che stanno insieme da sempre, apparte i miei nonni, ma oggi non è più così. Facendo un quadro realista della situazione dico che è facile che vada a finire così, che magari ti trovi a 40 anni con un lavoro di merda e una situazione infelice con la moglie, dove magari vi siete rotti i coglioni di stare assieme ma non vi mollate perché avete un figlio che non ha voglia di fare un cazzo e passa il tempo a drogarsi. Quindi si, se vuoi dì pure che il mio è pessimismo, ma alla fine secondo me è più realismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Senti la responsabilità di quello che scrivi? La tua pagina su facebook accoglie migliaia di nuovi fan ogni settimana, i numeri fanno impressione, tra l’altro hai più fan di artisti del calibro di Enrico Ruggeri…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non lo sapevo! (<em>ride</em>) Bella lì! Più fan di Enrico Ruggeri? Grande! Allora… “ho più fan di Enrico Ruggeri…” (<em>ride</em>) la prossima barra è quella! No comunque, oggi si, sento il peso della responsabilità, ovvero: ho sempre fatto il rap facendo il cazzo che volevo però pensando che quello che dicevo non avesse un peso sulle persone che ascoltano.</p>
<p style="text-align: justify;">Due anni fa mio papà mi diceva: “devi smetterla di parlare di droga in quel modo, come se non fosse niente, perché poi i ragazzini ti ascoltano.” E io dicevo: “ma papà, figurati, se il figlio di qualcuno si droga non è perché ascolta Emis Killa, è perché ha un certo tipo di amicizie.” Il che è anche vero, in parte. Perché se inizio a passare il concetto che il bianco è bello e il rosso fa schifo e a ripeterlo in 3 canzoni, i miei fan inizieranno a pensarlo anche loro, quindi è vero che ho un’influenza sulla gente e a volte penso che certe cose me le posso risparmiare, ma solo se sono concetti che posso esprimere in un altro modo e questo non limita la mia libertà d’espressione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel mixtape di Nais, Fabri Fibra a un certo punto ti presenta dicendo: “Emis Killa, il più criticato.” Ti senti oggetto di tutte queste critiche?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Assolutamente si, ha ragione lui, il più criticato per mille motivi. Principalmente perché ho 20 anni e sono nuovo nella scena e il pubblico rap è perlopiù composto da miei coetanei o ragazzini, qualcuno può pensare “vaffanculo, dovrei esserci io al posto suo.” Quindi le critiche vengono più per invidia, perché chi è obiettivo non può dire che io non sappia fare rap, se dici “non mi piace” è una cosa…</p>
<p style="text-align: justify;">E poi trovano sempre qualcosa da dire, ci sono dei miei pezzi che sono inattaccabili dal punto di vista tecnico, quindi le critiche diventano: “minchia però un truzzo che fa il rap non si può vedere.”</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Intervista a Emis Killa - 23/10/2010 di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5239457342/"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm6.static.flickr.com/5168/5239457342_25b23d70a4.jpg" alt="5239457342 25b23d70a4 Emis Killa: il rap che viene dal Blocco" width="350" height="258" title="Emis Killa: il rap che viene dal Blocco" /></a><strong>Ti ha detto qualcosa Fibra quando vi siete incontrati?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si, non siamo proprio amici, ci siamo incrociati un paio di volte e mi ricordo che mi diceva “sai Emis, quando esce qualcosa di nuovo al primo impatto piace meno della roba vecchia, anch’io quando ho ascoltato la prima volta le tue canzoni percepivo che eri bravo ma non capivo, oggi sono un fan.” Da lì poi c’è stato uno scambio di complimenti e lui mi ha detto che oggi non c’è nessuno della mia età in grado di tenermi testa. Mi ha fatto capire che apprezza i miei lavori e la base di “Cento modi per morire” per il mixtape me l’ha data lui, quindi la gente che la finisse di rompere i coglioni sul fatto che gliel’ho inculata!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In “Non mi fido” metti in dubbio una serie di apparenti certezze consolidate nella nostra società, “muoviti in città hai mille opportunità, il lavoro assicurato, in ufficio fino a sera, davanti una carriera”. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di cosa ti fidi ancora?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Metto in dubbio tante cose, anche di me stesso, però sono convinto che se una cosa ti piace nella vita, vuoi farla veramente e ti sbatti a qualcosa arrivi. Se il mio sogno è fare il rapper devo spaccarmi il culo 10 anni a rappare, ma spaccarmi il culo veramente, e questo non vuol dire che mi faccio vedere ogni tanto nei locali rap e dico che faccio rap, vuol dire scrivere, impegnarsi, raccogliendo critiche e complimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono sempre stato uno che quando dico che qualcosa mi piace e voglio farla la faccio bene. Racchiuso in una parola si chiama determinazione, è la chiave di tutto. La gente crede ancora nelle botte di culo e quelle ci sono anche, ma se fai cagare puoi essere anche il figlio di Berlusconi ma io il tuo rap di merda non lo ascolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Intervista: Luca Zanoncelli</p>
<p style="text-align: justify;">Foto: Zonk Volta</p>
<p style="text-align: justify;">Intervista realizzata il 23 ottobre 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo staff di MAGMUSIC! ringrazia Ill Freddo e Zanna (Blocco Recordz) per la disponibilità.</p>
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		<title>Sanremo: protagonista la musica</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 19:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiccaonair</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/02/Speciale_Sanremo-290x290.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Speciale_Sanremo" />La 61° edizione del Festival di Sanremo ha risposto al suo requisito primario, rendendo la musica protagonista assoluta, grazie a una presenza record di belle canzoni. Che Morandi come conduttore abbia ricordato che il Festival è “della canzone italiana”? A onor del vero, Paolo Bonolis ha attuato per primo il “processo di svecchiamento” del sacro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La<strong> 61° edizione del Festival di Sanremo</strong> ha risposto al suo requisito primario, rendendo la musica protagonista assoluta, grazie a una presenza record di belle canzoni. Che <strong>Morandi</strong> come conduttore abbia ricordato che il Festival è “della canzone italiana”?</p>
<p style="text-align: justify;">A onor del vero, <strong>Paolo Bonolis</strong> ha attuato per primo il “processo di svecchiamento” del sacro appuntamento musicale, attirando così anche l'attenzione dei giovani. <strong>Morandi</strong> e <strong>Mazzi</strong> gli hanno conferito ulteriore qualità da un punto di vista artistico. La presenza di <strong>Vecchioni </strong>e<strong> Battiato</strong> al Festival ne è una prova più che provata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-1695 alignleft" style="margin: 10px;" title="Speciale_Sanremo" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/02/Speciale_Sanremo.jpg" alt="Speciale Sanremo Sanremo: protagonista la musica" width="357" height="343" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2011/02/Speciale_Sanremo.jpg"></a>Vincitore <strong>Roberto Vecchioni</strong>, <strong>Modà con Emma </strong>e <strong>Albano </strong> al secondo e terzo posto. Tra i giovani ne esce vincitore a pieni voti (si aggiudica anche il premio della critica) il bravissimo <strong>Raphael Gualazzi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Vecchioni</strong> con “<strong>Chiamami ancora amore</strong>”. Il vincitore che mette tutti d'accordo, compresi secondo e terzo classificato, con l'intera sala stampa. Strofe poetiche dedicate alla cultura, alle idee e all'unione e un ritornello d'amore. Sul palco è puro come un bambino, ma canta con la consapevolezza di chi le cose oltre a predicarle le fa. A vincere non è semplicemente una canzone, ma un consiglio dato con il cuore in mano "da uno di noi". Si distingue per il suo spiccato senso civico e la sua vicinanza ai giovani nel quotidiano, che trasforma in poesia nelle sue canzoni. E come ricorda l'Inter, squadra del cuore di RobertoVecchioni, è arrivato anche il "sesto titulo".</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>Modà con Emma </strong>cantano "<strong>Arriverà</strong>". Occhi puntati fin dall'inizio su di loro. Emma etichettata come "prodotto" e non come cantante per aver vinto il talent Show "Amici" e i Modà definiti ingiustamente band rivelazione dell'anno, quando hanno alle spalle una gavetta seria e quattro album all'attivo. Con la loro performance mettono tutti a tacere, vuoi per l'intesa artistica tra Kekko e Emma, vuoi per le doti canore e sonore. La canzone non convince certo al primo ascolto, ma si rivela poi vincente sia in termini di vendite, sia relativamente alla gara. Nella serata dei duetti il brano assume ancora più rilevanza, grazie alla partecipazione di Francesco Renga. Secondo posto meritato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Albano </strong> con “<strong>Amanda è libera</strong>” riporta sul palco di Sanremo la denuncia sociale, e con la sua voce maestra racconta un fatto di cronaca del 2008. Una ragazza viene attirata in Italia, con la promessa di una vita migliore, per poi diventare preda dello sfruttamento e della violenza. Di Albano  colpisce l'umiltà con cui affronta il suo quindicesimo festival e l'orgoglio per quel testo dedicato a una giusta causa. Tutto questo si traduce in un'ottima interpretazione e nella meritata riammissione in gara, che lo porterà poi diritto sul podio.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>La Crus</strong> si riuniscono come gruppo proprio in occasione del Festival portando sul palco "<strong>Io confesso</strong>" con la partecipazione del soprano Susanna Rigacci. L'arragiamento retrò e un testo non edulcorato sanciscono il successo del brano e una caldissima rotazione radiofonica.</p>
<p><a title="SENZA OSARE MAI: Sanremo 2011 di cristiana.piraino, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/romalive/5450009115/"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://farm6.static.flickr.com/5095/5450009115_0627494643_m.jpg" alt="5450009115 0627494643 m Sanremo: protagonista la musica" width="180" height="240" title="Sanremo: protagonista la musica" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Davide Van De Sfroos</strong>. Vera rivelazione. Canta in lingua laghée (lago di Como). E allora? Ritmo e testo repentino possono essere goduti anche senza capirne il significato parola per parola, ma semplicemente abbandonandosi al suono della stessa. Polemiche inutili in questo caso. La sua performance è piaciuta a un vasto pubblico, anche meridionale. Si è presentato con la sua band, di cui fa parte anche un grande batterista italiano <strong>Marcello Schena</strong>, in arte “<strong>Bread</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luca Madonia con Franco Battiato</strong>. Contro ogni previsione il grande Battiato non si pone con superiorità nei confronti del Festival definendosi ironicamente, ma non troppo,  "corista" del brano "<strong>L'Alieno</strong>". Ci tiene a regalare l'intera scena a Luca Madonia. Quest'ultimo duetta con Carmen Consoli nella serata di venerdì confermandosi molto stimato anche dai colleghi e gli addetti ai lavori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luca Barbarossa</strong>, festeggia trentanni di carriera e canta “<strong>Fino in fondo</strong>” con <strong>Raquel Del Rosario</strong>, che vuole togliersi l'appellativo di “Moglie di Alonso” e indossare quello di cantante. Dolce e affascinante spagnola, si dimostra talentuosa e impeccabile nel fondere la sua voce con quella avvolgente di Barbarossa. Il brano gode di un arrangiamento già sentito, ma senza ombra di dubbio di grande impatto e un ritornello più che orecchiabile. “E andare su su su nel cielo, giù giù giù nel mare” se non ne siete già vittime lo sarete entro l'estate. Parola di tormentone.</p>
<p style="text-align: justify;">Grande stima<strong> </strong>per<strong> Patty Pravo, </strong>anche per quanto riguarda il suo atteggiamento low-profile. Vocalmente non si discute, ma il brano "<strong>Il vento e le rose</strong>" risulta troppo tradizionale per un Festival che cerca di rinnovarsi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giusy Ferreri - </strong>"<strong>Il mare immenso</strong>". Molto rockeggiante e sicura sul palco, la Ferreri non si esprime al meglio nella prima serata, ma recupera in corsa migliorando l'interpretazione del suo brano. Francesco Sarcina (Le Vibrazioni) duetta con lei nella serata di venerdì ed effettivamente la canzone si rivela coinvolgente. Quello che purtroppo non convince tutti è il suo stile, intriso fino all'esasperazione di vocalizzi. È il suo tratto distintivo, certamente spontaneo, ma che non può mettere tutti d'accordo.</p>
<p><a title="Belen, Morandi e Canalis di Dash 2x1, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/dash2x1/5453251779/"><img class="alignright" style="margin: 10px;" src="http://farm6.static.flickr.com/5013/5453251779_a31f61c5cb_m.jpg" alt="5453251779 a31f61c5cb m Sanremo: protagonista la musica" width="240" height="180" title="Sanremo: protagonista la musica" /></a></p>
<p><strong>Anna Oxa</strong>. Sottovalutata la difficoltà del pezzo portato dalla cantante camaleontica. Colori e intensità nell'interpretazione di "<strong>La mia anima d'uomo</strong>", passati in secondo piano, per lasciar spazio e una querelle sulla scarsa comprensione delle parole. Tutto questo le costa l'eliminazione nella prima serata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tricarico</strong> "<strong>Tre colori</strong>". Unico nel suo genere e unico artista, che regolarmente viene capito un attimo dopo, che in questo caso coincide con il termine del Festival. Francesco Tricarico ci tiene a sottolineare di aver portato una bella canzone apolitica, nonostante le polemiche. Gli sfugge qualcosa sugli interlocutori del televoto ed è dispiaciuto che il suo pezzo sia stato eliminato quando non era più possibile alcun ripescaggio. Il brano scritto da <strong>Fausto Mesolella</strong> degli<strong> Avion Travel</strong> e interpretato da Tricarico ha guadagnato cento stelline nella sua versione duetto, nella quale il cantante si è esibito con un coro di bambini. Emozionante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nathalie</strong>. La vincitrice di X-Factor è una cantautrice introspettiva, che la gavetta non l'ha saltata. Per questo è pronta ad affrontare un palco così importante. <strong> </strong>"<strong>Vivo Sospesa</strong>" è un brano in crescendo, ben scritto, ma soprattutto interpretato con grande sentimento, anche nella versione del duetto con <strong>L'Aura</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anna Tatangelo</strong>. Il brano "<strong>Bastardo</strong>" rientra in gara dopo l'eleminazione della prima serata. Tecnicamente parlando la Tatangelo non si discute. È possibile anche comprendere il suo rammarico dovuto all'associazione del suo nome a Gigi D'Alessio, alla recente partecipazione a X-Factor e più raramente alla sua carriera di cantante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Raphael Gualazzi</strong>. La speranza è che possa realizzare il suo sogno, riportando il Jazz a una dimensione popolare in Italia. Compito arduo, ma considerando l'interesse e l'apprezzamento che ha suscitato il suo brano "<strong>Follia d'amore</strong>", a Sanremo il giovane compositore è partito con la marcia giusta.</p>
<p><a title="Sanremo 2011: il cast al completo di Dash 2x1, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/dash2x1/5452739261/"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://farm6.static.flickr.com/5017/5452739261_d42b506d47_m.jpg" alt="5452739261 d42b506d47 m Sanremo: protagonista la musica" width="240" height="180" title="Sanremo: protagonista la musica" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per la categoria giovani è rimasto l'amaro in bocca. <strong>Micaela </strong>o chi per lei sembrerebbe aver copiato il brano che ha cantato, titolo compreso, da Myspace a una band che la pubblicò nel 2007. Nessuno chiede scusa e la cosa passa inosservata. Il Direttore Artistico sottolinea che i brani sono stati inviati alla Siae, che li ha approvati e non è più possibile intervenire.</p>
<p style="text-align: justify;">Al Festival si parla di<strong> Luca e Paolo </strong>come la vera rivelazione del 61° Festival di Sanremo. Una nuova generazione di comici bipartisan? Forse ci riesce più facile credere all'inciso di Luca Bizzarri <em>"Non me ne frega un cazzo"</em>. I creativi non si pongono gli stessi problemi dei dirigenti di un'emittente pubblica, a loro interessa la libertà d'espressione. Troppi errori nella conduzione, (si spera non previsti da un copione) sono l'unica nota dolente di uno spartito ben composto. Il Festival di Sanremo ha inoltre dedicato un'intera serata ai <strong>150 anni dell'Unità d'Italia</strong>, proponendo canzoni simbolo interpretate fuori gara dai cantanti del Festival. Un <strong>Benigni</strong> in grande forma racconta l'Inno Italiano come probabilmente non l'aveva mai fatto nessuno, facendo commuovere tutti, conduttori compresi. Nel complesso un Sanremo d'annata, nel senso più nobile del termine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Francesca Avallone</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Foto: Flickr</em></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
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		<title>Lady Gaga: che Musical!</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 19:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiccaonair</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" height="150" data-src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/12/ladygaga1-150x150.jpg" class="src-aHR0cDovL3d3dy5tdXNpY2ZyaWVuZGxhYi5uZXQvbWFnbXVzaWMvd3AtY29udGVudC91cGxvYWRzLzIwMTAvMTIvbGFkeWdhZ2ExLTE1MHgxNTAuanBn alignleft tfe wp-post-image" alt="ph. Terry Richardson" title="ladygaga" />Cos'è successo il 4 dicembre 2010? Il Monster Ball Tour di Lady Gaga è atterrato al Forum di Assago con grande attesa di un pubblico che non ha badato a spese. Una delle due note dolenti di uno spettacolo sublime è, appunto, il prezzo del biglietto. Difficile ricordare un'artista che a due anni dal suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cos'è successo il <strong>4 dicembre 2010</strong>? Il <strong>Monster Ball Tour</strong> di <strong>Lady Gaga</strong> è atterrato al <strong>Forum di Assago</strong> con grande attesa di un pubblico che non ha badato a spese. Una delle due note dolenti di uno spettacolo sublime è, appunto, il prezzo del biglietto. Difficile ricordare un'artista che a due anni dal suo primo singolo <em>mainstream </em>viene valutata settantaquattro euro al secondo anello, difficile riuscire a non spenderli perchè è lei, possibile erede di <strong>Madonna</strong> con doti canore pure superiori. <strong>Stefani Germanotta</strong> (per non dimenticare le sue origini italiane) non delude: sorprende.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_1666" class="wp-caption alignleft" style="width: 284px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/12/ladygaga1.jpg"><img class="size-full wp-image-1666  " style="margin: 2px; border: 1px solid black;" title="ladygaga" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/12/ladygaga1.jpg" alt="ladygaga1 Lady Gaga: che Musical!" width="274" height="381" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">ph. Terry Richardson</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il concerto assume le sembianze del Musical, con una struttura che prevede quattro ambientazioni “City”, “Subway”, “Forest” e “Monster Ball”.</strong> L'intro crea subito <em>suspence</em>, su un sipario bianco viene infatti proiettata l'ombra di Lady Gaga e sulle note di “Dance in the Dark” compare lentamente in carne ed ossa, nel suo primo abito di scena, avvolta da “occhiali maschera” suo tratto distintivo. Scende da una scala metallica per entrare nella “City” scenografica, cosparsa di indicazioni al neon, alcune piuttosto provocanti. Comincia il viaggio che ha come meta il “Monster Ball”. Il pubblico si scalda con “Glitter and Grease” e arriva subito il momento di una grande hit “Just Dance”, grazie alla quale oggi tutti conosciamo Lady Gaga. Colpo di scena, si apre il cofano dell'auto d'epoca in primo piano che cela una tastiera e l'artista suona per il suo pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Si prosegue con “Beautiful, Dirty, Rich” e “The Fame”, anche se la prima vera esplosione degli spettatori trova spazio con “LoveGame” e non poteva essere altrimenti visto che il brano è una vera “bomba”. </strong>L'artista è accompagnata nello show oltre che dai musicisti nascosti dentro la city, da un super team di ballerini che con “Boys Boys Boys” mostrano di che stoffa sono fatti, velluto pregiato, e soprattuto si rivelano talmente in sintonia con l'artista da diventare sua estensione nello show. "Subway" è la nuova scena, Lady Gaga gioca e si dimena dentro al vagone di una metropolitana con tutto il cast. “Telephone”, nella versione live coinvolge a tal punto che gli spettatori prendono una decisione all'unisono: tutti in piedi. Come ad ogni concerto che si rispetti arriva il momento intimo, quello che questa sera dimostrerà ai più scettici, che il talento in acustico o  lo possiedi o non lo possiedi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si spoglia da artefatti ed effetti, rimanendo sola con la sua voce e un pianoforte. “Speechless” e un inedito tratto dal suo prossimo disco. </strong>Proprio in questo momento dello show Stefani Germanotta sorprende nella performance acapella dove estensione, colore ed impatto della sua voce diventano fatti e non semplici parole. Padrona della nuova scena “Forest”, che diventa sempre più dark, l'artista si esibisce con totale entusiasmo, ed ecco che una nuova triade fa scatenare il pubblico del Forum, “So Happy I Could Die”, “Monster” e “Teeth”. Il gran finale porta in scena i brani più attesi della serata “Alejandro”, “Poker Face”, “Paparazzi” e “Bad Romance". L'ultima scenografia è sorprendente perchè contiene un mostro, cosparso di tentacoli che cerca di catturare Lady Gaga.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Durante l'esibizione non mancano scene molto forti. </strong>In primis il video che ha fatto tanto discutere dove l'artista si nutre di organi umani, oltre che un pianoforte e una statua di Cristo in fiamme. Una sua fan le lancia una barbie sul palco e lei, con molta naturalezza, mastica la testa e la stacca dal corpo. E' sì un giocattolo, ma <strong>Lady Gaga</strong> è una signorina e quindi fa un certo effetto. Rammenta comunque al suo pubblico che la Barbie è stato uno dei suoi peggiori incubi da bambina.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Coinvogenti sono i momenti in cui si parla di libertà. Un ballerino le chiede di spiegare il significato del Monster Ball Tour e Lady Gaga risponde con la parola "Libertà".</strong> Chiede a tutti di resistere, di essere se stessi e non cedere mai alle provocazioni di chi ci vorrebbe diversi. Racconta la sue origini italiane, aneddoti del suo passato, come la difficoltà di essere accettata al liceo. Durante lo show l'artista si rivela inaspettatamente persona decisamente “alla mano”, tradotto in gergo “non se la tira”, tanto da consolare una sua fan in lacrime nel bel mezzo del concerto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conclusioni. Il live dimostra che Lady Gaga è vera, non è un mero personaggio studiato a tavolino, non è un semplice fenomeno</strong>. E' vera fino a prova contraria perchè sa cantare, scrivere, suonare, stare e ballare su un palco, intrattenere, emozionare. Gusti musicali a parte, il suo successo planetario è meritato e indiscutibile. Fenomeno al massimo è il suo stile, che, ovunque ti giri, genera emulazione e migliaia di cloni. Ecco la seconda nota dolente, dover constatare che troppa gente sacrifica il proprio stile, nonchè la personalità, per assomigliare? No, per diventare clone di qualcuno, in questo caso Lady Gaga. Andare in bagno e vedere le varie e i vari surrogati che si truccano e si sistemano parrucca e fiocchi è piuttosto imbarazzante. Gli spettacoli dal vivo in genere sono un momento importante perchè creano aggregazione, confronto e definizione di se stessi in relazione al prossimo. Per questo ci teniamo a sottolineare una volta per tutte che i prezzi delle performance live stanno diventando inaccessibili. Ironia della sorte, sui giornali ti capita di leggere articoli sui giovani, dove, con forte preoccupazione, li si colloca chiusi in una stanza a tessere relazioni on line. Causa ed effetto. Per stare in mezzo ai loro coetanei molto spesso devono pagare troppo. Stanno a casa, tanto ci sono youtube (concerti virtuali), facebook (aggregazione virtuale) e Twitter (confronto virtuale). Definizione di se stessi in relazione al prossimo? Virtuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il pubblico di questa sera è stato comunque ripagato con una moneta diversa sì, ma più difficile da guadagnare in un periodo di crisi, l'entusiasmo. "Piccoli mostri", come vi chiamerebbe affettuosamente lei, mettete via i soldini per il prossimo show.</strong></p>
<p style="text-align: right;">Francesca Avallone</p>
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		<title>Rock Tv Birthday &#8211; Atto nono</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 21:58:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm5.static.flickr.com/4104/5195806768_7497db50ff.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="CRISTINA SCABBIA from LACUNA COIL live @ Rock TV 9th Birthday Party" title="" />L'anno scorso abbiamo atteso il dodici dicembre, quest'anno si è palesato qualche settimana prima (sabato venti novembre, pioggia), ma la rumba sembra rimanere sempre la stessa. Il sipario del Rock TV Birthday Party si alza dinanzi al pubblico dell'Alcatraz rivelando quello che in fondo da quasi un decennio nasconde: una rassegna del rock d'eccellenza, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L'anno scorso abbiamo atteso il dodici dicembre, quest'anno si è palesato qualche settimana prima (sabato venti novembre, pioggia),</strong> ma la rumba sembra rimanere sempre la stessa. Il sipario del <em>Rock TV Birthday Party </em>si alza dinanzi al pubblico dell'Alcatraz rivelando quello che in fondo da quasi un decennio nasconde: una rassegna del rock d'eccellenza, un palcoscenico/torretta dal quale bombardare il pubblico a suon di granate rock e bollenti proiettili metal. Sono nove ormai le edizioni del mini-festival meneghino che cerca di portare (ardua l'impresa, se non altro per l'organizzazione) la stessa sera sullo stesso stage <em>la gente che conta</em>, artisti di alto calibro insieme a nuove proposte del Marshall e del Fender.</p>
<p><a title="CRISTINA SCABBIA from LACUNA COIL live @ Rock TV 9th Birthday Party di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5195806768/"><img class="alignleft" style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4104/5195806768_7497db50ff.jpg" alt="5195806768 7497db50ff Rock Tv Birthday   Atto nono" width="333" height="500" title="Rock Tv Birthday   Atto nono" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Di chitarre e riff ce n'è stato per tutti, per davvero.<strong>A presentare non ci sono più né Andrea Rock né DJ Ringo:</strong> degna, degnissima sostituta della serata è la rossissima e ricciolosissima <strong>Alteria </strong>direttamente dagli studi di <em>Rock News</em>. Questa ragazza è il <em>night dream </em>di ogni rockettaro: suona (oh si, suona per davvero!), è vivace e conosce a menadito vita morte e miracoli del rock, da Elvis ai Bloc Party. A farle compagnia nei cambi di palco il mai stanco <strong>Max Brigante</strong>, che indomito da sotto la cuffietta invernale targata Joy Divison spara classici  (forse addirittura <em>troppo classici</em>) ad alta tensione per surriscaldare il pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nirvana, Van  Halen, System of a Down, <em>as usual.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Girandomi verso il pubblico, nei cambi di palco,<strong> mi pare di essere in palestra ad una lezione di step/aquagym</strong>, e penso che forse su questo aspetto si potrebbe lavorare un po'  in vista della prossima edizione. Non che sia stato male, ma potremmo inventarci qualcosa di più incisivo per intrattenere tutti in questo frangente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Artisti. Ci sono quasi tutti, a partire dalle band che dall'underground spiccano il volo verso un pubblico più ampio,</strong> leggi <strong>Dufresne</strong>, carichi e potenti, che aprono questa nona edizione con del sano, sanissimo <em>screamo</em>. Lasciano del buono, seminano bene, personalmente mi stupiscono per tenuta scenica, entusiasmo e tecnica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong>“<em>L'Italia ha bisogno di più punk rock”</em>,</strong> scrivevo un paio di settimane fa nello <em>status</em> di Facebook. Dopo i SUM 41 coi Veara sabato scorso e dopo l'evento che sto raccontando devo dire che  i miei (e non solo miei) desideri sono stati esauditi in toto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da applausi l'esibizione dei leggendari <strong>Extrema</strong>, capisaldi del genere <em>hard, </em>con quel GL Perotti che dall'ottantanove (OTTANTANOVE) porta alto, altissimo lo stendardo del metal in Italia e in Europa. Di questa band non so proprio cosa dire, se non che sono rimasto in estasi per tutta la loro (breve, per ovvi motivi) esibizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un buon sound anche dagli ampli dei <strong>Labyrinth</strong>, altra formazione archetipica che vanta non so quanti live intorno al globo. Era la prima volta che li sentivo, e devo dire che hanno orgogliosamente portato avanti il loro stile <em>power </em>e i loro suoni anche di fronte ad un pubblico forse più moderno,<strong> un pubblico che non è propriamente fan del genere</strong>, un pubblico affamato di novità e per questo restio all'ascolto di un genere che non si rinnova da una quindicina d'anni. <em>Giammai</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Appena qualche minuto e i nostri padiglioni auricolari si trovano alle prese con il sound della dolcissima <strong>L'Aura, </strong>che ci incanta con il suo piano per un momento di relax meritato dopo i fasti delle sopra citate band.</p>
<p style="text-align: justify;">Ormai appuntamento fisso quello con i <strong>Meganoidi </strong>che, tromba alla mano, ci regalano una <em>Zeta Reticoli </em>di infinita dolcezza, infinita rabbia, infinito amore. Come sempre grande tenuta di scena, grande sound, grande feeling.</p>
<p style="text-align: justify;">Coi <strong>Vanilla Sky</strong> torna in scena il punk-rock che, ahimè, di punk ha mantenuto molto poco. La band romana sembra essersi adagiata su un <em>mood</em> più popolare, meno estremo, meno ruvido: questo da un lato porterà ad un sicuro (anzi, ormai già consolidato) accesso al <em>mainstream</em>, ma dall'altro la band perde molto in fase di <em>performance</em> live. Con la cover di Lady Gaga <em>Just Dance</em> si rianimano i sopiti spiriti dell'audience presente, anche se pare che a questa esibizione sia mancato qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Energia? Forse.</p>
<p style="text-align: justify;">In relax anche i <strong>Tre Allegri Ragazzi Morti,</strong> in vena di spettacolo invece i <strong>Marta sui Tubi</strong>, davvero bravi nel loro genere a mescolare sonorità inedite al più nostrano rock. Da applausi i <strong>The Fire</strong> della vecchia conoscenza (leggi: Shandon, ma sono passate epoche) Olly, e la nuova, pazza idea di <strong>Roy Paci</strong> che si presenta on stage con una formazione chitarra batteria e tromba davvero all'altezza della situazione.</p>
<p><a title="GIULIANO SANGIORGI (NEGRAMARO) live @ Rock TV 9th Birthday Party di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5195196961/"><img class="alignleft" style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4086/5195196961_372609b20c.jpg" alt="5195196961 372609b20c Rock Tv Birthday   Atto nono" width="350" height="230" title="Rock Tv Birthday   Atto nono" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il cuore del progetto resta però <strong>Rezophonic</strong>, la super-band voluta da Mario Riso per sostenere un vero e proprio progetto umanitario: portare l'acqua dove l'acqua non c'è, in paesi dove questo liquido incolore per noi così scontato è pura poesia, vita, necessità. È così che troviamo sul palco, in un <em>dream-team</em> da capogiro per una manciata di brani, gente del calibro di Cristina Scabbia e Andrea Ferro dei Lacuna Coil, Max Zanotti dei Deasonika, Eva Poles dei Prozac+, Francesco Sàrcina de Le Vibrazioni, lo <em>special guest</em> <strong>Giuliano Sangiorgi</strong> dei Negramaro e molti, moltissimi altri. Oltre ad elogiare il progetto di Riso, mi sento di applaudire anche l'esecuzione live: davvero pregevole (come insegna il Real, non sempre grandi campioni messi in squadra insieme fanno vincere la Champions) nel complesso e nella ricerca della dimensione adatta ad una corretta elaborazione del messaggio, sia musicale che sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Momento di malinconia e <em>spleen</em> all'annuncio dell'assenza sulla scena del granitico <strong>Pino Scotto</strong>, alle prese con motivi familiari e al quale auguriamo tutto il bene che possiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiudono i massicci Lacuna Coil proprio quando la serata sembra essersi scaldata, e sul finale tutti sul palco per cantare, ancora una volta, sempre più forte, sempre più incazzati, “Tanti auguri Rock TV!”.</p>
<p style="text-align: right;">Articolo e foto a cura di <a title="webstudio22" href="http://www.webstudio22.com">Zonk Volta</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="450" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625313692839%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625313692839%2F&amp;set_id=72157625313692839&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="450" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625313692839%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625313692839%2F&amp;set_id=72157625313692839&amp;jump_to="></embed></object></p>
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		<title>Il punk rock dei Sum 41 all’Eastpak Antidote Tour</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 22:54:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm2.static.flickr.com/1409/5185210583_4969c83392.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="SUM 41 live @ Alcatraz 13 09 2010 - The Eastpak Antidote Tour" title="" />I Sum 41 amano l’Italia e lo dimostrano tornandoci per la terza volta in un anno (dopo il Give It A Name Festival di aprile e l’I-Day Festival di settembre) per un concerto che registra il tutto esaurito con largo anticipo, come prevedibile. La formazione guidata da Deryck Whibley arriva all’Alcatraz di Milano il 13 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I Sum 41 amano l’Italia e lo dimostrano tornandoci per la terza volta in un anno (dopo il <em>Give It A Name</em> Festival di aprile e l’<em>I-Day Festival </em>di settembre) per un concerto che registra il tutto esaurito con largo anticipo, come prevedibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="SUM 41 live @ Alcatraz 13 09 2010 - The Eastpak Antidote Tour di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5185210583/"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://farm2.static.flickr.com/1409/5185210583_4969c83392.jpg" alt="5185210583 4969c83392 Il punk rock dei Sum 41 all’Eastpak Antidote Tour  " width="333" height="500" title="Il punk rock dei Sum 41 all’Eastpak Antidote Tour  " /></a>La formazione guidata da <strong>Deryck Whibley</strong> arriva all’Alcatraz di Milano il 13 novembre 2010 nell’ambito della sesta edizione dell’<strong>Eastpak Antidote Tour</strong>, carovana punk rock che quest’anno attraversa l’Europa in lungo e in largo tra ottobre e dicembre per un tour che conta 28 date in 13 stati diversi tra cui Regno Unito, Spagna, Francia, Germania e Paesi scandinavi.</p>
<p style="text-align: justify;">Whibley, lasciatosi ormai alle spalle da oltre un anno la <strong>relazione con Avril Lavigne</strong> e reduce dai bagni di folla del <em>Vans Warped Tour</em> (il più celebre festival punk rock americano), sale sul palco con la sua band storica, fatta eccezione per il chitarrista Tom Thacker che ha preso il posto di Dave Baksh nel 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">A colpo d’occhio il look del frontman canadese ci ricorda quello di Johnny Rotten dei Sex Pistols.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La scaletta proposta per questo tour racchiude in sé il lungo percorso artistico dei Sum 41</strong>, che va dal pop-punk degli esordi, quello di <em>In too deep</em> per intenderci, ai suoni più duri e contaminati di metal di lavori più recenti come <em>The hell song</em> (brano scelto per aprire il concerto) passando dal rapcore di <em>Fat lip</em>. Ascoltando l’esibizione, che ha il pregio di non essere incentrata sul loro ultimo album di inediti datato 2007, ci si rende conto che i musicisti a cui questo gruppo si è ispirato nel corso degli anni sono molteplici, troviamo ora assaggi di NOFX, ora di Iron Maiden, rimaneggiati a comporre un risultato finale mai uguale alla fonte di ispirazione, come in un film di Tarantino, che attinge a tanti generi plasmandoli in un prodotto dallo stile unico e originale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel corso della serata la band presenta anche un inedito</strong>, <em>Skumfuk</em>, presumibilmente contenuto nel prossimo album, <em>Screaming Bloody Murder</em>, in uscita a febbraio 2011. Il brano risulta molto interessante riuscendo a fondere un inizio e una parte centrale serratissimi ad un finale lento in stile ballata, che ha il pregio di mettere in luce, giocando su questo contrasto, l’intonazione vocale di Whibley, estremamente godibile anche nella parte non urlata.</p>
<p style="text-align: justify;">I fan di vecchia data possono rimanere soddisfatti dai brani esibiti che oltre ai già citati singoli degli esordi comprendono anche l’energica <em>Motivation</em>, la struggente <em>Pieces </em>e la più recente <em>Walking disaster</em>, per <strong>oltre un’ora di live che si chiude con uno scambio di ruoli che vede Deryck Whibley impegnato alla batteria e il batterista Steve Jocz alla prima voce per il brano dal sapore più metal del loro repertorio: <em>Pain for pleasure</em></strong>. Va detto che nei pezzi più duri e intrisi di chitarre distorte come questo, l’acustica dell’Alcatraz non risulta all’altezza dell’esibizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aprire la serata band poco note perfino agli appassionati di genere, c’è il pop-punk dei giovanissimi <strong>Veara</strong>, novità assoluta di casa Epitaph Records, dai quali rimaniamo positivamente impressionati grazie alle doti della batterista Brittany Harrell, una vera forza della natura, che non si tira indietro neanche quando c’è da spostare gli strumenti per un rapido cambio di palco.</p>
<p style="text-align: justify;">Spunti d’interesse anche nell’esibizione dei <strong>The Black Pacific di Jim Lindberg</strong>, per vent’anni leader dei <strong>Pennywise</strong>, a lui riconosciamo l’umiltà nel rimettersi in gioco dopo due decadi di dominio della scena, ricominciando da capo in una band che si trova a fare da spalla ai più giovani Sum 41. Una lezione di stile da cui dovrebbero trarre esempio molti musicisti d’oggi, pomposi e arroganti oltre misura e che magari hanno scritto un decimo delle pagine che ha scritto Lindberg nella storia del punk rock.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="mailto: luca@musicfriendlab.net">Luca Zanoncell</a><span style="font-size: 13.3333px;"><a href="mailto: luca@musicfriendlab.net">i</a></span></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="480" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625412546476%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625412546476%2F&amp;set_id=72157625412546476&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="480" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625412546476%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625412546476%2F&amp;set_id=72157625412546476&amp;jump_to="></embed></object></p>
<p>Foto di <a href="http://www.webstudio22.com">Zonk Volta</a></p>
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		<title>Impressioni dal secondo compleanno di Hip Hop TV</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 10:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiccaonair</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm2.static.flickr.com/1314/5105496290_9882f88970.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Hip Hop Tv 2nd Birthday - Da Move" title="" />Il 15 Ottobre 2010 è la data del maxiconcerto organizzato per festeggiare il secondo compleanno di Hip Hop TV. L'Alcatraz di Milano è anche quest'anno il luogo deputato a celebrare questo mondo, e il punto di forza della serata risiede nella eccezionale varietà delle esibizioni. Innumerevoli infatti gli artisti che calcano il palco per dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <strong>15 Ottobre 2010</strong> è la data del maxiconcerto organizzato per festeggiare il secondo compleanno di <strong>Hip Hop TV</strong>. L'Alcatraz di Milano è anche quest'anno il luogo deputato a celebrare questo mondo, e il punto di forza della serata risiede nella eccezionale varietà delle esibizioni. Innumerevoli infatti gli artisti che calcano il palco per dare vita a quattro ore di live serratissimo e senza interruzioni.</p>
<p><a title="Hip Hop Tv 2nd Birthday - Da Move di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5105496290/"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://farm2.static.flickr.com/1314/5105496290_9882f88970.jpg" alt="5105496290 9882f88970 Impressioni dal secondo compleanno di Hip Hop TV" width="300" height="200" title="Impressioni dal secondo compleanno di Hip Hop TV" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L'emittente televisiva di <strong>Sky</strong> (canale 720) crea spazio a una cultura, l'Hip Hop, che per affermarsi in Italia con tutti i crismi e fuori dalla sua nicchia necessita ancora di un po' di tempo. Hip Hop TV le facilita questo percorso, offrendole quotidianamente una vetrina sul mondo. Lo staff anche quest'anno è una macchina da guerra, dinamica e impeccabile: una line up così estesa e un sold out <em>più sold out dei sold out</em> (scusate il gioco di parole, ma rende l'idea), se così non fosse, sarebbero impossibili da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;">Proviamo a metterci nei panni di chi sta leggendo questo articolo.</p>
<p style="text-align: justify;">1) State cercando nell'articolo informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Non seguite l'Hip Hop e ci siete capitati per caso.  In quest'ultimo caso vi lanciamo un segnale. L'Hip Hop è considerato un genere musicale, ma per cultura è racconto e cronaca. Se in generale vi piace ascoltare, capire, ma soprattutto farvi un'idea sul mondo che vi circonda, forse vale la pena di cercare sul web, come dice Supa (MC), ospite di questa serata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuna di queste realtà, fatte di rapper (che quando hanno personalità da vendere e un ego spiccato si definiscono più propriamente MC, maestri di cerimonia), dj, beatmaker, breaker, writer ecc., vi dice qualcosa che potrebbe farvi appunto riflettere. Per questo se anche non siete appassionati del genere, non snobbatelo a priori perchè tra tanti artisti qualcuno potrebbe rappresentare quello che cercate.</p>
<p style="text-align: justify;">E' il bello di questo mondo, l'Hip Hop, in tanti lo praticano, ma solo qualcuno fa al caso vostro. Un mondo vario che necessita di un mondo altrettanto vario.</p>
<p style="text-align: justify;">A inizio serata <strong>Rido</strong>, conduttore dell'Hip Hop TV BDAY, spiega che tutte le discipline Hip Hop fanno parte dell'iconografia di questa cultura e per questo vanno conosciute e acclamate. Un concetto importante ed espresso in maniera concreta durante lo show. Infatti <em>turntablism</em>, <em>breaking</em>, <em>basket </em>e <em>bike </em>faranno da collante alla serata nei cambi palco. Ottimo l'impatto visivo ed emozionale, nonchè sonoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Hip Hop Tv 2nd Birthday - Mondo Marcio di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5105496832/"><img class="alignright" style="margin: 5px;" src="http://farm2.static.flickr.com/1109/5105496832_1a054c7a73.jpg" alt="5105496832 1a054c7a73 Impressioni dal secondo compleanno di Hip Hop TV" width="333" height="500" title="Impressioni dal secondo compleanno di Hip Hop TV" /></a>A scaldare il pubblico in sala ci pensa <strong>Dj Herca</strong> con una vetrina di “rap chicche americane” mixate in un piacevole dj set. Il party comincia con le evoluzioni di tre talentuosi breaker.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla Sicilia arriva <strong>Othello</strong>, che porta in scena con coraggio lo spaccato della sua terra, compresi temi riguardanti la mafia. A corredare l'audacia di questo rapper,  una simpatica cover di “<strong>Pop Porno</strong>”, completamente rivisitata. Gli <strong>Hugaflame</strong> si presentano sul palco con maschere teatrali senza espressione, con loro è impossibile non constatare che il cantato nel rap è sempre più in voga, soprattutto tra le nuove leve. Un'interpretazione dignitosa, ma la personalità degli Hugaflame non esce così cristallina questa sera, molto probabilmente per il poco tempo a disposizione. I ritornelli melodici incastonati nel rap creano spesso un'atmosfera intensa, e gli Hugaflame riescono in questa missione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si parla di Hip Hop Italiano allora gli <strong>ATPC</strong> e gli <strong>En Mi Casa</strong> sono le persone giuste al posto giusto. Loro hanno contribuito a scrivere questa storia con molta dedizione e non fermandosi al primo ostacolo. Solo in questo modo si arriva a celebrare un ventennio di carriera. Gli ATPC sulla base di "<strong>Pass Out</strong>" di Tinie Tempah, sono totalmente padroni nei giochi di parole, tanto cari al mondo dell'Hip Hop.</p>
<p style="text-align: justify;">Stregati da <strong>Babaman</strong>, che sul palco si esprime al meglio in chiave Reggae, il suo attuale mondo. Un animo appassionato e un talento vocale colpiscono di questo artista. Il suo timbro ha un pregio, è inconfondibile, quindi un segno se ve lo trovate davanti lo lascia. Piovono on stage diversi regalini per lui. Si merita quelli e i tanti applausi con cui lascia il posto al prossimo artista.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriva il momento dei <strong>Da Move</strong>, protagonisti di numeri davvero godibili con bike e palloni da basket.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mondo Marcio</strong> accompagnato in consolle da <strong>Dj Cristian Vlad</strong>, annuncia l'uscita del suo disco che avverrà nel mese di gennaio e si esibisce anche con un mambo versione rap.</p>
<p style="text-align: justify;">In rappresentanza della <strong>Dogo Gang</strong> arrivano <strong>Ted Bee</strong>, <strong>Deleterio</strong> e <strong>Caneda (più tardi Vincenzo Da Via Anfossi, Marracash e i Club Dogo)</strong>. Vero è che in questa sede dovremmo parlare di musica, ma è impossibile non menzionare tra le righe la veste elegante di quest'ultimo, artista così crudo nelle rime. Un dualismo che non va compreso, ma solo ammirato. Jeans stretti e golfino girocollo per un'interpretazione assolutamente coerente con la capacità di <strong>Caneda</strong> di portare in scena contenuti, ma soprattutto modalità espressive completamente nuove. Caneda non è per tutti e forse nemmeno lo vuole essere, ma almeno quello che porta sul palco non puoi averlo già sentito, perché risiede nel suo più profondo inconscio.</p>
<p style="text-align: justify;">"La vita è questa e non ti danno niente gratis" ("<strong>Dico Il Vero</strong>"), la sete di verità accompagna sempre gli intenti di <strong>Supa</strong> e di colui che ne getta le fondamenta, l'irrinunciabile <strong>DJ Nais</strong>. I testi di questo ragazzo sono espressione della non accettazione delle logiche attuali. Supa tramite i suoi dischi chiede soprattutto ai giovani di informarsi su canali non corrotti, aprire gli occhi e combattere per un mondo completamente diverso. L'auspicio è che sempre più persone accolgano la sua sfida.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Hip Hop Tv 2nd Birthday - Vaccaman di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5105565754/"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" title="Hip Hop Tv 2nd Birthday - Vaccaman" src="http://farm5.static.flickr.com/4091/5105565754_731d0a2282.jpg" alt="5105565754 731d0a2282 Impressioni dal secondo compleanno di Hip Hop TV" width="400" height="266" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con la quasi totalità della scena italiana presente ci si aspetterebbe anche una serie di featuring a non finire, cosa che purtroppo non avviene. Ogni artista sale sul palco a suonare il proprio repertorio, ma salvo un duetto di <strong>Dargen D’ Amico</strong> con <strong>Daniele Vit,</strong> i tempi sono forse troppo stretti per accogliere più di un artista alla volta. Nessuno si prende la briga di condividere i pochi minuti a disposizione con qualcun altro. E’ questa l’ unica mancanza di una serata che regala comunque grandi soddisfazioni a tutti gli appassionati di genere, con esibizioni talvolta anche generose come quella di <strong>Vacca</strong> che si ferma sul palco a presentare diversi brani del suo recente lavoro. Tra i tanti abbiamo apprezzato il nuovo singolo “ <strong>Tu dici che</strong>” , dai toni rilassati e meditativi, che non infiamma il pubblico ai livelli di “ <strong>Vita da re</strong>” (suonata in apertura), ma regala ugualmente un brivido a chi ha già ascoltato l’ album.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni casi verrebbe voglia di ascoltare di più, come per <strong>Emis Killa</strong>, vera rivelazione del momento e molto apprezzato dai suoi colleghi “grandi” , nomi pesanti come <strong>Club Dogo</strong>, <strong>Ensi</strong> e <strong>Marracash</strong>, tutti presenti nel suo ultimo album "<strong>Champagne e Spine</strong>", disponibile in free download sul sito dell’ etichetta indipendente <strong>Blocco Recordz</strong>. Mentre osserviamo l’ esibizione da un angolino del palco l’ unica cosa che pensiamo è che se il nostro fotografo ci regalerà un paio di scatti buoni dev’ essere proprio un fenomeno perché Emis Killa, sul palco come nelle rime, è frenetico e si fa fatica a stargli dietro, peccato poter ascoltare solo tre pezzi, e peccato solo uno tratto da <strong>Champagne e Spine</strong> ("<strong>K.I.L.L.A.</strong>"). Di lui avremo comunque modo di parlare in uno speciale più avanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Big Fish</strong> remixa le sue migliori basi, che ascoltate in successione dimostrano una sola cosa: è il numero 1 e se ce ne fossero altri in Italia, o lui è arrivato prima o lo è di più.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Hip Hop Tv 2nd Birthday - Emis Killa di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5104929713/"><img class="alignright" title="Hip Hop Tv 2nd Birthday - Vaccaman" src="http://farm2.static.flickr.com/1172/5104929713_50a7cd266d.jpg" alt="5104929713 50a7cd266d Impressioni dal secondo compleanno di Hip Hop TV" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un’ esibizione che non delude mai è quella di <strong>Dargen D’ Amico</strong> accompagnato dai <strong>Two Fingerz</strong>, che apre duettando con <strong>Daniele Vit</strong> in “ <strong>Odio volare</strong>” , tratto dal suo ultimo EP: <strong>D’ Parte Seconda</strong>. Se dovessimo scegliere un brano tra quelli esibiti stasera, che testimoni la reale vitalità della scena nel proporre contenuti originali premieremmo sicuramente questo, un brano “ delicatissimo” che scava nel profondo della psiche alla maniera di D’ Amico. Sonorità composte che non striderebbero nemmeno a Sanremo, se non per mettere in luce la superiorità di un artista hip-hop (citando Morgan, la nuova frontiera del cantautore italiano), rispetto ad altri artisti che calcano abitualmente il palco dell’ Ariston. Ma non vogliamo fare della retorica quindi questo brano ci accontentiamo di ascoltarlo qui, davanti a un pubblico sicuramente meno vasto e più ricettivo, anche se D’ Amico a Sanremo è un sogno proibito che continuiamo a concederci. Del resto siamo dell’ idea che un evento così prestigioso come quello del Festival si meriterebbe uno svecchiamento di personaggi e contenuti tale perlomeno da renderlo se non al passo coi tempi almeno rappresentativo di un ampio ventaglio di ambienti. Ma questa è un’ altra storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando all’ esibizione del trio Two Fingerz-D’ Amico, la nota di stile iniziale lascia poi spazio a brani più ballabili e senza dubbio più spendibili in una serata come questa, dalla nuova “ <strong>Hey DJ</strong>” al singolo “<strong> Festa Festa</strong>”. L’ impressione è che per l’ Hip Hop la tentazione di sconfinare nella techno sia sempre più irrinunciabile e il risultato sono cinquemila persone che non si limitano più a tirare su le mani come da sempre accade alle jam, ma che saltano come ad un concerto dei Blink.</p>
<p style="text-align: justify;">"<strong>Stupido</strong>" e "<strong>Fino a qui tutto bene</strong>". E' arrivato <strong>Marracash</strong>, rispetto all'anno scorso più composto, meno invasato e più convincente anche da un punto di vista vocale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Hip Hop Tv 2nd Birthday - Dargen D'Amico,  DanT (2Fingerz) di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5105564844/"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1260/5105564844_3a0c28a8c5.jpg" alt="5105564844 3a0c28a8c5 Impressioni dal secondo compleanno di Hip Hop TV" width="500" height="333" title="Impressioni dal secondo compleanno di Hip Hop TV" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Hip Hop Tv 2nd Birthday - Dargen D'Amico,  DanT (2Fingerz) di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5105564844/"></a>Dei <strong>Club Dogo</strong> non appreziamo il fatto di essere usciti per ultimi e aver suonato un solo pezzo, l’ attesa del pubblico va ripagata, non con <strong>Spacco Tutto</strong>, non con il "peggior" brano dell’ album, rispetto agli altri che contiene. Occasione in parte sprecata. Sarà  che l'Alcatraz prossimamente sarà a loro completa disposizione, ma ai presenti dispiace non poter ascoltare qualche brano in più dell'ultimo disco "<strong>Che Bello Essere Noi</strong>", album tra l'altro ben fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci piace (ma per dovere di cronaca lo facciamo) sottolineare come, anche quest’ anno, l’ artista più influente in Italia, se non altro in termini di copie vendute, manchi all’ appello. Lanciamo quindi questa provocazione al grande assente: siamo di fronte a un tocco di classe nel non voler rubare la scena agli altri o è puro e semplice snobbismo? Decidete voi, in ogni caso alla serata più importante dell’ anno per la scena hip-hop italiana <strong>Fabri Fibra</strong> è, per il secondo anno di fila, assente ingiustificato.</p>
<p style="text-align: justify;">Data la line up così estesa non abbiamo menzionato tutti gli artisti in scena, ma sul canale 720 di Sky potrete scoprirne le gesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Buon compleanno Hip Hop TV!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="410" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625093714297%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625093714297%2F&amp;set_id=72157625093714297&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="410" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625093714297%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157625093714297%2F&amp;set_id=72157625093714297&amp;jump_to="></embed></object></p>
<p style="text-align: right;">Articolo a cura di Francesca Avallone e Luca Zanoncelli</p>
<p style="text-align: right;">Fotografie di <a href="http://www.webstudio22.com" target="_blank">Zonk Volta</a></p>
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		<title>Pukkelpop 2010 (Belgium): 200 artisti per tre giorni di Live</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 20:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm5.static.flickr.com/4150/5005729715_3d9364e18a.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Analogic Years - Pukkelpop 2010 #9/15" title="" />Ne siamo rimasti estasiati, ma c'era anche da aspettarselo. Un'esperienza come questa del Pukkelpop 2010 a Kiewit/Hasselt – Belgio - risulta davvero difficile da raccontare nelle poche righe concesse da un articolo. Un bombardamento di emozioni e suoni, il tutto per tre giorni intensissimi (dal 18 al 21 agosto) che hanno visto alternarsi sugli otto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ne siamo rimasti estasiati, ma c'era anche da aspettarselo. Un'esperienza come questa del Pukkelpop 2010 a Kiewit/Hasselt – Belgio - risulta davvero difficile da raccontare nelle poche righe concesse da un articolo. </strong>Un bombardamento di emozioni e suoni, il tutto per tre giorni intensissimi (dal 18 al 21 agosto) che hanno visto alternarsi sugli otto palchi messi a disposizione oltre duecento band f<em>rom all over the world</em>. Una line-up spaventosa, che costringeva, <em>mon dieu!</em>, ad effettuare scelte obbligate a causa della (inevitabile) sovrapposizione di orari. Volevamo tutto, ma come sarebbe stato possibile? Abbiamo dunque cercato il compromesso; partiti in quattro (due maschietti e due femminucce) con gusti musicali piuttosto diversi, non abbiamo avuto problemi né indugi a “spizzicare” da tavolate che non erano le nostre e che, anzi, ci hanno offerto primizie inaspettate ed una certa varietà ognuna delle tre giornate.</p>
<p><a title="Analogic Years - Pukkelpop 2010 #9/15 di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5005729715/"><img class="alignnone" style="margin: 2px; border: 2px solid black;" src="http://farm5.static.flickr.com/4150/5005729715_3d9364e18a.jpg" alt="5005729715 3d9364e18a Pukkelpop 2010 (Belgium): 200 artisti per tre giorni di Live" width="500" height="316" title="Pukkelpop 2010 (Belgium): 200 artisti per tre giorni di Live" /></a></p>
<p><strong>L'organizzazione (eccezionale per davvero) che sta dietro a questa grande manifestazione si può toccare con mano fin dalle prime ore; </strong>infatti ad aspettarci a Bruxelles c'è un treno che ci condurrà gratuitamente al festival. Una parantesi sulle reti ferroviarie del Belgio, dove il regionale è come un Eurostar italiano, e gli Intercity sembrano delle navicelle spaziali su due piani con una pulizia da far invidia ad un albergo svizzero a 5 stelle. Noi Italiani queste cose gratis ce le possiamo scordare.</p>
<p><strong>Giunti a Kiewit attraversiamo una grande via, o meglio la “strada verso il paradiso della musica”. È tutto rigoroso, è tutto ordinato.</strong> I belga sono tutti pettinati uguali! Siamo in tantissimi, ma ci sentiamo al sicuro. Distese d'erba e un cielo caravaggesco rispettivamente sostengono e sovrastano il camping, pronto ad ospitare oltre 46.000 tende di appassionati musicofili, che pianteranno i picchetti a suon di martello per tutta la durata della manifestazione. Gli abitanti di Kiewit si sono attrezzati per piantare <em>gazebi</em> nei loro giardini e offrire food &amp; beverage low-cost al popolo festaiolo. Se in vacanza cercate tranquillità e riservatezza non fate il giro largo. Diversamente, se sognate un luogo dove sentirvi parte di una folla che sta scrivendo la storia, Il Pukkelpop vi aspetta. Qui ci si sente protagonisti anche nel rispettare l'ambiente in cui gli artisti, cui sei devoto, vanno in scena. Infatti gadget vari verranno donati a coloro che infileranno nei sacchetti bottiglie, piatti e bicchieri di plastica.</p>
<p><strong>**</strong></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a title="Pukkelpop 2010 - Sfeer di proximusgoformusic, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/proximusgoformusic/4912229775/"><img style="margin: 2px; border: 2px solid black;" src="http://farm5.static.flickr.com/4114/4912229775_2178bbe235.jpg" alt="4912229775 2178bbe235 Pukkelpop 2010 (Belgium): 200 artisti per tre giorni di Live" width="500" height="333" title="Pukkelpop 2010 (Belgium): 200 artisti per tre giorni di Live" /></a><p class="wp-caption-text">© 2010 Isabel Pousset</p></div>
<p><strong>Certo che svegliarsi nel campeggio dopo qualche ora di sonno sulle note degli Ok, Go! è quasi buffo da raccontare. </strong>Eppure è così: dalle undici del mattino nell'area adibita al festival era un continuo alternarsi di band on stage (certo, era un festival, ma quanti garantiscono cotanta musica e cotanta qualità nell'intero arco della durata della manifestazione?). La mattina, fatta una doccia (quando si riusciva, impresa ardua per davvero), facciamo una piccola colazione in strada, approfittando dei baracchini messi in piedi nell'area antistante le uscite dai miti ed accoglienti abitanti della cittadina belga.</p>
<p><strong>Ricordiamoci che questa è la venticinquesima edizione del festival belga, ma è anche la prima completamente sold-out. </strong>Maree, ma maree vere di gente che si muovono ordinatamente (e sottolineiamo, ordinatamente) verso i main-stage, con un rispetto reciproco evidente, senza fretta né spintoni. A Duisburg, alla <em>Love Parade</em> di quest'anno, è accaduto quello che è accaduto, e tutta questa attenzione sia da parte dei partecipanti che dall'organizzazione è sicuramente frutto dello spavento. Serve sempre il morto, per ragionare in termini di sicurezza. Purtroppo.</p>
<p><strong>In ogni caso possiamo affermare che il Pukkelpop 2010 ha garantito altissimi standard qualitativi, sia dal punto di vista organizzativo che di sicurezza, di line-up e di pronto soccorso (quando è servito).</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Passiamo alla musica. A seguire una piccola rassegna degli artisti che, in qualche maniera, ci hanno particolarmente impressionato.</strong></p>
<p><strong>19 agosto - DAY #01</strong></p>
<p><strong>Thrice: </strong>ci svegliano la mattina del primo giorno, e fanno più effetto dei nostri caffè. Ora che siamo belli svegli e pimpanti ci dirigiamo verso la <strong>Marquee Room</strong> dove si esibiranno i <strong>We Are Scientists, energico trio indie rock.</strong></p>
<p><strong>All Time Low: </strong>quartetto statunitense, ben rappresentativo di quel pop-punk tanto acclamato negli ultimi anni e propulsore anche per molte nuove leve del panorama musicale indipendente<strong>. </strong>Bravini, ci aspettavamo qualcosina di più, ma il genere è quello e sperimentare non è poi così di moda.</p>
<p><strong>Tinie Tempah:</strong> trascinatore, positivo e con un'umiltà nell'approccio con il pubblico più unica che rara. I pezzi più coinvolgenti sono <strong>Invincible</strong>, feat Kelly Rowland e <strong>Pass Out</strong>, il singolo che ne ha decretato il successo anche in Italia. Il resto del repertorio si fa ascoltare volentieri (Lollipop, Frisky e molte altre). Se pensate che il rap non sia morto, ma si sia semplicemente evoluto annoverando anche nuove stelle, date una chance a Tinie Tempah, così come avete fatto con Kid Cudi e Drake.</p>
<p><strong>Blink-182: </strong>con loro non è nemmeno più una questione di gusti musicali, è qualcosina di più. Erano anni che non li vedevamo dal vivo, l'ultima volta eravamo si e no in seconda liceo, a Milano, quindi indicativamente sono passati una quindicina d'anni. Vederli lì, sul palco, Tom, Mark e Travis, è stata un'epifania. E poco importa che Tom non sappia tuttora suonare, e che Travis rulli sempre e comunque. Lo spettacolo è da applausi. Emozioni a non finire, una carrellata di classici (<em>All the Small Things, Always, Aliens Exist</em>) zuccherofilatosi. I Blink sono tornati. Le rughe iniziano a scavare la fronte di Mark, e Tom risulta un po' gonfio. Le cicatrici di Travis sono marcate, e bruciano ancora. Il giudizio resta in bilico tra un dieci e lode emozionale e un sei da <em>reunion</em> di convenienza. Nel dubbio diamo un otto, anche se i Blink sono sempre i Blink, uno dei gruppi che più ci ha segnato negli ultimi quindici anni, coloro che, tra gli altri, ci  hanno fatto avvicinare al punk e alla musica suonata. Lacrimuccia, sia di commozione che di nostalgia. Spleen misto entusiasmo. Noi c'eravamo anche stavolta, mentre Travis ci regalava il suo assolo a testa in giù.</p>
<p><strong>Benny Benassi: </strong>gli intenti del dj precursore di suoni (non si contano più i cloni di <em>Satisfaction</em>), non sono cambiati nel tempo: far ballare animi incandescenti, con potenza e divertimento. Le strutture ritmiche dei pezzi invece si sono evolute. L'ultimo singolo del nostro produttore italiano “<strong>Spaceship</strong>” è già una hit, e incorpora il grande ritorno sulla scena internazionale di Kelis e la presenza di Apl.de.ap e Jean-Baptiste.</p>
<p><strong>Iron Maiden: </strong>sempre loro, sempre uguali a se stessi. Una scaletta per accontentare tutti con i classici per un'esibizione non proprio memorabile. Certo, gli Iron sono gli Iron, ed è vero anche che non possiamo chiedere troppo a questi energici “vecchietti”, ma su, dai, un po' di entusiasmo! Forse è anche colpa del target, decisamente più giovane dei fan di vecchia data della band inglese, o colpa della stanchezza dei sottoscritti, che stavano per addormentarsi dopo un <em>tour de force </em>musicale durato sei ore. Tuttavia questa loro esibizione non ci ha lasciato altro che un “<em>ok, ora abbiamo  visto anche gli Iron, punto</em>”.</p>
<p><strong>Goldfrapp: Will Gregory</strong> e <strong>Alison Goldfrapp</strong>, inglesi, cinque album all'attivo e l'electronica come comune denominatore, fanno immergere il pubblico del Pukkel in un'atmosfera tipicamente anni ottanta (incantevoli i ventilatori a tutto spiano sparati sulla cantante, sotto una luce ad occhio di bue). Voce divina e presenza scenica di Alison gasano non poco il pubblico di questo show. Alle sue spalle Will Gregory, musicisti, visual a tema spaziale e un tripudio di luci colorate che incontrano il fumo, creando una perfetta cornice scenografica. Con “Rocket” si raggiunge il culmine e la gente canta e si agita con loro. “Oh, oh, oh, I've gotta rocket...”. Anche il secondo singolo del nuovo album “Head First” piace ai presenti. Stiamo parlando di “Believer”.</p>
<p><strong>Placebo: </strong>intriganti, questi Placebo. Lasciano davvero una bella impressione; carichi e potenti, corrono e si sbizzarriscono attorno alla presenza scenica di Brian Molko, temerario, depresso, vivo. Il sound dal vivo è quello (riconoscibilissimo) dei dischi, e nelle orecchie tornano melodie ascoltate per anni sui canali musicali, brani che ti fanno canticchiare volentieri. Una bella esibizione. Anche loro visti per la prima volta, lasciano soddisfatti i presenti ben di più degli Iron. Unico neo: sul palco sono in sei.</p>
<p><strong>Groove Armada, </strong>duo inglese composto da Andy Cato e Tom Findlay, che ha disegnato bellissime pagine di genere, spaziando dal <em>downtempo</em> alla <em>house</em>. Hanno raggiunto gradualmente il successo, più precisamente nel 1999 con “Vertigo”, ma da quel momento per i club internazionali sono stati sinonimo di garanzia. Durante la loro esibizione la gente è entusiasta. Il loro ultimo album si chiama “Black Light” (2010) e contiene “Paper Romance”, pezzo energico dai suoni eccelsi.</p>
<p><strong>20 agosto - DAY #2</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="525" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fpukkelpop%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fpukkelpop%2F&amp;user_id=33374990@N07&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="525" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fpukkelpop%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fpukkelpop%2F&amp;user_id=33374990@N07&amp;jump_to="></embed></object></p>
<p><strong>Kate Nash:</strong> un timbro inconfondibile ed elegante, uno stile tutto suo. Grandi aspettative per lei, in parte tradite da qualche caduta di stile. A lasciarci un filo perplessi non è l'esibizione, quanto l'atteggiamento. È mattino e si presenta sul palco con un trucco che non le si confà per nulla, ma soprattutto atto a emulare qualcuno/a (leggi alla voce: Bjork). Risultato: rossetto sbavato attorno alla bocca e pubblico che le suggerisce con un cartello di sistemarsi. Scena pietosa. L'imbarazzo è diffuso. Kate Nash non ha bisogno di stupire con maschere e trucco. La sostanza c'è, quindi l'apparenza non dovrebbe trovare spazio nelle sue esibizioni. Le vengono almeno due attacchi di ridarola anche mentre canta, speriamo non previsti da un copione perché davvero fuori luogo. Nonostante questa premessa così acida, il concerto è stato più che piacevole, con la splendida “Foundations” (“fondamenta” in inglese) il pubblico la sostiene e canta gioioso. Con le sue canzoni si ascolta sempre qualcosa di nuovo. Stavamo dimenticando: la Nash aveva il braccio ingessato!</p>
<p><a title="Analogic Years - Pukkelpop 2010 #3/15 di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5005737451/"><img class="alignnone" style="margin: 2px; border: 2px solid black;" src="http://farm5.static.flickr.com/4145/5005737451_5545dd48ca.jpg" alt="5005737451 5545dd48ca Pukkelpop 2010 (Belgium): 200 artisti per tre giorni di Live" width="500" height="333" title="Pukkelpop 2010 (Belgium): 200 artisti per tre giorni di Live" /></a></p>
<p><strong>Ou Est Le Swimming Pool:</strong> la sala “Dance Hall” è piena di gente curiosa per l'esibizione di questa band inglese di cui si è sentito parlare soprattutto quest'anno. Il loro sound piace perché a metà tra la celebrazione dei mitici ottanta e la voglia di sperimentare. Ci sono tutte le premesse per alimentare il fuoco acceso dal singolo “Dance the way I feel” e decidere di acquistare il loro nuovo album “Golden year”, che uscirà il 3 ottobre in un'atmosfera di commozione. Infatti l'epilogo di questo show è tristemente vero. Prima un incidente in cui il cantante Charles Haddon, buttandosi inaspettatamente sul pubblico, ferisce una ragazza. Il concerto viene subito interrotto. Lo stesso cantante deciderà da lì a poco di mettere fine alla sua giovane vita, con un gesto estremo. Un fatto drammatico, reale, ma soprattutto molto privato, per questo ogni commento e interrogazione risulterebbe inutile. Gli altri componenti del gruppo, Joe Hutchinson and Caan Capan, in accordo con il management e la famiglia di Charles Haddon porteranno avanti il progetto e il giorno del compleanno del cantante uscirà l'album. È già disponibile anche il video del nuovo singolo “The Key” girato proprio al Pukkelpop. Pezzo davvero molto bello e video chiaramente toccante. R.I.P Charles Haddon.</p>
<p><strong>Limp Bizkit:</strong> ogni volta è una gioia. È il venti agosto e Fred Durst compie oggi quarant'anni. Però. Simpatici e potenti come sempre, con Wes Borland un po' in giornata no mascherato da streghetta e seccato dalle telecamere, i Cazzi Mosci ribaltano a suon di nu-metal il main stage del festival. Che botta. I brani sono sempre quelli: <em>Faith, Rollin', Take a look around, My generation</em> (in apertura), come è sempre piacevole e divertente ascoltarli. Il finale, poi, quando Fred invita (cento?) ragazze sul palco e canta l'ultimo brano sommerso dalla topa, è l'esaltazione del rock. Grandiosi.</p>
<p><strong>Prodigy: </strong>c'è attesa per Liam Howlett, Keith Flint e Maxim Reality, per la scaletta, così come per gli effetti speciali che accompagnano sempre le esibizioni dei Prodigy. Fuoco e luci accecanti sono stati scelti anche in questa occasione. Vengono proposti diversi pezzi tratti dall'ultimo album “Invaders Must Die”, come “World's on fire”, “Omen”, “Warrior's dance”, “Take me to the Hospital”, “Colours”, “Run With The Wolves”. E visto che i Prodigy la storia l'hanno scritta molti anni fa ed in particolare nel 1997 con l'album “The Fat of The Land”, non possono mancare pezzi del passato come “Breathe”, “Voodoo People”, “Their Law” e naturalmente “Firestarter”. Sulle note del pezzo cardine “Smack my bitch up” Maxim invita tutto il pubblico a sedersi, per farlo lanciare pochi secondi dopo in un salto liberatorio. “Invaders Must Die”, come previsto scatenerà un delirio di danze infuocate. Se proprio dobbiamo trovare una pecca in uno show perfetto, nella scaletta mancavano pezzi d'atmosfera come “Climbatize” e “Narayan” perché i Prodigy hanno fatto anche quelli e li hanno fatti anche molto bene, grazie al loro marchio di fabbrica “Moog Prodigy” (da cui proviene il loro nome) e al gioco di suoni cui ci hanno abituati. Ora che sono passati gli anni novanta, bisognerebbe smettere per sempre di inchiodarli in un genere il “Big Beat” ed eleggerli definitivamente unici esponenti del “Prodigy” perché il loro genere è loro e irripetibile. Maestri di stile.</p>
<p><strong>The X</strong><strong>X:</strong> tanto ce ne avevano parlato, ma non all'altezza delle nostre personalissime aspettative. Nonostante stiano realmente facendo parlare di sé, questi XX non mi convincono. I ritmi sono dilatati, indie-rock britannico molto poco movimentato. Ci riserviamo il diritto di ascoltarli con più calma in futuro.</p>
<p><strong>NOFX:</strong> dilemma, anche loro. C'è chi dice che sia stato un grande concerto, e chi invece scuote la testa deluso. Resta il fatto che, nonostante tutto, i NOFX fanno sempre il loro sporco lavoro. Musicalmente ineccepibili (sono anni che suonano gli stessi brani live), un po' antipatici nelle (lunghe, estenuanti, interminabili) pause tra una canzone e l'altra, il caro vecchio Fat Mike cerca un dialogo che non arriva. Questo accade di nuovo, sistematicamente, ad ogni data dei NOFX. Geni o furbetti?</p>
<p><strong>Snow Patrol</strong>. Un quarto d'ora di concerto ci è bastato per dire che timbro e tecnica vocale di questo artista sono una piacevolissima garanzia. “<strong>Chasing Cars</strong>” con l'aggiunta di un coinvolgente coro nel finale è irrinunciabile, anche se nel palco vicino si stanno esibendo i NOFX.</p>
<p><span style="font-size: 13.3333px;"><strong>21 agosto - DAY #3</strong></span></p>
<p><strong>Gogol Bordello: </strong>che dire dei Gogolli? Piacciano o non piacciano, il loro gran bel casino lo fanno sempre. Di certo i testi non sono il loro pezzo forte, ma l'energia e la carica che sprigionano sul palco è davvero unica. Bravi, anche se forse un po' troppo reclusi nel personaggio dell'<em>allegra combriccola balcanica</em>.</p>
<p><strong>Serj Tankian: </strong>on stage con una bella, bellissima formazione che associa le chitarre e le ritmiche dei (redivivi?) System of a down alla leggerezza e maestosità di sei archi, il tutto celestialmente amalgamato dalla voce (non è una voce, è una magia) di Serj. Grande scoperta, uomo enorme nello spirito e nel lavoro, il quale lascia spazio durante l'esibizione anche a tematiche importanti, sociali, come la democrazia e la libertà di pensiero. Magister.</p>
<p><strong>The Drums: </strong>sembrava di trovarsi di fronte ai Joy Division, ma per davvero. Uguali! Vestiti tutti eleganti, con cravatta e camicia, questi ragazzi mi hanno fatto letteralmente impazzire. Forse sono loro la vera rivelazione di quest'anno. Ritmiche e tematiche squisitamente 70s. Belli e bravi. Perché anche l'occhio vuole la sua parte.</p>
<p><strong>Pendulum: </strong>presenti in formazione live con strumenti, l'articolo non è pervenuto causa pogo violento dei sottoscritti.</p>
<p><strong>Jonsi</strong> – Dimentichiamoci per un attimo che l'artista in questione è membro dei Sigur Ros. Facciamolo perché la sua strada solista merita di essere percorsa nella totale ignoranza. Ogni pregiudizio non permetterebbe alla nostra mente di immergersi nelle prospettive proposte in musica da Jonsi. La natura dipinta di tutti i colori, dalle tinte più malinconiche a quelle più gioiose, dove l'essenza è protagonista assoluta. Proviamo ad assistere al concerto in piedi (e come altrimenti?) per goderci anche l'arte visuale a tema natura, che si sviluppa alle spalle di Jonsi. Ci accorgiamo però che accanto a noi ci sono persone sdraiate sull'erba con gli occhi chiusi e hanno un'espressione imperturbabile. Ci proviamo anche noi e in quel momento comprendiamo molto meglio il connubio Jonsi/Terra, intesa non come contenitore dei fronzoli materiali, bensì come natura, intrisa di atmosfere irrinunciabili. Se ascoltare l'album “Go” sdraiati sull'erba o a contatto con la natura vi riesce difficile in questo momento, provate almeno a chiudere gli occhi e a immaginarvi in un ambiente incontaminato.</p>
<p><strong>Bad Religion: </strong>impeccabili, tecnici, stoici.</p>
<p><strong>2ManyDjs: </strong>l'alternarsi dei deejay on stage intrippa la folla. Noi arriviamo durante un set dedicato ai brani degli MGMT, e saltiamo alla grandissima.</p>
<p><span style="font-size: 13.3333px;">***</span></p>
<p><strong>Anche questo festival è andato. È certo che andare fuori porta ha sempre il suo gran fascino, soprattutto se si parla del verdissimo Belgio e se si ha, come è accaduto al nostro staff, la fortuna di incrociare tre giorni tre di sole cocente quando le previsioni davano dieci gradi.</strong> Ci siamo trovati così bene quasi da non voler abbandonare, il ventidue agosto, la nostra (non proprio pulita) tenda del Decathlon a due posti scarsi (nei pressi dei bagni), anche se in favore di un ben più accogliente trilocale in centro a Bruxelles. Prima di (scusate il gioco di parole) levare le tende da questo Pukkelpop 2010 un mucchio di gente ha dato una bella ripulita all'area campeggio che, nonostante tutto, ha retto alla grandissima. Grandi segnali di civiltà (tende infuocate a parte, ma vediamolo come un rito pagano di gioia e prosperità). Non di tutti, ma di tanti. Riempivi un sacchetto pieno di bottiglie di plastica, lo consegnavi al punto di riciclo e ricevevi in premio una borsa termica (di quelle belle, però!) che inneggiava “<em>Stop global warming (of beer)”</em>.<br />
<a title="Analogic Years - Pukkelpop 2010 14/15 di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/5005722063/"><img class="alignnone" style="margin: 2px; border: 2px solid black;" src="http://farm5.static.flickr.com/4087/5005722063_5987ecf15d.jpg" alt="5005722063 5987ecf15d Pukkelpop 2010 (Belgium): 200 artisti per tre giorni di Live" width="500" height="308" title="Pukkelpop 2010 (Belgium): 200 artisti per tre giorni di Live" /></a></p>
<p><strong>Cosa vogliamo dire con questo: vogliamo dire che, come sempre, basta poco per migliorare le cose.</strong> Ci chiediamo ancora, una volta forse di troppo, perché in Italia debba sempre andare tutto storto, debbano esserci incivili che lanciano sassi (si, sassi, ai Blink all'Indipendent Days di Bologna nel 2000 come ai più recenti raduni hip hop, come dimenticare) alle band, debbano esserci sempre scontri, furti e risse (ok non sempre, ma come mai allo Szieget anche quest'anno l'unica area dove si sono verificati furti in tenda è stata quella riservata agli ospiti italiani?), perché sia sempre inclusa nel prezzo del biglietto anche una bella litigata col coglione di turno che spinge o salta la fila, pesta i piedi o fa complimenti non proprio gentili alla signorina che ti accompagna? Perché ogni volta che vado a vedere un concerto al Forum di Assago rischio di prendere botte e insulti per salire sulla navetta che mi dovrebbe portare a casa?</p>
<p><strong>In Belgio abbiamo visto girare un sacco di birra, e anche qualche canna. Se qualcuno alzava la voce, se qualcuno ti prendeva dentro con il gomito, subito rinsaviva, come subito chiedeva scusa allontanandosi in silenzio</strong>. Questa è la nostra esperienza e di certo non possiamo tirare le somme in termini assoluti, ma pensare anche solo che al Pukkepop potevi ricaricare gratuitamente il cellulare da un totem sponsorizzato da una compagnia telefonica ti fa capire come non ci voglia poi così tanto per semplificarsi la vita.</p>
<p>Organizzazione, tutto qua. È questa la parola d'ordine. Perché solo organizzando le cose come si deve si riesce a rendere questo tipo di eventi memorabili.</p>
<p><strong>Elogi e critiche organizzative a parte, il Pukkelpop Festival 2010 ci ha lasciato una marea di emozioni musicali e non. Dal rock al pop, dall'electro al punk, tutti gli show e tutti gli artisti sono stati all'altezza delle aspettative, e sono forse proprio loro, gli artisti, ad aver reso il tutto ancora più indimenticabile. </strong>Nonostante ci sia ancora oggi chi storce il naso a constatare che un festival propone alle sei i Blink 182 e alle dieci gli Iron Maiden, dal nostro punto di vista questa gita in Belgio ci ha reso parte di qualcosa di molto più grande, di un immensa mole di persone interessate ai contenuti, non alle apparenze (o eventuali appartenenze). Certo, alcune band proprio non ci hanno convinto, ma crediamo fosse nello spirito stesso del festival quello di unire più persone interessate a diversi generi, anche per permettere a tutti di fare deliziose scoperte musicali, proprio come è capitato a noi.</p>
<p>In proposito (questa non la sapete), vi lasciamo con questa perla: Pukkelpop Festival in olandese sta per qualcosa come “Scoppiaforuncoli Festival” … E pensare che a tutti gli amici abbiamo dovuto spiegare che quel “pop” proprio non c'entrava con l'atmosfera che c'era!</p>
<p>Alla prossima ragazzi.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.webstudio22.com" target="_blank">Emanuele Barboni</a> e <a href="mailto: francesca@musicfriendlab.net">Francesca Avallone</a></p>
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		<title>100.000!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 18:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/10/1000001.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="100000" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magmusic.info"><img class="alignnone size-full wp-image-1541" title="100000" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/10/1000001.jpg" alt="1000001 100.000!" width="507" height="462" /></a></p>
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		<title>Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 10:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sotto il palco]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0399.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Enrico Ruggeri" />La Ruota è metafora della vita, si sa, in continua evoluzione gira si ferma e poi riparte, magari un attimo prima di aver afferrato del tutto quello che, nel bene o nel male, ci sta capitando. La Ruota è anche e soprattutto la nuova creazione artistica di Enrico Ruggeri, album che i fan hanno già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0399.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1502" style="margin: 2px;" title="Enrico Ruggeri" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0399.jpg" alt="IMG 0399 Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota" width="360" height="360" /></a>La Ruota è metafora della vita, si sa, in continua evoluzione gira si ferma e poi riparte, magari un attimo prima di aver afferrato del tutto quello che, nel bene o nel male, ci sta capitando.</p>
<p><strong>La Ruota è anche e soprattutto la nuova creazione artistica di Enrico Ruggeri, album che i fan hanno già posizionato tra i suoi lavori meglio riusciti.</strong> La Ruota, da cui prende nome anche il tour, si materializza nell’esibizione dal vivo in un congegno elettronico azionato da un pulsante in grado di selezionare a caso uno dei brani non inseriti nella scaletta fissa, quella dei pezzi irrinunciabili che rimane invariata tutte le sere.<strong> Il brano così sorteggiato dagli spettatori invitati a turno sul palco,</strong> viene visualizzato su un videowall e diventa parte dello spettacolo perchè esibito immediatamente. Il giusto tributo al caso, che diventa a tratti protagonista, qui come nella vita di tutti i giorni.</p>
<p><strong>Questa sera la Ruota gira a Castelnuovo Val di Cecina, un remoto borgo dell’entroterra maremmano, non prettamente turistico, di quelli che per arrivarci devi percorrere a 40 all’ora una stradina tutta curve stando attento a non investire cinghiali, ricci e volpi che ti sbucano fuori ad ogni tornante</strong>, un po’ infastiditi o perlomeno sorpresi da questo insolito viavai domenicale. Di fronte al palco svettano gli enormi serbatoi della vicina centrale geotermica, utilizzati per raccogliere il vapore che da queste parti fuoriesce in gran quantità dal terreno e passando attraverso una turbina (che poi altro non è che una Ruota) produce energia pulita.</p>
<p>«Mi capitava spesso - rivela Enrico - che alla fine di un concerto mi dicessero: “si, bello, però quel brano che non hai fatto…” In questo modo non mi prendo più tutta la responsabilità sulla scaletta, lasciamo decidere anche al caso e così il live viene un po’ diverso tutte le sere.»</p>
<p><strong>In effetti l’esibizione grazie anche a questo espediente risulta molto varia e imprevedibile, si parte col nuovo travolgente singolo “Vivi” per ripercorrere pian piano tutti i successi del cantautore milanese: Ti avrò, Il mare d'inverno, Nuovo Swing, I dubbi dell’amore, Primavera a Sarajevo, Quello che le donne non dicono (scritta da lui, musicata dal suo chitarrista Luigi Schiavone e portata alla ribalta da Fiorella Mannoia) e anche una tra le nostre preferite: Quante vite avrei voluto, sigla del programma televisivo Il Bivio.</strong><br />
La Ruota pesca a caso tre brani in tre diversi momenti della serata: La vie en Rouge, Notte di stelle, Neve al sole, ed il pubblico sembra apprezzare.</p>
<p>Scherza sulla sua età Enrico, neopapà da qualche giorno della piccola Eva, e sul suo passato nei Decibel: «Quando hai diciott’anni e suoni in un gruppo punk non pensi che possano esistere i quarantenni», e poi ancora quando un guardalinee di Serie A sale sul palco per girare la ruota ne ha anche per lui: «Mi raccomando… » gli dice ammiccando. Il pubblico sa della sua fede interista e gli regge il gioco in un divertente scambio di allusioni calcistiche.</p>
<p><strong>Gira di continuo la Ruota di Enrico e la sua spregiudicata vena istrionica lo porterà da settembre di nuovo in tv dopo le recenti esperienze come conduttore di Mistero e Il Bivio</strong>. Nel 2010 sarà la volta di X-Factor che vedrà il cantautore impegnato in una veste inedita, quella di giudice-opinionista, assieme ai colleghi Elio e Anna Tatangelo, in particolare Enrico sarà chiamato a dire la sua sui gruppi sonori. A questo proposito Ruggeri ha dichiarato in un’intervista a Vanity Fair che non sarà un giudice buonista perché, parole sue, la sfida è quella di scoprire qualcuno che fra dieci anni sia ancora vivo e vegeto (musicalmente parlando). Poco spazio per storielle costruite ad hoc per un reality insomma, alla ricerca di talenti veri, solidi e longevi.</p>
<p><strong>Tornando al live di stasera, nella seconda parte trovano spazio anche i grandi successi sanremesi e non, ascoltati mille volte in radio: </strong>Contessa, Peter Pan, Mistero, La notte delle fate, canzoni lasciate per ultime queste, come gioielli rari che si fanno attendere tutta la sera e si sfoggiano solo all’apice di un vorticoso crescendo di emozioni. E’ a questo punto che le transenne non riescono più a contenere le centinaia di fan che affollano il campo sportivo e che al termine dell’esibizione sono lì sotto il palco, con le braccia al cielo, a celebrare ancora una volta lo spettacolo di una Ruota che non si può fermare.</p>
<p><strong>La Ruota Tour. Prossime date: 19 agosto Castiglion del Lago (PG), 20 agosto Ostia – Settimo Cancello (Roma), 27 agosto Pescosolido (FR), 3 settembre Cesano (Roma), 4 settembre Gallicano del Lazio (Roma), 7-8-9 ottobre Milano.</strong></p>
<p>“Ogni bisogno d’amore è il centro attorno a cui girare la ruota, che non si deve fermare fino a quando non si ferma la vita.” (Enrico Ruggeri – Vivi)</p>
<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0401.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1504 alignnone" title="Enrico Ruggeri" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0401-150x150.jpg" alt="IMG 0401 150x150 Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0342.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1491 alignnone" title="Enrico Ruggeri" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0342-150x150.jpg" alt="IMG 0342 150x150 Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0400.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1503 alignnone" title="Enrico Ruggeri" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0400-150x150.jpg" alt="IMG 0400 150x150 Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0393.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1500" title="Enrico Ruggeri" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0393-150x150.jpg" alt="IMG 0393 150x150 Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0391.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1499" title="Enrico Ruggeri" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0391-150x150.jpg" alt="IMG 0391 150x150 Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0355.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1493" title="Enrico Ruggeri" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0355-150x150.jpg" alt="IMG 0355 150x150 Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0388.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1498" title="Enrico Ruggeri" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0388-150x150.jpg" alt="IMG 0388 150x150 Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0386.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1497" title="IMG_0386" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0386-150x150.jpg" alt="IMG 0386 150x150 Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0393.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1500" title="IMG_0393" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/IMG_0393-150x150.jpg" alt="IMG 0393 150x150 Enrico Ruggeri porta in scena La Ruota" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="mailto: luca@musicfriendlab.net">Luca Zanoncelli</a></p>
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		<title>Con Kruder &amp; Dorfmeister al MJF</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 13:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Celebrità]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/Kruder-Dorfmeister.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Kruder-&amp;-Dorfmeister" />E' il 15 luglio 2010 a Milano e siamo all'Arena Civica per il Milano Jazzin' Festival, l'appuntamento estivo giunto alla sua quarta edizione. Il  MJF è un evento musicale  promosso dall'assessorato agli Eventi del Comune di Milano, che prevede ogni anno numerose esibizioni di artisti dall'indiscussa qualità. Il problema è sempre il solito, il volume, ma gli artisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/Kruder-Dorfmeister.jpg"><img class="size-full wp-image-1477 alignnone" title="Kruder-&amp;-Dorfmeister" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/08/Kruder-Dorfmeister.jpg" alt="Kruder Dorfmeister Con Kruder & Dorfmeister al MJF" width="576" height="288" /></a></p>
<p>E' il <strong>15 luglio 2010</strong> a Milano e siamo <strong>all'Arena Civica per il Milano Jazzin' Festival</strong>, l'appuntamento estivo giunto alla sua quarta edizione. Il  MJF è un evento musicale  promosso dall'assessorato agli Eventi del <strong>Comune di Milano</strong>, che prevede ogni anno numerose esibizioni di artisti dall'indiscussa qualità. Il problema è sempre il solito, il volume, ma gli artisti di questa sera decideranno di fare uno strappo alla regola, alzandolo gradualmente e con molta nonchalance. Nessuno oppone resistenza, visti i risultati.</p>
<p><strong>Peter Kruder</strong>, <strong>Richard Dorfmeister</strong>, <strong>Earl Zinger</strong>, <strong>Ras T-Weed</strong> e <strong>Fritz Fitzke</strong>. Questi gli ingredienti per uno show memorabile, che fa passare in secondo piano il caldo e le zanzare meneghine.</p>
<p><strong>Kruder &amp; Dorfmeister festeggiano quest'anno sedici anni di onorata carriera e un pubblico variegato li acclama e si abbandona completamente ai loro suoni</strong>. Il duo austriaco è fautore della “Scena di Vienna” e grazie a continue sperimentazioni ha contribuito a far crescere un genere musicale, un tempo considerato di nicchia: l'electronica. Questo è un genere che nel tempo si è evoluto dando vita a numerose sfaccettature diventate a loro volta generi musicali. Per questo sarebbe interessante ogni tanto recuperare le origini di questo immenso e variegato mondo. In questa ricerca vanno sicuramente contemplati K&amp;D, che hanno gettato le basi e dato vita per esempio al Downtempo e alle sue sonorità da atmosfera. Per essere meno teorici, quando bevete un aperitivo con sottofondi musicali rilassanti pensate anche o soprattutto a loro. Il potere della loro musica si può constatare proprio nell'elemento dell'abbandono, per questo una copia di “K&amp;D Sessions” andrebbe ascoltata non solo agli aperitivi, ma sul proprio divano con gli occhi chiusi e il cellulare spento. Per l'ascoltatore la musica di K&amp;D è terapeutica e leggera, per K&amp;D è frutto di un attento e minuzioso lavoro durato anni. La loro tecnica è sofisticata, ma il risultato che ne scaturisce è adatto a tutti.</p>
<p><strong>Pochi ma ottimi gli album all'attivo, svariati e da far gola alle migliori star internazionali i remix del duo austriaco</strong>. Nelle loro tracce si incontra un'ampia gamma di suoni, passando dai ritmi più soft a quelli più estremi (dalla musica ambient alla drum n' bass per intenderci). Per questo il loro dj set dal vivo assume le sembianze di un'ascesa, sonora, fisica e mentale, il tutto, in questo caso, amplificato dalle installazioni visuali dell'artista Fritz Fitzke e dalle luci di scena. La torta (uno dei temi dei visuals proiettati) vuole la sua ciliegina e per questo ci sono gli mc Earl Zinger e Ras T-Weed, volitivi e passionali, ad accompagnare diversi momenti dello show, portandolo al culmine. In particolare Zinger regala agli spettatori non poche risate grazie alle sue buffe mossette e ai suoi ingressi sul palco fuori dalle righe (si nasconde dietro a K&amp;D e sbuca dalla console praticamente a gattoni). Indimenticabile i ritornelli “Everybody go boooo” e “Milano step in time” loopati all'infinito.</p>
<p><strong>I primi tre pezzi del dj set creano le premesse per uno spettacolo impeccabile a livello sonoro e visivo, passando dai toni freddi e rilassanti a quelli caldi e travolgenti, in un crescendo di sequenze battenti e di sonorità che spaziano dal Trip Hop al Big Beat più spinto.</strong> Appena si conclude il terzo pezzo esce in scena Mr Zinger che presenta ufficialmente i due artisti incorniciati improvvisamente da un rettangolo di schermi con proiezioni ipnotiche. Effetti rigeneranti e musica che minuto dopo minuto diventa un unico battito di cuore, fino a scatenare il pubblico in danze energiche, spontanee e prive di coreografie. Gli MC dirigono solo il mood dei movimenti e delle espressioni dei presenti con giochi vocali, acuti e loop alternati. Distogliendo per una attimo lo sguardo dallo spettacolo si possono notare volti imperturbabili nel pubblico. L'atmosfera che si è venuta a creare è delle migliori, complici  location, immagini, luci, colori e musica toccante. <strong>Il finale del dj set è imprevedibile, in quanto comico. </strong>Per festeggiare il loro anniversario Kruder &amp; Dorfmeister si abbracciano sulle note di una “Let it be”, dove il ritornello diventa K&amp;D e il logo degli artisti viene incorniciato da innumerevoli cuoricini. Un' intesa perfetta che dura da anni e un connubbio artistico che ha dato i suoi frutti con continuità. Kruder &amp; Dorfmeister amano Milano e noi non possiamo che consigliarvi di non perdervi le loro future esibizioni.</p>
<p style="text-align: right;">Francesca Avallone</p>
<p style="text-align: right;">Grafica di copertina: <a href="http://www.webstudio22.com" target="_blank">Zonk Volta</a></p>
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		<title>Povia, Scanu, Baccini, Lost: report Rho Alive 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 00:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Band e gruppi emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[Celebrità]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sotto il palco]]></category>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://farm5.static.flickr.com/4134/4741655333_fc93500703.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Giuseppe Povia" title="Giuseppe Povia" />L'estate come sappiamo è stagione propizia per concerti, sagre e momenti di sana aggregazione. Da qualche anno a questa parte il comune di Rho e la fiera sono diventati uno spazio pronto ad accogliere iniziative ed eventi che abbiano come protagonista la musica. "Rho città della musica", quindi, come sostiene a gran voce in apertura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">L'estate come sappiamo è stagione propizia per concerti, sagre e momenti di sana aggregazione. Da qualche anno a questa parte il comune di Rho e la fiera sono diventati uno spazio pronto ad accogliere iniziative ed eventi che abbiano come protagonista la musica. <em>"Rho città della musica"</em>, quindi, come sostiene a gran voce in apertura il primo cittadino. <strong>Questa volta a darci appuntamento il 27 giugno 2010 è Radio Reporter, sponsor del Rho Alive, un micro festival giunto alla sua terza edizione.</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Ci concentriamo sul palco centrale, dove si svolge il “Reporter Alive”, un evento nell'evento, una diretta capitanata da Alberto Zanni (Radio Reporter) e Elena di Cioccio (Radio Due), pronti dalle nove e trenta a presentare gli ospiti in scaletta.</span></span></p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 343px;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><a title="Giuseppe Povia di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/4741655333/"><span style="color: #000000;"><img style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;" title="Giuseppe Povia" src="http://farm5.static.flickr.com/4134/4741655333_fc93500703.jpg" alt="4741655333 fc93500703 Povia, Scanu, Baccini, Lost: report Rho Alive 2010" width="333" height="500" /></span></a></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Giuseppe Povia</span></span></p>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><em> </em><em>"Danza intorno al sole"</em> è il brano che apre la serata, scritto da Nada e Carmen Consoli per <strong>Paola Turci </strong>e la sua chitarra. Sul palco appare infatti solo lei, sempre aggraziata e gentile, in compagnia della sua sei corde acustica. Elena Di Cioccio in apertura anticipa la sorpresa: <em>"Il prossimo artista non ha bisogno né di band né di orchestra"</em>. A ricordarci che la cantante ha una lunga carriera alle spalle è il brano<strong> “Bambini”</strong> (1989), che il pubblico accompagna con un bel coro. A fine esibizione, come avverrà per tutti gli artisti, c'è tempo per due battute su progetti presenti e futuri.<strong> La Turci esprime il suo orgoglio per il nuovo album “<em>Giorni di Rose</em>”, nato dalla collaborazione di parte della quota rosa della musica italiana (Marina Rei, Fiorella Mannoia, Nada e Carmen Consoli e molte altre).</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Si cambia completamente registro e sul palco viene accolto il rapper <strong>ZeusOne</strong>, paffuto cittadino di Rho, che fa cantare le giovanissime con il brano<em><strong> “Su Facebook”</strong></em> (in realtà sono stati avvistati anche diversi adulti canticchiare il ritornello <em>“Su Facebook, su Facebook, mi voglio innamorare su Facebook”</em>). Il tenore è quello che accompagna oramai da qualche anno il panorama del rap nostrano: sintetizzatore un po' tamarro, base tutta cassa e testo tormentone d'attualità (vedi, ad esempio, <em>"Quelli che"</em> dei Flaminio Maphia, e qui vien da chiedersi se sia nato prima l'uovo o la gallina). Niente di nuovo, nessuna magia, ma non per questo ci sentiamo di dare un'insufficienza al ragazzo che è riuscito a tenere il palco in maniera decisa e simpatica.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Presentato con grande enfasi dalla Di Cioccio, è giunto il momento dell'esibizione di Martino Corti, il nuovo “discepolo” di Frau Mara Maionchi (etichetta “Non ho l'età”).</strong> Si crea aspettativa per lui come è normale. Malelingue a parte, Mara è stata tra le prime donne discografiche in Italia, ha lavorato con Battisti e Mogol, scoperto e creduto in Gianna Nannini, Mango e Tiziano Ferro. E di questo le siamo grati. Certo che essere presentati come "pupilli" di un produttore fa pensare ad un sistema musicale che dà spazio a chi conosce chi. Forse è solo un'impressione, ma se venissi presentato come "pupillo di" davanti ad una platea folta come quella di stasera, non sarei certo la persona più orgogliosa e felice del mondo, passando per il raccomandato di turno. Pare che più che produttori si parli di protettori. Insomma, potevano evitare queste eccessive auto-celebrazioni da raccomandati. Tornando alla musica,  come avvenuto a Sanremo con Tony Maiello, la gente e gli addetti ai lavori dalla scuderia Maionchi si aspettano grandi prestazioni. Martino è talentuoso, educato e chiaramente devoto alla musica, per cui ha lottato affinchè diventasse anche il suo mestiere. <strong>Il suo brano è <em>“Stare qui”<span style="font-style: normal;">, e porta in seno qualche melodia e arrangiamento in stile Nomadi. </span></em>Questo artista riteniamo sia destinato ad imporsi sulla scena gradualmente e in modo pacato, come il suo stile vuole. </strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Siamo pronti a stimoli diversi con le nuove leve del panorama musicale nostrano. Gli <strong>Ultima </strong>ci regalano un'energica versione di <em>“Non abbiam bisogno di parole”</em> (cover di Ron), mentre gli<strong> Zero 2</strong> con <em>“Vivere Da Adesso”</em> e la cover <em>“Un'estate al mare”</em>raccolgono unanimi consensi nonostante la prestazione vocale non proprio al top.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Una bella rivelazione di quest'anno è la giovanissima Jessica Brando. </strong><em>“Il colore del cuore” </em>viene interpretato con molta intensità, così come “<em>Dove non ci sono ore</em>”, il brano presentato all'ultima edizione del Festival di Sanremo. Jessica è sicura ed emozionata, così da assicurare un trasferimento di energie al pubblico, che la ascolta con molta ammirazione. Questa fanciulla ha esordito come cantante a nove anni e il 29 giugno 2010 è uscita<strong> la sua prima biografia, <em>“Io canto da sola”</em></strong>, che racconta come ha realizzato il suo sogno e messo a frutto le sue indiscutibili doti canore. Una bambina prodigio che speriamo non  bruci le sue doti troppo presto.</span></span></p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 343px;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><a title="Lost di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/4741654869/"><span style="color: #000000;"><img style="margin: 3px;" title="Lost" src="http://farm5.static.flickr.com/4078/4741654869_319c9c7b90.jpg" alt="4741654869 319c9c7b90 Povia, Scanu, Baccini, Lost: report Rho Alive 2010" width="333" height="500" /></span></a></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Lost</span></span></p>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">E visto che la musica può avere anche un ruolo importante nel sociale, con <strong>Barbara Monte</strong>, approda sul palco una grande causa: <strong><em>“Mare senza Memoria” <span style="font-style: normal;">è </span></em>la canzone scelta dall'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), come colonna sonora della campagna estiva contro l'abbandono degli animali. </strong>Tutti gli introiti ricavati dalla vendita del brano verranno devoluti all'Associazione. Lato nostro abbiamo apprezzato molto il testo e non possiamo che consigliarvi di ascoltarlo ed eventualmente appoggiare questa iniziativa.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Presa di posizione anche per <strong>Mitch &amp; Squalo </strong>che si esibiscono con <em>“Boom Boom”</em>, schierandosi contro la droga, fatto anomalo nell'ambiente dell'Hip Hop Italiano. <strong>Il brano è legato a “Boom Boom– Strategia globale di contrasto alle tossicodipendenze e promozione del benessere”, progetto voluto dall’associazione Centro Studi Parlamento della Legalità. Il pezzo non è male, ma la cosa importante è la tematica affrontata. Un plauso ad occhi chiusi solo per questo. </strong>Mitch &amp; Squalo si sono fatti conoscere nel settore, grazie a una sana gavetta, che li ha visti coinvolti nelle esperienze professionali più disparate. Dai media tradizionali (Sky Sport, MTV e Rai) ai new media (Alice Live, Hit Channel), dalla Radio ai social network. Per gli speaker e dj di Radio 105 è in uscita un nuovo disco<em> “Su le mani”</em>, cui dovrebbero seguire anche alcune iniziative che li vedranno impegnati nelle scuole. Bravi, diamoci da fare.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Arrangiamenti retrò e testi d'amore per gli Studio 3.</strong> <em>“Amore incontenibile”</em> e <em>“Il mio respiro”</em> (feat Noemy Nicole) i pezzi presentati in questa occasione dalla boy band che ricorda da vicino BSB e Take That, con sonorità e tematiche già sentite ma doti canore notevoli. Sul palco sono disinvolti e parlano con i loro fan come se fossero al <em>baretto</em>, e questo gli fa onore. Ecco cosa di questo gruppo colpisce, la qualità e l'essere realmente spontanei.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Il pubblico pullula di giovanissimi e il prossimo gruppo è pan per i loro denti. Arriva quindi il primo dei tre urli fatali che sentiremo in questa serata, il primo è per i Finley, che cominciano con </strong><em><strong>“Il tempo di un minuto”</strong></em><strong> per proseguire con </strong><em><strong>“Un'altra come te”</strong></em><strong>. </strong>Il loro bassista li ha da poco lasciati per intraprendere altri progetti e probabilmente la formazione rimarrà a quota tre, ma questa sera il basso si sentirà al sicuro, grazie al tocco di Dan Persoglio, energico e appassionato come sempre. È da poco uscito il loro ultimo disco <em>“Fuori”</em> e questa sera ci siamo trovati di fronte a una band più matura e professionale. Ricordiamo che i Finley al loro esordio tra i grandi della musica sono stati letteralmente travolti da un successo improvviso, probabilmente inaspettato anche per chi credeva in loro. Il sistema musicale italiano non sempre riserva belle sorprese. Per fortuna, nel loro caso questo successo non è stato effimero.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>C'è chi sostiene che Loredana Errore debba lasciarsi andare completamente sul palco. Vedere una ragazza bella, probabilmente dolce e con un talento raro quasi posseduta mentre canta canzoni che parlano di sentimenti, non è comunque una bella scena. </strong>La quota rosa di MAGMUSIC! l'ha seguita con attenzione durante il talent show “<em>Amici</em>”, ha cercato di capirla mentre si dimenava, saltellava a sproposito e si mangiava le note per quella rabbia vocale sempre in agguato. Da ribadire che questa ragazza ha una voce meravigliosa, ma un'interpretazione che troppo spesso ne offusca la luce. <em>“L'ho visto prima io”</em> e <em>“Ragazza occhi cielo”</em>, il pezzo scritto per lei da Biagio Antonacci. Con la speranza che Loredana, con il tempo, metta da parte un pò di rabbia, per lasciar emergere solo il suo talento.</span></span></p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 343px;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><a title="Francesco Baccini di zonk volta (milan, italy), su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/emanuelebarboni/4742291034/"><span style="color: #000000;"><img style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;" title="Francesco Baccini" src="http://farm5.static.flickr.com/4078/4742291034_9eccd8a375.jpg" alt="4742291034 9eccd8a375 Povia, Scanu, Baccini, Lost: report Rho Alive 2010" width="333" height="500" /></span></a></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Francesco Baccini</span></span></p>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Paolo Meneguzzi monta sul palco con <em>“Imprevedibile” </em>il singolo che ha segnato il suo ritorno sulla scena italiana.</strong> In questi ultimi anni infatti il buon Meneguzzi, come il collega Tiziano Ferro fece a suo tempo, si è fatto conoscere anche negli Stati Uniti e in America Latina, ricevendo tra l'altro dei buoni riscontri, sia a livello radiofonico, che dalla critica. Un ritorno al passato con <em>“Musica” </em>e un saluto davvero caloroso con il pubblico. Su di lui non si può che dir bene, in particolare riguardo all'interpretazione dei brani. Dai toni più sofferti a quelli più giocosi, Meneguzzi canta in modo sentito anche le virgole.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>E' il momento del secondo urlo corale con i Lost. </strong>presentano due singoli tratti dall'ultimo album <em>“Allora sia un buon viaggio“, vale a dire</em> <em>"L'applauso del cielo”</em> e <em>“Il cantante”</em>, singoli che gli stanno garantendo il mantenimento del successo, soprattutto in ambiente <em>teen</em>, sinora raggiunto. Il primo brano è in perfetto stile Lost, il secondo davvero originale e trascinante, anche per la scelta di strumenti insoliti nel loro genere, leggi alla voce cornamuse.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Zucchero raccontava qualche tempo fa di credere nel talento della figlia, che però si sarebbe dovuta dare da fare parecchio per intraprendere la sua stessa carriera in questo periodo storico.</strong> Adesso non è più l'unico a credere in lei e <strong>Irene Fornaciari</strong> sta rendendo ancora più grande questo cognome. Una ragazza che al suo esordio ha fatto dell'umiltà una virtù, permettendo al pubblico di conoscerla e ammirarla in qualità di Irene, e non per essere la “figlia di...”.<em> “Messin' With My Head”</em> viene interpretata utilizzando tutte le sfumature e i colori della black music. Irene ha una voce divina. Chiude con la straordinaria, eccelsa, strappalacrime <em>“Il mondo piange”</em>, quella che per noi rimane tra più belle canzoni ascoltate quest'anno in Italia.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>E' il turno di Selma Hernandez. </strong>Forse questo nome non vi dirà molto perchè si tratta di una cantante brasiliana che l'Italia ha conosciuto più che altro per “<em>Remedios</em>”, pezzo contenuto nella colonna sonora del film di Ozpetek “S<em>aturno Contro</em>” e diventato nel 2007 un singolo e un remix di successo. Se siete appassionati di pop latino o semplicemente avete voglia di energie positive, date un ascolto al suo primo inedito “<em>Musica Para Dançar</em>”, che ha garantito un momento danzereccio al pubblico di Rho.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>“</strong><em><strong>Valerio, Valerio, Valeriooooo...”</strong></em><strong>. Ecco il terzo urlo under sedici in scaletta, ma primo per intensità. E anche il momento di Valerio Scanu è arrivato. </strong>Interpreta <em>“Per tutte le volte che”</em>, <em>“Credi in me”</em> e <em>“Ricordati di noi</em>”. Da spendere una nota di merito sul secondo brano, fautore di atmosfere e cariche emotive. La sua esibizione si commenta da sola: <em>“Valerioooooo”</em>. Valerio piace e forse se lo merita. Anche lui canta da quando aveva nove anni, dopo il successo ottenuto con il talent “<em>Amici</em>” si è impegnato per migliorare alcuni aspetti sia interpretativi, che caratteriali. Nel live tutto questo emerge, anche se viene da chiedersi quanto di tutto questo successo sia stato merito dalla massiccia esposizione televisiva donatogli dal talent e da Sanremo, e quanto dalle sue effettive doti interpretative.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Preferiamo dirlo subito. <strong>Francesco Baccini</strong> è un poeta della musica, un cantautore d'altri tempi. Quindi vi preghiamo, se non lo conoscete perchè bombardati quotidianamente da altre meteore, di approfondirne l'ascolto. Se credete nella musica e nella sua storia, gli sarete grati per aver contribuito a scriverla. Questi i pezzi della serata:<em>“</em><strong><em>Ci devi fare un Goal</em></strong><em>”, “</em><strong><em>Ho voglia di innamorarmi</em></strong><em>” e “</em><strong><em>Sotto questo sole</em></strong><em>”.</em></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Siamo giunti così all'ultimo artista, <strong>Povia</strong>. Dopo un duetto con Mitch e Squalo in <em>“Insegui i sogni tuoi”</em> è il momento di “<em>La verità</em>”, un brano ineccepibile, che fa riflettere e in cui l'artista crede molto. <em>“Luca era Gay”, </em>che aveva suscitato una marea di polemiche, viene cantata da tutto il pubblico con grande felicità del cantautore. Segue <em>“Ci sei solo tu”</em>, brano con il quale l'artista stabilisce una grande vicinanza con gli spettatori, coinvolgendoli dall'inizio alla fine. Grande trascinatore. Ed ecco arrivare il pezzo cardine della sua discografia, <em>“I bambini fanno ooh”</em>. <strong>Povia si conferma autore ricercato ed interprete riuscito. Il suo animo rock dirige le sue esibizioni live mentre il suo lato lirico e poetico trasmettono emozioni a non finire. Ogni suo testo è chiaramente studiato ed articolato attorno ad un tema forte,</strong> tema che viene sviscerato sino a rendere il più grande dei concetti di immediata comprensione. Poche metafore, pochi giochi di parole, i testi di Giuseppe Povia giungono dritti all'obbiettivo. Possono piacere o meno, possiamo essere o meno d'accordo con le sue parole, ma di questo artista va premiata di certo la capacità espressiva decisamente fuori dal comune, in grado di raccontare grandi storie senza mai sbilanciarsi.<strong> </strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>In questo forse sta il suo talento: sta poi a noi decidere se schierarci a favore, contro, o semplicemente chiudere gli occhi e ascoltare la storia che <strong> questa sera </strong>ha deciso di raccontarci.</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><br />
</strong></span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Articolo di Francesca Avallone e Emanuele Barboni</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Foto di <a href="http://www.webstudio22.com" target="_blank">Zonk Volta</a></span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="456" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157624375893112%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157624375893112%2F&amp;set_id=72157624375893112&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="456" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157624375893112%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Femanuelebarboni%2Fsets%2F72157624375893112%2F&amp;set_id=72157624375893112&amp;jump_to="></embed></object></span></span></p>
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		<title>MUSE: a San Siro si esplorano mondi possibili</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 12:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiccaonair</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/06/theresistance-300x300.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="The Resistance" />Milano, 8 Giugno 2010. Stupore e meraviglia. Davanti a noi si materializza un' astronave coperta da una moltitudine di schermi e non siamo alla N.A.S.A. C'è attesa, sono le 19.00 a San Siro e il lancio è previsto per le 21.15. Gli “astronauti” di questo viaggio si stanno preparando, il nome della missione è “The [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Milano, 8 Giugno 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Stupore e meraviglia. Davanti a noi si materializza un' astronave coperta da una moltitudine di schermi e non siamo alla N.A.S.A. C'è attesa, sono le 19.00 a San Siro e il lancio è previsto per le 21.15. Gli “astronauti” di questo viaggio si stanno preparando, il nome della missione è “The Resistance Tour”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/06/theresistance.jpeg"><img class="size-medium wp-image-1447 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 4px 3px;" title="The Resistance" src="http://www.musicfriendlab.net/magmusic/wp-content/uploads/2010/06/theresistance-300x300.jpg" alt="theresistance 300x300 MUSE: a San Siro si esplorano mondi possibili" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna però effettuare un pre-lancio e nell'abitacolo della nave spaziale arrivano i supporter della causa, i <strong>Kasabian</strong>. Di loro avevamo già parlato in passato, facendone emergere i virtuosismi nel live. Questi ragazzi li puoi mettere nel baretto sotto casa, alla fiera di Milano, come a San Siro e hai la certezza di assistere a un buon concerto, complice la carica dei loro suoni e l'assenza di maschere e artefatti, sono musicisti veri. Attendiamo fino alla fine “<strong>L.S.F.</strong>”, ma questa volta l'hanno lasciata a casa ed è giusto così. E' il pezzo che li ha resi celebri  e  anche loro vogliono andare avanti, considerato che il resto del loro repertorio merita l'ascolto. Un ultimo Sound check e si parte. Per dove direte voi. Inizia un viaggio e qui lascio cadere la penna dello scrittore, per raccontarvi questo concerto da appassionata di performance live e descrivervi qualcosa che ad oggi hanno solo i Muse: la musica extraterrestre. Questo tipo di musica è resa possibile da un connubio perfettamente fluido di due elementi, musica e impianto scenico. <strong>Con o senza astronave i loro concerti ti proiettano nello spazio, fosse anche solo mentale.</strong> Sonorità, luci e band raccontano la realtà, da un punto di vista privilegiato, innalzandosi e sollevando anche tutto quello che è accanto a loro. “You can't come down to Earth, you're swelling up, you're unstoppable” (“<strong>New Born”</strong>). Di fatto il nostro pianeta e quello che vi succede non è fine a se stesso, ma è immerso in uno spazio e in un mistero che ancora non sono stati svelati, ma che ogni animo profondo cerca inconsciamente. La musica dei Muse attiva questi collegamenti spazio-temporali e consente la ricerca di mondi possibili. Già ad Assago nel 2006 ricordo le facce del pubblico, la mia e quella dei miei vicini e vi garantisco che non erano espressioni da realtà. I loro dischi, che contengono testi riflessivi, paradossalmente non andrebbero ascoltati sempre con concentrazione, ma con un semplice abbandono al suono.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul palco approda un gruppo sostenuto di persone che trasportano bandiere e un messaggio molto chiaro, contenuto anche nel testo di “<strong>Uprising</strong>”, il primo brano in scaletta: non permettiamo che le nostre menti siano controllate e la verità tenuta lontana. Comincia la resistenza e con “<strong>Uprising</strong>” i Muse raccontano in musica la missione di questo viaggio, relativamente al tema del potere e dei potenti, di coloro che cercano di controllarci e portarci al degrado. Una sfida lanciata al pubblico e che, con queste parole, si spera possa perpetuarsi anche dopo il concerto di San Siro.“<strong>They will not force us, they will stop degrading us, they will not control us, we will be victorious</strong>” (non ci costringeranno, finiranno di degradarci, non avranno più controllo su di noi, ne usciremo vittoriosi). Il tutto accompagnato da una ritmica divina con tanto di claps repentini.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è pronto per l'immersione in questa nuova dimesione, fatta di rinascite e consapevolezza. È   il momento di liberarsi di tutto per lasciarsi trasportare completamente con “<strong>Supermassive black hole</strong>”. Questo brano, quando è uscito, ha segnato una nuova era per i Muse, fatta di successi e crescite, nelle vendite e negli show. La gente si è gradualmente distaccata dal link ormai obsoleto “<strong>Muse - Time is running out”</strong>, per assaporarne, conoscerne e condividerne le nuove gesta. Era il 2006 e l'opera completa portava il nome di “<strong>Black holes and revelations</strong>”, un album che anche in questo tour è stato protagonista nella scaletta.</p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>New born</strong>” tradotta in parole è una meteora pronta ad esplodere. Infatti, dopo una crescita resa possibile dal suono di una pianoforte e da note altissime e sofferte, arriva la rivalsa del rock più vero, con giri impazziti di chitarre ruvide e “incazzate”. I contrasti della vita, sono quindi affrontati grazie a strumentazioni contrapposte, utilizzate nell'arco della stessa canzone e che potrebbero convincere anche un animo imploso a rinascere. Nel frattempo il palco è incandescente, gli artisti brillano di luce propria (oltre che nei costumi), la nave è completamente illuminata e ai bordi si sviluppano a collage video e visuals, oltre che gli artisti in presa diretta, il tutto "effettato". Queste sono installazioni d'autore. È ora la volta di un pezzo tratto appunto da “<strong>Black holes and revelations</strong>”, intitolato “<strong>Map of the Problematique</strong>”. Psichedelico e molto in stile Depeche Mode, con una lirica concentrata sul tema della solitudine. Bellamy e compari, si fanno ora pionieri del romanticismo più autentico, con “<strong>Neutron Star Collision</strong>”e “<strong>Guiding Light</strong>”, quest'ultimo brano tratto da “<strong>The Resistance</strong>”, è una sorta di apoteosi dei significati più puri dell'amore. Bellamy canta riguardo all'esistenza di una luce guida fatta a persona, quella che amiamo, in assenza della quale ci sentiamo persi e confusi.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio perchè la poetica dei Muse è fatta di contrasti sonori, ecco arrivare una nuova ondata di chitarre aggressive con ”<strong>Histeria</strong>”.  Si prosegue con “<strong>Nisch</strong>” e poi sul palco sale anche un pianoforte a coda, come in ogni concerto dei Muse che si rispetti, per deliziare il pubblico con uno dei pezzi più originali dell'ultimo album: “<strong>United States of Eurasia</strong>”. Qui la musica classica e la lirica si fondono con le melodie orientali e il rock. I Muse sono maestri nell'intrecciare generi diversi e nel renderli qualcosa di nuovo. I cori contenuti nel brano riportano la mente ai Queen.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornano i bei versi sull'amore con “<strong>I belong to you</strong>”, una dichiarazione d'amore molto poetica. Si parla di un uomo che dopo aver viaggiato per tutto il mondo, ha capito che lei è la sua musa e lui le appartiene.</p>
<p style="text-align: justify;">La sensazione che ci fossero delle sorprese in serbo era nell'aria e infatti Wolstenholme (bassista) e Howard (batterista) si portano avanti sul punto più esterno del palco, che come per magia si stacca fino ad elevarsi. Questo è solo un primo assaggio per caricare il pubblico e deliziarlo con  una "Drum and Bass Jam" dei due musicisti. Da lì a poco ritornerà sul palco Matt Bellamy completamente ricoperto di lucine (occhiali compresi) e raggiungerà i colleghi per il gran colpo di grazia: “<strong>Undisclosed Desires</strong>”, “<strong>Resistance</strong>” e “<strong>Starlight</strong>” in sequenza. Il palchetto si alza in volo, gira su stesso con il trio al completo e si comincia dalla prima delle tre, la cui particolarità risiede nella sequenza ritmica a sospensione. San Siro già in fervore esplode definitivamente con “<strong>Resistance</strong>”, si innalzano cori intonati che avvolgono la voce del bel Bellamy. Il momento credo più commuovente del concerto arriva con “<strong>Starlight</strong>” con l'apice su “Our hopes and expectations Black holes and revelations“.</p>
<p style="text-align: justify;">Annunciato dal trio, sul palco li raggiunge Nic Cester dei Jet, che si esibisce con “Back in black” degli AC/DC, dando sfoggio delle proprie doti di screamer.</p>
<p style="text-align: justify;">Con atmosfera solenne si espande a macchia “<strong>Time is running out</strong>”, che li ha resi celebri ai più e che possiamo tranquillamente eleggere a tributo di questa storia fantastica che i Muse stanno scrivendo per il pianeta delle sette note.</p>
<p style="text-align: justify;">Torna il tema della ricerca della verità, al centro di questo album, con un' accesa “<strong>Unnatural selection</strong>”. Dopo “<strong>Unintended</strong>” è il momento del secondo colpo di scena, i Muse si dirigono verso il backstage e al loro posto compare in prossimità della tribuna blu un ampio disco volante con un trapezzista che penzola e si lancia in una danza, accompagnato a suon di voce e strumenti dai tre astronauti (Muse). Sembra avvicinarsi il termine di questo viaggio sulle note di “<strong>Stockholm Syndrome</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">I Muse hanno però in serbo il gran finale con pezzi cardine quali “<strong>Take a bow</strong>”, “<strong>Plug in baby</strong>” e “<strong>Knight of Cydonia</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo sulla Terra, ma siamo stati liberati. E ora cerchiamo questa verità, così che la musica abbia avuto il ruolo decisivo che le spetta da secoli nella società, tra conoscenza, consapevolezza e liberazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E' cominciata la resistenza.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Articolo a cura di Francesca Avallone</em></p>
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